Cavalli Selvaggi, la recensione del film con James Franco e Robert Duvall

In Texas, il patriarca della famiglia Briggs si trova alle prese con la riapertura di un caso di quindici anni prima che riporta alla luce vecchi rancori.

recensione Cavalli Selvaggi, la recensione del film con James Franco e Robert Duvall
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Una notte Scott Briggs scopre Ben, uno dei suoi tre figli, in atteggiamenti sconvenienti in compagnia di un coetaneo di origini messicane e, in preda alla furia, spara alcuni colpi di pistola. Quindici anni dopo la madre del ragazzo, ancora in cerca di risposte su dove sia finito il primogenito (mai più visto da quella notte), contatta i Texas Ranger affinché riaprano il caso. Dell'indagine si occupa Samantha Payne, unico membro femminile della squadra, che fin dagli inizi va incontro a una certa ostilità da parte della comunità locale: i suoi sospetti ricadono proprio sul patriarca della famiglia Briggs.
Nel frattempo Ben, in burrascosi rapporti col padre e da tempo residente nella metropoli, fa ritorno a casa e si trova ad affrontare i pregiudizi per via della sua dichiarata omosessualità. In Cavalli selvaggi le diverse dispute, che includono anche discorsi relativi all'eredità e la scoperta di una sorellastra, porteranno a una definitiva resa dei conti.

Segreti di famiglia

Il Robert Duvall regista aveva conquistato la critica con il suo secondo lavoro dietro la macchina da presa, il suggestivo L'apostolo (1997), nel quale l'ambientazione texana dava inizio alla vicenda. Ed è di nuovo lo Stato americano di confine a fare da sfondo a Cavalli selvaggi, operazione che tenta di unire antico e moderno in una storia dove l'impegno civile guarda a più fronti. In questo caso infatti il dispotico personaggio interpretato dallo stesso regista, sorta di padre-padrone di una famiglia dall'indole chiusa e razzista, è l'incarnazione di un certo tipo di americano pronto a osservare con odio e pregiudizi il diverso, sia questo l'immigrato messicano o una pecora nera "omosessuale".
Dopo il breve prologo, nel quale ha luogo l'evento scatenante, l'azione filmica si sposta ai giorni nostri e vede la riapertura di un caso ormai morto e sepolto, il classico cold-case che, in un microcosmo così chiuso e limitato, rischia di condurre a risvolti sempre più pericolosi e inaspettati.

Una regia zoppa

Peccato che tutte le potenzialità di partenza non vengano poi effettivamente espresse nella messa in scena, talmente anonima e incolore da condurre ben presto alla noia. La tensione drammatica risulta infatti monotematica e forzata su istinti melò, mentre quella di genere è praticamente assente - anche nel paio di sequenze thriller oriented che hanno luogo nell'ultima parte di visione. Difetti da imputare a una sceneggiatura acerba, incapace di dar vita a personaggi che esulino dal semplice e gratuito cartonato, e a una regia che non regala sussulti, palesando anzi una certa stanchezza anche nelle sequenze in campo aperto dove i personaggi si trovano a cavallo nelle immense praterie di loro proprietà.
Cavalli selvaggi ha inoltre il grosso demerito di aver sprecato un cast delle grandi occasioni che, oltre allo stesso Duvall, vedeva negli altri ruoli principali nomi del calibro di James Franco e Josh Hartnett, qui purtroppo ridotti a macchiette che procedono per inerzia fino alla definitiva resa dei conti (che include anche un parziale colpo di scena) e all'amaro epilogo.

Cavalli selvaggi Robert Duvall siede per la quarta volta dietro la macchina da presa per dar vita a una saga familiare ambientata nel Texas moderno, ambientazione dove il tempo pare non essersi fermato e i pregiudizi, razziali e sessuali, sono ancora fortemente presenti nelle comunità di paese. Cavalli selvaggi inizia con la riapertura di un caso risalente a quindici anni prima per scoperchiare segreti e rinfocolare vecchi rancori tra i personaggi principali, ma è incapace di coinvolgere - sia nei suoi gratuiti eccessi melodrammatici che nei rari sussulti di genere - con un'indagine troppo anonima per appassionare nel suo spento lato thriller. James Franco e Josh Hartnett accompagnano senza nerbo, vittime di figure caricaturali, lo stesso regista, interprete dell'anziano protagonista prossimo a fare i conti col suo passato in un racconto che porta ben presto alla noia. Il film andrà in onda lunedì 28 gennaio alle 00.45 su RETE4 in prima visione TV.

4.5

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