Carrie - Lo sguardo di Satana, la recensione del cult di Brian De Palma

Carrie è vittima delle angherie delle compagne di scuola e della madre in Carrie, horror con Sissy Spacek tratto da un libro di Stephen King.

recensione Carrie - Lo sguardo di Satana, la recensione del cult di Brian De Palma
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Carrie White è una timida studentessa vittima di bullismo per i suoi comportamenti schivi e antisociali, dovuti in gran parte al fanatismo religioso della madre, ossessionata dal peccato e pronta tutto per proteggere la figlia dal mondo esterno trattandola come una reclusa. Dopo le prime mestruazioni, giunte nella doccia della palestra scolastica e causanti risa e dileggio da parte delle compagne, la ragazza comincia a manifestare inquietanti poteri telecinetici che si scatenano nei momenti di rabbia. Difesa dall'insegnante di educazione fisica, che decide di punire le altre giovani per i comportamenti scorretti precedentemente mostrati, Carrie si attira ulteriormente le antipatia del resto dell'istituto, tanto che la più acerrima rivale (esclusa dal ballo di fine anno per aver agito appunto con crudeltà nei suoi confronti) decide di organizzare una diabolica e crudele vendetta.

La vendetta è donna

Un cerchio che si apre e si chiude metaforicamente quello proposto domani sera dalla catena The Space che, per celebrare l'arrivo del nuovo Pennywise nelle sale italiane, ha deciso di proporre l'alpha e l'omega degli adattamenti per il grande schermo delle opere di Stephen King: l'anteprima nazionale dell'atteso IT versione 2017 sarà infatti preceduta dalla messa in onda di Carrie - Lo sguardo di Satana, il primo film tratto dal re del brivido letterario, diretto nel lontano 1976 da Brian De Palma. Un'occasione unica per rivedere uno dei più grandi horror degli anni '70 e non solo, capace di coniugare un drammatico coming of age con una solida storia di genere a tinte forti. Un'opera che cresce in un progressivo innalzamento di atmosfere inquiete e disagianti mentre si assiste alle angherie di cui è vittima la giovane protagonista, pronta a reclamare la sua non richiesta vendetta in un finale che ha fatto storia. Una narrazione pervasa da un costante e morboso erotismo che va a cozzare magistralmente con il fanatismo religioso della figura materna, dando vita ad accesi contrasti e sequenze sempre in bilico tra citazioni cristologiche e una vibrante pulsione sessuale. Già dall'inizio, in cui la protagonista ha per la prima volta il ciclo, la storia non nasconde nulla tra corpi sensuali sempre legati a doppio filo ad una tensione sotterranea costantemente sul punto di esplodere. La scoperta dei poteri impossibili da gestire, figli di un destino beffardo o forse dello stesso demonio, permette di esplorare l'affascinante psicologia della ragazza che si trova succube, sia a casa che a scuola, di un destino cieco; ecco così che la scena del ballo, classico esempio di quiete che precede la tempesta, vibra di ruggente forza filmica nei continui giochi stilistici del regista, tra split-screen, rallenty e scene girate al contrario che danno vita ad uno dei momenti più goduriosamente spaventosi di tutto il filone.

Il tutto sempre osservato dagli occhi innocenti di una sofferta Sissy Spacek, capace di infondere al personaggio un'umanità dolente e fragile ma anche di terrorizzare nei suoi violenti e comprensibili eccessi d'ira, quasi fosse una presenza eterea tra Paradiso e Inferno che cavalca questo mondo di dannati. Perché qui nessuno si salva, dal preside che sbaglia in continuazione il nome storpiandolo in Cassie alle crudeli e rancorose compagne, fino ad arrivare agli stessi personaggi positivi che finiscono comunque per macchiarsi, seppur involontariamente, dell'ennesima umiliazione a venire. De Palma trasforma questa storia disperata in un perfetto ensemble horror in cui la stessa musica assume un contesto fondamentale, tra canzoni romantiche ad hoc e le quattro note di violino di Psycho (1960) a fare capolino in più occasioni per suggerire il male in agguato.

Carrie - Lo sguardo di Satana Il primo adattamento di un'opera di Stephen King è anche uno dei rarissimi capolavori creati a partire dai suoi libri. Firmato nel 1976 da Brian De Palma, Carrie - Lo sguardo di Satana è uno struggente coming of age di una ragazza vittima in egual modo del bullismo scolastico e del fanatismo religioso materno, pronta a reclamare la sua soprannaturale vendetta dopo l'ultima, insostenibile, umiliazione subita. Un film perfetto nella gestione dei tempi e dei luoghi, costruito su una progressiva escalation tensiva che trova adeguata risposta nel leggendario finale in cui il cineasta usa trucchi stilistici e registici per realizzare una scena cult entrata nel cuore di tutti gli appassionati del genere. Un'Apocalisse privata pronta a reclamare le sue colpevoli vittime in un gioco beffardo e struggente magistralmente incarnato dallo sguardo perso, di inaspettata gioia o fin troppo conosciuto dolore, di una bellezza genuina ed eternamente sospesa come quella di Sissy Spacek.

9

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