Cena con delitto - Knives Out, la recensione del film firmato Rian Johnson

Il regista di Star Wars: Gli ultimi Jedi confeziona un thriller fiume spassoso, tagliente e raffinato con un eccezionale cast guidato da Daniel Craig.

recensione Cena con delitto - Knives Out, la recensione del film firmato Rian Johnson
Articolo a cura di

Fuori dall'esperienza non propriamente felice di Star Wars: Gli ultimi Jedi, Rian Johnson sceglie di tornare a un cinema a lui più vicino, sulla carta più piccolo e originale. Dopo aver affrontato il noir, il thriller e la commedia in Brick - Dose mortale e in The Brothers Bloom, l'autore ha rivolto lo sguardo all'affascinante sottogenere del whodunit, il giallo deduttivo che trova matrice primaria nella penna di Agatha Christie ma anche nelle storie di Sir. Arthur Conan Doyle. Detective brillanti come Poirot o Sherlock Holmes, casi complessi e un parterre di personaggi che vanno a comporre una trama articolata da risolvere con il potere del ragionamento: il whodunit vive di questi essenziali elementi, che Johnson inserisce e rimodella a suo piacimento nel riuscito e tagliente Cena con delitto - Knives Out, forse il miglior film della sua carriera.

Chi è stato?

Una famiglia ricca e a prima vista unita, quella dei Drysdale-Thrombey, finché il patriarca Harlan Thrombey (Christopher Plummer) non viene ritrovato nel suo studio con la gola tagliata, apparentemente morto suicida. Il patrimonio e la fortuna di questa vera e propria dinastia risiede principalmente nei romanzi di successo scritti da Harlan nel corso di cinquant'anni di carriera, oltre che nella casa editoriale da lui fondata e guidata dal figlio minore Walter Thrombey (Michael Shannon), sposato con Donna (Riki Lindhome) e con un figlio adolescente con un curioso parteggiamento per l'estrema destra, Jacob (Jaeden Martell).
La sorella maggiore di Walt, Linda Drysdale-Thrombey (Jamie Lee Curtis), è invece lontana dagli interessi di famiglia, donna forte e risoluta, al comando di una catena di cosmetici di successo ormai sparsa in tutto il mondo. Il marito Richard (Don Johnson) è per questo un mantenuto, così come il viziato e arrogante figlio Ransom (Chris Evans), da tutti considerato la pecora nera della dinastia Thrombey.

Fanno poi seguito Joni e Meg Thrombey (Toni Colette e Katherine Langford), rispettivamente moglie e figlia del defunto figlio di mezzo di Harlan, rimaste comunque nelle grazie di famiglia anche dopo la morte dell'uomo. A chiudere infine il cerchio troviamo - come nei miglior gialli - anche le terze parti e la servitù, qui rappresentate dall'infermiera del patriarca, Marta Cabrera (Ana de Armas), e dalla cameriera Fran (Edi Patterson).

Trattandosi del famoso romanziere Harlan Thrombey, la polizia locale è decisa a far luce sulla vicenda inviando alla magione dello scrittore il tenente detective Elliot (Lakeith Stanfield), così da indagare sulla questione e interrogare tutti i membri della famiglia e i presenti nella casa al momento del decesso. Ma non sarebbe un whodunit che si rispetti senza l'acuto e intromissivo Detective Privato di turno, che qui risponde all'altisonante nome di Benoit Blanc (Daniel Craig), famoso grazie alla sua intelligenza e a un profilo redatto dal New York Times. Un interrogatorio dopo l'altro, verranno fuori tutti i segreti e le relazioni dell'importante dinastia, permettendo così a Blanc di rispondere alla grande e importante domanda: chi ha ucciso Harlan Thrombey?

