Recensione Captain America - Il Primo Vendicatore: la recensione

L'alta definizione ai tempi della Seconda Guerra Mondiale

recensione Captain America - Il Primo Vendicatore: la recensione
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" Non importa cosa dice la stampa. Non importa cosa dicono i politici o la massa. Non importa se l'intero paese decide che qualcosa di sbagliato è giusto. Questa nazione è stata fondata su un principio supremo: lottare per ciò in cui crediamo. Quali che siano le difficoltà e le conseguenze. Quando la massa e la stampa e il mondo intero ti dicono di spostarti, il tuo compito è quello di piantarti come un albero accanto al fiume della verità e dire al mondo... 'No. Spostati tu.' "(Steve Rogers, aka Capitan America. Tratto da The war at home - part 6, in The amazing Spider-Man n.537)Le parole che J. Michael Straczynski mette in bocca a Cap nella saga Back in black fanno da compendio alla carismatica figura che questo personaggio assume durante l'epica ed importante epopea della Civil War, perfetto esempio di come si possa far riflettere anche con una lettura teoricamente 'leggera'. Capitan America non è un personaggio molto conosciuto e amato al di fuori del territorio statunitense, probabilmente perché a prima vista vanta minor appeal di altri personaggi con più charme, come Tony Stark/Iron Man, o in cui il pubblico si può riconoscere più facilmente, come Peter Parker/Spider-Man. Inutile inoltre dire che, a prima vista, non ispira certo le simpatie dei pacifisti e di coloro che avversano il capitalismo americano in ogni sua forma. È facile fare di Cap un personaggio iconico ma soprattutto retorico, ed è esattamente quello che, negli ultimi anni, i suoi autori hanno cercato di evitare, rendendolo un personaggio portatore sano di valori, più che di ideologie (più o meno nazionaliste). Tanto da farlo diventare il più grande insurrezionalista del paese, quando si schiera in favore delle libertà civili in barba alla nuova legge di registrazione dei supereroi, da lui giudicata incostituzionale. Il simbolo di un paese in lotta contro il paese stesso. C'è molto di più, in Cap, di un invasato militarista che va in giro con una bandiera americana addosso. Steve Rogers è un supereroe atipico, viene prima della generazione di 'supereroi con superproblemi', è la rappresentazione illustrata, fantastica e romantica del mito americano del self made man, colui che parte da zero e contro ogni avversità realizza il proprio obiettivo di vita. Con la differenza che Steve non vuole diventare ricco e rispettato, ma inseguire un ideale di giustizia, essere utile alla sua gente. La sua trasformazione in superuomo non avviene suo malgrado, come accaduto a Spider-Man o agli X-Men, né avviene in risposta ad un traumatico stimolo esterno, come per Iron Man o il Punitore. No, lui sceglie autonomamente di essere quello che sente di dover essere, anche a costo di enormi sacrifici, che tra l'altro nessuno gli richiede, viste le sue condizioni iniziali. Lui non è un prescelto. Si sceglie da solo. Più che il grande potere, desidera la grande responsabilità, insomma, per puro senso civico.È, questo, un tratto fondamentale del personaggio, che si correva pesantemente il rischio di perdere in mezzo ad un film magari spettacolare e godibile, ma privo di un vero cuore pulsante.Rischio che è stato fortunatamente scongiurato grazie alla puntuale e rigorosa sceneggiatura ad opera di Christopher Markus e Stephen McFeely -visti negli ultimi anni all'opera sull'adattamento per il cinema del vasto immaginario de Le Cronache di Narnia- nonché della regia di un veterano quale Joe Johnston, che ha saputo ritrarre con il giusto spirito le avventure del personaggio.Johnston, che già aveva avuto esperienze con una storia simile grazie al classico degli anni '90 The Rocketeer, ha usato tutta l'esperienza accumulata sui set di grandi saghe fantastiche (da Star Wars a Jurassic Park) per infondere un tocco unico, tipico delle avventure cinematografiche di una volta, quale ad esempio I predatori dell'Arca Perduta (film in cui lavorò come addetto agli effetti speciali).Un tocco che è raro vedere al giorno d'oggi, in tempi in cui il senso d'avventura e crescita del personaggio è spesso messo in secondo piano dalla rutilanza di effetti speciali e combattimenti mozzafiato.Il caro Joe si prende invece tutto il tempo necessario a presentare la genesi del personaggio, perché per fortuna ha capito che l'importante non è Cap, ma l'uomo sotto alla sua maschera, Steve, che fondamentalmente rimane lo stesso anche dopo essere diventato un superuomo. "Non un buon soldato, ma un buon uomo" questo è il requisito fondamentale ricercato dal Dr Erskine, scopritore della formula del super-soldato, portato sullo schermo da un accorato Stanley Tucci. Un incipit doveroso, dunque, per certi versi simile a quello rappresentato da Chris Nolan nel suo primo episodio dedicato al Cavaliere Oscuro, che sarà forse poco benvoluto dagli amanti dell'azione ma che stupirà chi si aspetta solo fuochi d'artificio da un film del genere. Altro dettaglio da non sottovalutare è quanto si sia cercato di evitare la facile retorica nazionalistica, presentando invece la crescita del personaggio in maniera non solo funzionale, ma anche ironica nei confronti della stessa America propagandistica e sempre portata all'eccesso: le prime sequenze in cui vediamo in azione il Capitano, difatti, giungono inaspettate, ilari e oltremodo sensate, riuscendo nel doppio intento di restare fedeli al personaggio pur presentandolo in un contesto diverso da quello originario.

