Cenere recensione: su Netflix un thriller romantico troppo banale

Cenere è il classico film rosa che vorrebbe essere poliedrico, risultando solamente l'ennesimo racconto che preferisce i cliché alla buona scrittura.

Cenere recensione: su Netflix un thriller romantico troppo banale
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Cosa accade quando l'immaginazione dell'individuo prende il sopravvento sul suo presente? Quando i filamenti liberi e creativi, anche dal punto di vista sentimentale, arrivano a plasmare la stessa percezione dell'oggi fino a traslarne le letture in un altrove sia vicino che lontanissimo? Cenere, il film diretto da Erdem Tepegöz e disponibile su Netflix dal 9 febbraio 2024, si sviluppa partendo proprio da una serie di ragionamenti in questo senso, foggiando il proprio contesto narrativo in favore di un racconto che si nutre di un'ossessione psicotica derivante dalla dimensione letteraria (già che ci siete non perdete i film Netflix di febbraio 2024).

In questo caso specifico, però, pur trattando di un argomento piuttosto delicato e interessante, come quello della cosiddetta "fictofilia", la tendenza a innamorarsi dei personaggi provenienti dalla mondo della fantasia, Cenere non riesce mai a cavarne qualcosa di originale, preferendo crogiolarsi negli stereotipi da romanzo rosa, con una particolare tendenza all'erotismo più prevedibile che si possa immaginare in circostanze del genere.

Un racconto rosa che più rosa non si può

Dare un'occhiata alla vita di Gökçe (Funda Eryigit) significa entrare in contatto con una donna bellissima e perfettamente sistemata nel mondo degli adulti. La sua esistenza, infatti, sembra sfilare via leggera nella ricchezza più appariscente, fra un evento importante e una cena lussuosa, mentre il marito, un potente editore, cerca di tenere in piedi il proprio impero, e il figlioletto cresce.

Oltre al suo lavoro a tempo pieno nella gestione di una boutique, Gökçe è una grandissima amante della lettura, e quale contesto migliore per arricchire sé stessi in questo senso, entrando in contatto anche con i possibili autori emergenti che tentano di attirare le attenzioni di un grande editore? Nella tranquillità di una vita agiata presentataci da Cenere, però, sarà proprio un libro totalmente inaspettato a cambiare le sorti di questa famigliola dell'altissima borghesia, entrando di botto nella vita quotidiana della stessa Gökçe. Questa, dopo averne trovato il manoscritto fra quello degli altri aspiranti scrittori, se ne appassiona al punto da cercare di seguirne le orme nella realtà. Il romanzo parla della sua città, è ambientato nel suo presente e racconta la storia di una donna innamorata di un giovane falegname.

Spinta dalla passione per le parole della narratrice, quindi, la ricerca di una verità di fondo spingerà la protagonista a confrontarsi con i volti dietro a quelle parole, e con una realtà/finzione che la interesserà profondamente e in prima persona (se siete alla ricerca di altri film romantici da guardare su Netflix ci pensiamo noi).

Tanti cliché e poca sostanza

Nel suo incedere narrativo Cenere sviluppa un racconto che oscilla continuamente fra il reale e l'immaginario, cercando di costruire una danza che non trova mai e del tutto un proprio passo coerente fino alla fine. Questo perché al segreto che spinge in avanti l'indagine tutta personale della protagonista, si aggiungono tantissimi cliché dal sapore rosa capaci solamente di appiattire le possibilità di fondo.

Così ci si ritrova a guardare la classica storia in cui "due mondi diversi" s'incontrano lungo un percorso inaspettato. Lei ricchissima e lui il classico bohémien scapigliato e tormentato. Lo stesso manoscritto e la sua natura oscura e indefinita si perdono ben presto in un racconto di fantasia sentimentale e senza alcuno spunto, se non quello della moglie/mamma insoddisfatta della propria vita che cerca una via di fuga altra in una fantasia dal sapore reale.