Il genere come creta

Knives Out è un whodunit dall'intreccio serrato e puntuale, che ha il grande valore di essere al contempo un film elegante, spassoso e appassionante ma anche un titolo che come i gialli di Agatha Christie vuole riflettere sulla società contemporanea, per l'esattezza quella americana, trovando una sua dimensione quasi satirica e persino politica. È un prodotto moderno che aggiorna il genere con idee nuove e un intrigo ben architettato, oltre a interrogarsi anche sulle dinamiche relazionali interne alla famiglia Thrombey, che scopriremo molto più complesse e articolate di come inizialmente mostrate.
Johnson si muove con intelligenza e grande perspicacia tra contemporaneità e tradizione, impalcando una storia piena di interrogativi, con un eccentrico e carismatico detective, moventi ben calibrati e l'immancabile risoluzione finale tramite la quale tutto viene chiarito, cercando però di farlo attraverso la scrittura di personaggi reali e attuali, che rispecchiano la caotica vita familiare odierna.
I protagonisti scritti dall'autore sono per questo pensati per essere un nucleo con all'interno tante sfaccettature differenti, si va dalla gelosia al tradimento, dall'insoddisfazione all'opportunismo fino all'avidità e all'amore sincero.

Ogni membro dei Drysdale-Thrombey è una maschera familiare e sociale indossata superbamente da ogni interprete su schermo, dal più divertente a quello meno utilizzato: questo per il certosino lavoro di rifinitura di Johnson, che non ha voluto lasciare nulla al caso e approfondire all'essenza i rapporti tra i personaggi.
Dato l'intricato discorso deduttivo che comporta il genere, l'autore ha scelto di utilizzare un perfetto Daniel Craig come una sorta di Poirot new age, dall'aspetto sì curato ma un po' decadente, sigaro in bocca, dall'immancabile parlantina e con un amore sconfinato per le metafore (il discorso sulle Doughnuts è già cult).

Attraverso Benoit Blanc, comunque, Johnson si diverte a giocare con il whodunit e a rendere quasi ridicolo e insopportabile un atteggiamento saccente e intromissivo come quello del Detective Privato, rappresentandolo esattamente come i membri della dinastia Thrombey come un essere umano fallibile, quasi a parodiare l'intera "categoria" letteraria.

Con un colpo di coda creativo di stampo evidentemente sociale (di critica), il regista decide infine di utilizzare come novella Watson una splendida Ana de Armas, qui nel ruolo migliore della sua carriera quale infermiera immigrata in America e scelta da Blanc come aiutante per una sua curiosa (e geniale) particolarità. Non c'è nulla che non funzioni in Knives Out, dalla cura per la messa in scena alla sapiente scelta del comparto musicale, passando per l'ottima elaborazione del montaggio, che si muove avanti e indietro nel tempo con un editing pensato per assecondare il ritmo, le intenzioni narrative del racconto e la metrica sistematica delle rivelazioni. Un lavoro di cesello e ammodernamento del genere riuscito e perfezionato a dovere, tanto da sperare che Johnson voglia riutilizzare in futuro il Detective Blanc per una nuova e appassionante indagine.

Cena con Delitto - Knives Out Muovendosi tra modernità e tradizione, Rian Johnson confeziona un whodunit aggiornato alla realtà sociale e familiare odierna, addentrandosi in un complesso intreccio tipico del genere e approfondendo al contempo le relazioni di una famiglia pensata per essere il più reale e attuale possibile. Il cast corale è perfetto, da Chris Evans e Jamie Lee Curtis fino a una bravissima Ana de Armas, con il Detecive Benoit Blanc di Daniel Craig che incarna una sorta di Poirot new age attraverso cui parodiare l'intera "categoria" letteraria. In Cena con Delitto - Knives Out funziona tutto magnificamente, dalla costruzione della trama alla scrittura dei personaggi, passando per l'elaborazione dell'editing e il ritmo pacato della narrazione, fatta di interrogatori, flashback e un susseguirsi costante di rivelazioni e giochi interni alla dinastia dei Thrombey. Un film talmente riuscito da far sperare in un futuro ritorno di Blanc per una nuova indagine originale.

8.5

Che voto dai a: Cena con Delitto - Knives Out

Media Voto Utenti
Voti: 10
8.2
nd