Recensione Che fine ha fatto Osama Bin Laden?

Chi sa dove si è nascosto il terrorista più famoso del mondo?

recensione Che fine ha fatto Osama Bin Laden?
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Where in the world is Osama Bin Laden?

Where in the world is Osama Bin Laden? non è solo la parodia di un famoso cartone animato (Carmen San Diego), non è un semplice documentario, non è nemmeno un film.
Where in the world is Osama Bin Laden? è un tentativo mal riuscito.
Dopo l'intelligente e dissacrante "Super Sized Me" Morgan Spurlock torna dietro la macchina da presa per confezionare quello che pare identificare la sua prima opera come un semplice colpo di fortuna. Non è rimasto niente dell'ironia acuta e della passione che trapelava dietro al lavoro sui fast food americani e il suo nuovo documentario oltre ad essere pretenzioso pare girato da qualcuno che ha troppi grilli per la testa, che antepone il suo ego alla qualità.
Si parte dalla mancanza di contenuti, per passare attraverso una landa di cattivo gusto fino alla vera e propria "maleducazione".
La pellicola è impostata (si evince dal primo momento) come un picchiaduro da bar, (alla stregua di Street Fighters o Mortal Kombat per esser chiari) i titoli di testa infatti sono realizzati in computer grafica e raffigurano il regista impegolato in uno scontro fisico con lo stesso Osama (ciascuno dei personaggi sfoggerà poteri personalizzati come un cobra dal turbante o i baffi prensili).
Invece, a seguire, durante il documentario, per passare da una location all'altra verrà utilizzata una transizione molto simile alla scelta dell'arena nei picchiaduro anni 80, lo stile ludico viene mantenuto anche per quanto riguarda i font dei titoli e l'introduzione dei "personaggi" di Al-Quaeda (paragonata addirittura ad una squadra di Baseball).
Questa scelta potrebbe anche esser tollerata, sopportata se non altro, nel caso in cui i contenuti mantenessero equilibrata la nostra bilancia, ma non è così.

Where in the world is Osama Bin Laden?

I contenuti del documentario (che si prefigge di scovare, illustrare l'iter e le motivazioni di Osama Bin Laden) sono completamente assenti, il tutto si riduce ad un misero susseguirsi di sketch praticamente slegati l'uno dall'altro dove la semplice polemica la fa da padrone.
Spurlock non espone un punto di vista e non aiuta a crearne uno adeguato nella mente dello spettatore, semplicemente si limita a girare per i luoghi nei quali la religione musulmana va per la maggiore per provocare, giudicare e dedurre senza basi sufficienti (la scusa delle preoccupazioni da genitore è appunto, una scusa).
Così ci troviamo, in un batter d'occhio, la classica ripresa del braccio disinnesca bombe, il solito poligono di tiro americano, il giudizio sul burqua e addirittura un servizio veramente inutile, non c'è altro modo per definirlo, (ripetuto due volte per giunta) che consiste nel fermare i passanti (solo quelli con l'aria più estremista possibile ovviamente) e domandare: "Scusi lei sa dove si nasconde Osama Bin Laden? Ha il suo numero di telefono?" senza nemmeno approfondire.

Il piccolo Spurlock

Where in the world is Osama Bin Laden? E' un prodotto confezionato e ideato per il pubblico americano, ma non nel senso generale, quanto a quello zotico, becero e ottuso. Quello che vive di luoghi comuni e si limita a giudicare senza conoscere: scherzando Spurlock all'inizio del documentario ci lascia intendere che si tratta di un progetto dedicato ai famosi "Redneck" ( i contadini sempliciotti degli States) e noi non gli crediamo, ma proseguendo nella visione si capisce che c'è più realtà di quella che sembra in questa battuta.
Un'altra grande perdita di stile risiede nella decisione di montare in parallelo alla "spedizione" dei brevi stacchi che mostrano la gravidanza della moglie del regista (fino alla nascita finale del pargolo).
Questa scelta potrebbe sembrare "tenera" ma in realtà trasforma il tutto in qualcosa di casereccio ammazzando la credibilità già esigua dei contenuti. Da "Tentativo di documentario" arriviamo a "filmato delle vacanze" fino a "ripresa di mia moglie in cinta", che sarà pure un "miracolo", ma di certo non interessa ad un pubblico così vasto da giustificare una così grande mobilitazione di uomini e attrezzature.
La conclusione è lasciata ad un manipolo di soldati americani in Pakistan che si limitano a scorrazzare il protagonista di villaggio in villaggio dando un punto di vista della questione molto più "all'acqua di rose" di quello che pare essere in realtà.

Where In the World Is Osama Bin Laden? Sia l'intervistatore che l'intervistato, alla fine, basandosi esclusivamente sui luoghi comuni messi in mostra dal documentario, escono dalla diatriba “alla pari” facendo entrambi la figura dei fessi. Lo spettatore medio americano sarà felice di vedere confermate tutte le sue credenze sulla religione islamica e il religioso sarà fiero di potersi difendere dalle solite accuse che lo vedono protagonista. Where in the world is Osama Bin Laden? non regala niente, un prodotto senza passione che cerca consensi sottolineando dei luoghi comuni, da vedere per sapere cosa evitare.

3

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