Recensione Captain America

In blu-ray il cinecomic cult degli anni '90 tratto da Captain America

recensione Captain America
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Ventuno anni prima che Chris Evans indossasse sul grande schermo la divisa a stelle e strisce del supereroe targato Marvel creato nel 1941 da Joe Simon e Jack Kirby ed entrato nel 1963 a far parte del gruppo degli Avengers, fu il Matt Salinger de La rivincita dei nerds (1984) ad incarnare su celluloide il soldato Steve Rogers, soggetto di un esperimento voluto dalle forze militari statunitensi per permettere la creazione di un super soldato.
Accadde in Captain America (1990), che, diretto dall'Albert Pyun cui si devono, tra gli altri, b-movie del calibro di Cyborg (1989) con Jean-Claude Van Damme e l'Adrenalina (1996) interpretato da Christopher Lambert, circolò anche dalle nostre parti, distribuito direttamente in videocassetta come Capitan America.
Lo stesso Capitan America che, penalizzato da una lavorazione travagliata e finanziato dal compianto Menahem Golan che produsse non pochi action-movie legati al machismo reaganiano, torna a vivere - con il suo titolo originale - su supporto in alta definizione sotto il marchio Dynit, permettendo alle nuove generazioni di venire a conoscenza di una delle meno celebrate trasposizioni cinematografiche da fumetto che hanno preceduto la riesplosione del filone avvenuta in seguito all'uscita di X-Men (2000) e Spider-man (2002).

Il blu-ray collector's edition

Infatti, con Stan Lee che vi figura in qualità di produttore esecutivo, è alla schiera delle operazioni a basso costo (siamo sui dieci milioni di dollari di budget) nate sulla scia del successo riscosso da Batman (1989) di Tim Burton che appartiene la pellicola in questione, caratterizzata da un'apertura ambientata nell'Italia della Seconda Guerra Mondiale, con i nazisti impegnati a fare scempio di innocenti.
Ma è soltanto nel 1990 che il protagonista, dopo aver subito la mutazione conseguita all'esperimento di cui sopra ed essersi schiantato sui ghiacci dell'Alaska insieme al missile indirizzato alla Casa Bianca al quale era stato legato (!!!) dal tanto malvagio quanto mostruoso Teschio Rosso alias Scott Paulin, termina la propria ibernazione per ritrovarsi a combattere contro il nemico di sempre, responsabile del rapimento di un presidente degli Stati Uniti incarnato dal Ronny Cox di Robocop (1987).
Quindi, è chiaro che i tempi di narrazione non siano affatto dilatati alla maniera dei cinecomic d'inizio terzo millennio, ma puntino - come era consuetudine fino agli anni Novanta - ad inscenare in breve più situazioni possibili; tanto che la sola prima mezz'ora del film racconta ciò che, invece, occupa l'intero lungometraggio sfornato da Paramount nel 2011.
E, appartenendo l'insieme ad un'epoca in cui gli effetti digitali non avevano ancora preso piede nell'ambito della Settima arte, è in particolar modo il lavoro degli stunt ad essere privilegiato nei momenti d'azione, ricchi di inquadrature strette atte a camuffare la pochezza di mezzi (a tal proposito, si noti anche l'abbondanza di interni) e, ovviamente, basati soprattutto sugli scontri corpo a corpo.
Senza contare il mitico scudo lanciato come un frisbee contro gli avversari, man mano che all'interno del divertente elaborato dal sapore trash troviamo coinvolti anche il Ned Beatty che affiancò Lex Luthor/Gene Hackman in Superman (1978) e, addirittura, una Francesca Neri degli esordi.
Con custodia inserita in slipcase ed un'intervista di venti minuti a Pyun e Salinger nella sezione riservata ai contenuti extra.

Captain America Con un Teschio rosso che, caratterizzato da un nome italiano (Tadzio De Santis!!!) e un look quasi horror alla Freddy Krueger, opera dalla penisola tricolore per rapire il presidente degli Stati Uniti, la prima trasposizione cinematografica delle avventure di Captain America è un b-movie datato 1990 che non può fare a meno di suscitare una certa nostalgica tenerezza nei confronti delle facili emozioni di un tempo, visionato nel XXI secolo, sempre più tempestato di blockbuster d’intrattenimento curati in ogni minimo dettaglio. Un titolo che non può davvero mancare all’interno della collezione di ogni cinecomic fan che si rispetti, tanto più che il blu-ray edito da Dynit - infilato in slipcase - non si presenta affatto male.

6.5

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