Goodbye, Cap

Questa recensione è dedicata alla memoria di Joe Simon, co-creatore del personaggio di Captain America e del suo universo narrativo, venuto a mancare giusto pochi giorni fa all'età di 98 anni. Alla presentazione del Blu-Ray, fra colleghi appassionati di fumetti, si parlava proprio di lui e del fatto che per creare delle leggende su carta bisogna prima esserlo in vita. Grazie, Captain Joe.

La versione Home Video

Col senno di poi, possiamo considerare la missione cinematografica dell'iconico Captain America come pienamente riuscita. Certo, ha guadagnato meno di Thor o Iron Man, ma il gradimento medio è stato, in molti casi, superiore, sia da parte della critica che del pubblico, al di là del numero -comunque considerevole- di biglietti staccati al botteghino. Affermare il personaggio sul mercato internazionale poteva risultare ostico, e invece Johnston può dirsi tranquillamente soddisfatto, traghettando il progetto Avengers verso la sua -momentanea- conclusione, o per meglio dire, verso il suo culmine, rappresentato dal film in uscita a cavallo tra aprile e maggio dell'anno prossimo.
A qualche mese di distanza, torniamo dunque a parlare della Sentinella della Libertà in occasione dell'uscita della sua versione Home Video, presentata in Italia, come da consuetudine per le ultime uscite Paramount, da Universal. La versione da noi recensita è la combo Blu-Ray+DVD+Digital Copy. La copia digitale rappresenta una gradita aggiunta per questo formato: le precedenti uscite presentavano solo il Blu-Ray e il DVD. La digital copy, inoltre, è compatibile anche con iTunes, per garantire maggiore compatibilità con i più disparati device. Il DVD presenta caratteristiche audio/video medio-alte rispetto alla media del supporto, con una nota di merito per l'audio in DD 5.1 sempre chiaro e dettagliato.
La recensione continua a pagina 2!

Il Blu-Ray

Il percorso intrapreso da Universal fin dall'Incredibile Hulk di Leterrier ha visto un'escalation nella qualità del supporto, che ci ha portato a premiare costantemente le versioni casalinghe della saga supereroistica Marvel. Non può che farci piacere notare la volontà di non riposarsi sugli allori, ma anzi migliorare costantemente, da parte di questa major. La qualità del supporto audio/video, difatti, è assoluta e i fasti raggiunti con il Blu-Ray di Transformers 3 non sono, a quanto pare, un caso isolato. Anche in questo caso la purezza del transfer digitale dell'immagine è tale da rimanere letteralmente estasiati. Captain America non è pieno di effetti digitali 'spaccamascella' come il sopra citato film di robottoni o anche Thor o Iron Man 2, eppure le occasioni per notare l'eccellenza della definizione video non mancano. In Cap, sono spesso i dettagli ad essere spettacolari e frutto di laboriosa ricerca e messa in opera. Come la prostetica alla base della figura del Teschio Rosso, che perfettamente segue la mimica facciale del mitico Hugo Weaving, o la trasformazione del prestante Chris Evans in un rachitico ragazzetto di quaranta chili durante la prima parte di film. Anche le rarefatte atmosfere anni '40 del film giovano parecchio della resa fotografica finale dell'opera, mostrando la cura per il dettaglio di ambientazioni e prop di scena.
L'audio è presentato nel migliore dei modi possibili, con un performante 7.1 DTS-HD Master Audio per la traccia madrelingua e in un sempre ottimo 5.1 Dolby Digital per tutte le altre.

