Recensione Centurion

L'action dei centurioni romani secondo Neil Marshall

recensione Centurion
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A due anni dal discusso Doomsday, che alla sua uscita divise nettamente la critica, Neil Marshall torna con un nuovo film d'azione, genere nel quale continua imperterrito il suo percorso di regista, iniziato nel 2002 con quel piccolo cult che risponde al nome di Dog soldiers. Ed ecco ora che dalle atmosfere futuristiche del precedente film, Marshall torna nel passato, in un ambientazione antica che riprende la misteriosa storia della Nona legione romana, denominata in seguito La sventurata. Durante la sua missione in Gran Bretagna infatti, per sottomettere l'agguerrito popolo dei Pitti, la legione (che contava un numero di circa 3000 uomin) scomparve letteralmente senza lasciare traccia. Oggi, nei pressi di dove sarebbe avvenuta tale insolita sparizione, più testimoni hanno dichiarato di aver sentito il suono tipico delle marce militari, come quelle di un piccolo esercito, in mezzo al nulla. Tralasciando questa componente folkloristica (cui si può credere o meno), Marshall ha puntato sulla ricostruzione storica, fornendo anche un suo punto di vista sullo reale svolgersi degli eventi. Sia ben chiaro, in Centurion ci troviamo ben distanti da qualsiasi pellicola ricca di accuratezza in campo storico, infatti l'autore ha scelto di puntare tutto, o quasi, sulla componente action, realizzando un discreto prodotto di genere.

Roma caput mundi

117 a.C. L'impero Romano, in uno dei periodi di sua massima grandezza, è alle prese con la conquista della Britannia. Nel Nord però la situazione è in stallo da diverso tempo, vista la strenua resistenza del combattivo popolo dei Pitti. Quintus Dias (Michael Fassbender) è il solo sopravvissuto di un raid dei Pitti a un forte romano, e dopo esser stato fatto prigioniero dai nemici, viene salvato dall'intervento del generale Virilus (Dominic West), a capo della Nona legione. Virilus ha il compito di scovare ed eliminare il leader dei Pitti, ma durante il tragitto la legione cade in un'imboscata, dove viene decimata. Quintus e altri pochi sopravvissuti si mettono sulle tracce degli assalitori per cercare di salvare il generale, catturato durante la battaglia. Ma non sanno che la loro peggior nemica sarà la selvaggia guerriera Etayn (Olga Kurylenko), che con il doppio gioco si era finta alleata dei romani, facendo finta di far loro da guida ma in realtà traendoli in trappola.

Vinti e vincitori

Un plot a La grande fuga ai tempi dell'antica Roma. Marshall non tradisce le sue origini e il suo stile, realizzando un film diretto, genuino, senza troppa importanza a ciò che esula dall'azione più pura e senza compromessi. Visto in quest'ottica, Centurion funziona, e regala novanta minuti senza dubbio coinvolgenti, ben lontano e superiore alle ambizioni da kolossal di titoli recenti come L'ultima legione. Prendendo spunto dai classici film bellici, dove soldati si trovavano spesso in fuga dall'esercito nemico in condizioni improbe, la storia esula da qualsivoglia riscontro introspettivo (seppur accennato, ma indagato soltanto alla superficie), puntando sugli scontri e sul rapporto di cameratismo che lega i romani superstiti, soli in una landa sconosciuta e braccati da un menico inesorabile e ostile. Va dato atto che, a fronte di una caratterizzazione singola dei personaggi ridotta al minimo, e per di più affiliata ai classici stereotipi (il leader coraggioso e gentile, il vecchio e saggio combattente, il traditore e così via), quella globale si fa apprezzare per la scelta di non segnare un netto divario morale tra i contendenti, laddove sia i romani che i Pitti sono mossi da più o meno comprensibili istinti di vendetta, in una contrapposizione tra chi vuole difendere la propria terra dagli invasori e chi cerca soltanto di salvare la propria vita. Lo stesso finale, prevedibile già in tempi non sospetti durante la visione, sembra segnare una sorta di riconciliazione, di mostrare come il bene e il male non viaggino per Assoluto ma derivino da gesta, fatte o subite, nel passato. Tecnicamente la pellicola si difende bene, con buone scene d'azione immerse in splendide location, che tra innevate colline e boschi lussureggianti garantiscono il giusto impatto visivo all'evoluzione degli eventi. La violenza, seppur il sangue sgorghi copioso in più occasioni, non è mai gratuita e mostra la crudeltà e il dolore che ogni guerra, allora come oggi, porta a chi la combatte. Il cast si fa rispettare e se non si rimane indifferenti alla gelida bellezza di Olga Kurylenko, in panni, ahinoi!, non troppo succinti, ma senza dubbio affascinanti, un plauso alle buone interpretazioni di Michael Fassbender (che torna sul "campo di battaglia" dopo esser stato Stelios in 300), Dominic West (per il breve, ma intenso tempo che calca lo schermo) e Liam Cunningham (La mummia - La tomba dell'imperatore dragone), mentre il resto del cast si mantiene su livelli appena sufficienti. La colonna sonora d'atmosfera, e mai invadente, completa il cerchio per un film che non ha nulla di trascendentale ma, nella sua onestà figlia di un "artigiano" del genere, si fa guardare con un certo piacere.

Centurion Chi si aspettava un nuovo Gladiatore resterà probabilmente deluso. Centurion è un film che viaggia lontano dall'epica e dalla retorica, e sosta nel terreno delle pellicole a tematica fuggiasca, in questo caso d'ambientazione storica. Tanto mestiere (ma a volte, serve anche quello), bei paesaggi, una storia banale ma che riesce comunque ad avvincere. Per chi ama l'azione ed è appassionato di film in costume o della storia dell'antica Roma, un prodotto senza dubbio consigliato, che potrà regalare diverse soddisfazioni. Naturalmente, senza pretendere un capolavoro.

6.5

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