Le possibilità per creare qualcosa d'interessante c'erano sicuramente tutte, anche perché la tensione derivante dal viaggio, introspettivo e tangibile, della protagonista diventa immediatamente il carburante principale degli eventi a schermo. È tutto il resto a stonare, proponendo qualcosa che risulta innaturale e stereotipato in ogni sua inquadratura, avvalendosi di modelli visti e rivisti che ritornano nei dialoghi e nelle svolte più telefonate. Da ciò il mistero apparentemente intangibile di Cenere cede presto il passo all'erotismo di una donna insoddisfatta e alla ricerca di una fantasia molto distante dalle dinamiche nella realtà. In questo la pellicola risulta essere più chiara che mai, premendo tantissimo sul rapporto fra la protagonista e questo famigerato M. (interpretato da Alperen Duymaz), a volte forzando fin troppo la mano.

Dall'eros ribelle e fantasioso, però, Cenere si immerge anche nel genere thriller, portando avanti un intrigo dal sapore piuttosto casuale e caotico nel suo insieme, per poi riflettere pure sulla psiche della protagonista e sulle problematiche umane in questo senso. La sceneggiatura segue una serie di strade che non trovano mai una vera e propria quadra definitiva, preferendo mantenere alta l'attenzione degli spettatori nel modo più facile, senza mai sfruttare appieno il proprio potenziale, anche tematico. Gli spunti su cui riflettere, infatti, ci sono, e anche alcune idee in ambito scrittura risultano piuttosto affascinanti, regalando momenti interessanti ma... l'andamento generale tende a mitigare fin troppo alcuni segmenti chiave, bagnandoli con una patina rosa che affoga invece di valorizzare, spostando continuamente l'attenzione degli spettatori altrove.

Cosa resta sotto la Cenere?

Alla fine dei conti, quindi, cosa ci resta dopo la visione di Cenere? Nella commistione disomogenea del film su Netflix risulta molto facile trovare quella semplicità d'approccio leggera, capace di affascinare l'utente medio alla ricerca di un prodotto semplice da consumare. In un'ottica del genere, infatti, la pellicola funziona alla perfezione, fornendo fin da subito una fruizione immediata capace di coinvolgere proprio in quella facilità casuale fatta di modelli narrativi e tematici riconoscibili e facilmente distinguibili da tutti. La moglie/mamma ricca e insoddisfatta della propria routine, l'avventura erotica piccolo-borghese, la voglia di cancellare la propria realtà con l'erotismo di un romanzo sconosciuto e un mistero di fondo dalle tinte oscure e umane.

Tutti questi elementi fanno parte di Cenere, ne alimentano la voce, l'identità e l'impatto sugli spettatori, per poi coinvolgerli in un'esperienza così superficiale e semplicistica che quasi dispiace per alcune trovate a tratteggiarne il climax finale. Il grande fascino di un libro sconosciuto e l'inappagamento nei confronti della propria vita sostengono i dettagli di un film che non dà molto e non lascia quasi niente negli spettatori, se non una breve distrazione dalla routine giornaliera. Un'occasione per sbirciare nella vita di qualcun altro, in un contesto lontano che affascina sicuramente per l'estetica estera di Istanbul.

Cenere Cenere, il film diretto da Erdem Tepegöz e disponibile su Netflix dal 9 febbraio 2024, si sviluppa da una dimensione rosa riconoscibile e non l'abbandona mai. Gli spunti interessanti per dinamizzare la situazione ci sono tutti, come anche alcune svolte narrative intriganti ma... la scrittura generale dietro la pellicola resta superficiale e semplicistica, lavorando con una serie di modelli che restano tali dall'inizio alla fine, senza mai trovare una propria strada definitiva da perseguire e portare avanti fino in fondo. Il risultato si riflette su un'esperienza facilmente fruibile e nulla più. Un passatempo rapido e facilmente dimenticabile.

4

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