Gli extra

E fin qui, nonostante sia un'eccellenza non da tutti, ce lo aspettavamo visti i trascorsi. Questa volta, tuttavia, abbiamo anche tutti i contenuti speciali in alta definizione, cosa non certo usuale e che fa notevolmente salire le quotazioni del presente Blu-Ray nell'economia del rapporto qualità-prezzo rispetto al formato DVD e ai Blu-Ray di altre case.
La quantità e qualità dei contenuti extra, inoltre, è più che discreta.
Si va dal nuovo Marvel One Shot (“Una cosa buffa accaduta durante la strada verso il Martello di Thor”) ai trailer, alle scene eliminate fino a un buon numero di documentari e featurette dedicate.
Il Marvel One Shot è ancora più godibile del precedente e completamente inedito, senza l'inserimento di footage preso da film precedenti, e in quattro minuti circa ci presenta una bizzarra mini avventura dell'agente Coulson mentre si dirige verso il New Mexico (scena che si colloca temporalmente tra Iron Man 2 e Thor). Il corto non è stato doppiato nella nostra lingua, ma è naturalmente possibile usufruire dei sottotitoli.
I due trailer cinematografici sono quelli americani, entrambi della durata di due minuti e mezzo e senza opzioni per l'audio o i sub.
Sono inoltre presenti altri due trailer: quelli della recente serie animata degli Avengers (nessuna opzione audio/sub anche questa volta) e quello del videogioco tratto dal film, disponibile per tutte le principali piattaforme (in questo caso, i sottotitoli in italiano sono attivabili). Peccato non aver inserito una vera e propria demo giocabile su PlayStation 3 nel disco, ma non è certo un punto di demerito questo.
Continuiamo con quattro scene eliminate o estese, con possibilità di switchare tra l'audio originale e il commento del regista Joe Johnston, del direttore della fotografia Shelly Johnson e del montatore Jeffrey Ford. Le quattro scene sono:
Attacco in Norvegia
La battaglia di Azzano
Steve Rogers vince la medaglia
Steve Rogers incontra Nick Fury (scena estesa senza commento audio)

Il pezzo forte, tuttavia, è rappresentato dalle featurette raccolte sotto la dicitura 'Documentari Speciali'. Trattasi di sei contributi extra di notevole interesse più un nuovo trailer/montaggio dedicato a The Avengers. I sei documentari sono i seguenti:
Howling Commandos (sei minuti circa) - Dedicato ai commilitoni di Cap, da Bucky a Dum Dum Dugan, che ricevono un giusto approfondimento rispetto allo sfruttamento logicamente limitato che hanno nel film, a fronte di una loro ottima caratterizzazione.
Tecnologia elevata (sei minuti circa) - Dedicato al mecha design del film, in bilico fra realismo e fantastoria.
La trasformazione (nove minuti circa) - Forse il più interessante di tutti, mostra la tecnica dietro l'incredibile (e laboriosa) realizzazione del Chris Evans rachitico.
Dietro il teschio (dieci minuti circa) - I realizzatori del film ci parlano di come hanno portato in vita un personaggio difficile come il Teschio Rosso.
Le origini di Capitan America (quattro minuti circa) - Il compianto Joe simon ci racconta di come è nato Captain America, settant'anni fa.

Captain America - Il Primo Vendicatore Joe Johnston, da vero veterano del cinema d'avventura, si rivela la scelta migliore per portare su schermo un personaggio iconico ma a forte rischio retorico come Captain America. Il film scorre via veloce nonostante la sua durata, senza picchi di spettacolarità ma con una grande attenzione alla sceneggiatura -mai preda di particolari buchi narrativi- e soprattutto al cuore dei suoi personaggi. Migliore di Iron Man 2 e Thor, sicuramente alla pari del bel L'Incredibile Hulk di Leterrier: probabilmente il miglior film prodotto finora da Marvel Studios. La versione Blu-Ray del film si rivela essere di altissima qualità realizzativa, con una cura estrema riposta nella presentazione dell'audio e del video, fin nei contenuti speciali, presentati anch'essi in HD.

8.5

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