Venezia 70

Recensione Che Strano Chiamarsi Federico

Ettore Scola omaggia l'amico-collega Federico Fellini con un insolito biopic

recensione Che Strano Chiamarsi Federico
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L'omaggio ad un amico, l'omaggio ad un grande del cinema italiano.
Così potremmo sintetizzare Che strano chiamarsi Federico - Scola racconta Fellini, curioso e inusuale fanta-biopic dedicato ad uno dei più noti e amati registi italiani di sempre, Federico Fellini.
Il film, fortemente voluto dall'amico e collega Ettore Scola -che lo ha personalmente curato e diretto- si allontana sia dal classico documentario (agiografico, storico o d'inchiesta che sia) che dal “solito” film biografico più o meno romanzato, per l'approccio ma anche per la realizzazione.
L'obiettivo non è quello di mostrare l'intero escursus biografico del cineasta riminense né focalizzarsi su un aspetto o un episodio in particolare: Scola decide infatti, arbitrariamente, una narrazione episodica filtrata da ricordi e testimonianze, in primis la sua, che ci permettono di entrare nel quotidiano dei due registi e del loro “mondo”, in particolare quello giovanile, quello della rivista satirica Marc'Aurelio negli anni del regime, per arrivare poi ai primi veri approcci al cinema.

Un Pinocchio che per fortuna non è mai divenuto un bambino perbene

Veniamo così a conoscenza di tanti, spesso divertenti o illuminanti, episodi e farci una vaga idea di com'era fare cultura e spettacolo tanti decenni fa: ma anche sorridere di certe buffe abitudini e tic del nostro, come la bugia allegra, le interminabili passeggiate notturne in auto a conoscere variegata umanità, il rapporto con autori, produttori, attori, tra i quali, immancabilmente, Alberto Sordi e Marcello Mastroianni. Alcuni personaggi secondari, poi, prendono letteralmente vita: da grandi figure dimenticate o purtroppo sconosciute ai più, come Ruggero Maccari, a gente comune che entra a far parte del mito dai racconti di vita vissuta da Scola insieme all'amico: spigolosi quanto irresistibili madonnari, prostitute disincantate eppure decise a sorridere alla vita sempre e comunque, mamme che rimproverano a Fellini di imbruttire i propri figli nei film.
Il tutto raccontato con piglio svelto, tanta verve, interessanti soluzioni visive e sempre ottime caratterizzazioni. Un lavoro curato nei minimi particolari dal regista di C'eravamo tanto amati e Romanzo di un giovane povero, utilizzando sapientemente anche filmati, oggetti e testimonianze d'archivio.

Che Strano Chiamarsi Federico! - Scola racconta Fellini Originale, divertente, curatissimo e interessante sotto diversi punti di vista: il biopic-omaggio di Ettore Scola dedicato all'amico e collega Federico Fellini convince, ma ha anche dei limiti. Se non conoscete già vita e opere del regista emiliano, non sarà questo film a farvele conoscere, troppo episodico e legato a momenti particolari della sua vita, soprattutto giovanile. Non vivrete i suoi primi, veri successi né molti dei momenti focali della sua vita, intrappolati in una narrazione episodica che conquista ma risulta decisamente frammentaria. Forse, sarebbe stato meglio realizzare qualcosa che prendesse in esame solo uno dei tanti temi centrali del film: il Marc'Aurelio, le nottate errabonde, il rapporto dei due registi con Mastroianni... E, oltretutto, il film non centra la sua attenzione solo su Fellini, risultando spesso troppo autobiografico da parte di Scola, che in più punti sembra quasi voler ergersi su un piedistallo alla pari con l'amico. Non che il paragone sia così assurdo e, anzi, i meriti del regista campano sono indubbi, ma in certi punti la cosa appare fin troppo evidente per non rendere il suo stesso personaggio forse un po' troppo ingombrante nell'economia del film.

7

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