Recensione Cado dalle nubi

Esordio cinematografico per il comico televisivo Checco Zalone

recensione Cado dalle nubi
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Luca Medici in arte Checco Zelone non ha certo bisogno di presentazioni dinanzi al pubblico italiano; soprattutto dinanzi a quello televisivo.
Ormai da anni nel cast fisso della trasmissione comica di Mediaset Zelig, condotta da Claudio Bisio e Vanessa Incontrada, si è conquistato la simpatia degli spettatori attraverso i suoi spettacoli all'insegna delle canzoni di taglio ironico, accompagnate dall'uscita del libro+CD Se non avrei fatto il cantande e di singoli come l'arcinoto tormentone del 2006 Siamo una squadra fortissimi.
Quindi, non potendo un mezzo di comunicazione come il cinema - da sempre pronto a sfruttare sul grande schermo volti e temi di successo già sul piccolo - lasciarsi sfuggire un personaggio del suo calibro, ecco il lungometraggio Cado dalle nubi, scritto dal protagonista stesso insieme al Gennaro Nunziante che, sceneggiatore di Liberate i pesci! (2000) di Cristina Comencini, Il grande botto (2000) di Leone Pompucci, La febbre (2005) e Commediasexi (2006) di Alessandro D'Alatri, per il quale interpretò il sacerdote di Casomai (2002), debutta qui dietro la macchina da presa.
Lungometraggio dai toni vagamente autobiografici in cui Zalone, come c'era da aspettarsi, veste i panni del giovane cantante pugliese Checco, sognatore del grande successo nel mondo dello spettacolo che, per mantenersi, lavora come muratore nella ditta dello zio a Polignano a Mare, in provincia di Bari, dove è anche fidanzato con la parrucchiera Angela alias Ivana Lotito (Hotel Meina), che lo molla perché desiderosa di avere accanto un uomo con il quale poter costruire una famiglia. Un evento spiacevole che da un lato lo lascia triste e amareggiato, ma dall'altro lo stimola ulteriormente a passare dalla realtà provinciale pugliese a quella metropolitana di Milano, dove, nella speranza che gli si possano spalancare le porte del grande mondo discografico, si fa ospitare dal cugino Alfredo, interpretato dal grande Dino"Io non ho paura"Abbrescia e che, omosessuale all'insaputa dei propri genitori, divide l'appartamento con Manolo, cui concede anima e corpo il mai disprezzabile Fabio Troiano de Il giorno+bello (2006).
Per un quadro generale che si chiude con il casuale incontro con Marika, con le fattezze della Giulia Michelini di Ricordati di me (2003), ragazza meravigliosa e piena di qualità che riesce addirittura a convincere Checco a dare lezioni di chitarra ai giovani disagiati di una parrocchia locale.

Checcommedia!

"Se mi chiedi chi è la ragazza per me, Angela, io dico te. Se mi chiedi chi è il ragazzo per te, Angela, io dico me. Se mi chiedono a me ‘Ti do due belle gnocche in cambio di Angela' io dico no, no, no!".
Tanto per enfatizzare fin da subito l'atmosfera che permea il film di Nunziante, questo è l'esilarante testo di uno dei principali pezzi cantati da Zalone nel corso dei circa 99 minuti di visione, al cui interno, sempre per rimanere in tema di nomi provenienti dal tubo catodico (o dal digitale terrestre, se preferite), troviamo coinvolti anche la ex Miss Italia Francesca Chillemi e i cabarettisti Stefano Chiodaroli e Raul Cremona.
E, tra gag basate sull'equivoco e la confusione dovuta spesso alla bassa preparazione culturale del personaggio principale (Alberto da Giussano viene scambiato per un Power ranger!), si ride quasi ininterrottamente, in mezzo a divertenti esibizioni all'interno della sede del Partito del Nord e audizioni presso un programma televisivo proto-X Factor.
Mentre lo script, la cui tematica di fondo è legata evidentemente alle intolleranze (da quelle tra il Nord e il Sud all'omofobia), non solo sfrutta a dovere il bravo e scatenato protagonista, ma coinvolge in maniera progressiva anche i diversi personaggi di contorno (merita la citazione un bossiano Ivano Marescotti), fondendo un'italianità dettata dai dialetti con una struttura che non poco richiama un certo tipo di commedia d'oltreoceano (il modo in cui vengono affrontati determinati argomenti spinge vagamente a pensare ai fratelli Farrelly).
Per un esordio cinematografico decisamente apprezzabile sia per quanto riguarda il Checco nazionale che il regista Nunziante, il quale, se riuscirà a continuare su questa strada, potrebbe rappresentare un nome da tenere d'occhio tra quelli che lavorano nella commedia tricolore d'inizio XXI secolo, dinanzi ai cui prodotti sfoggiare il proprio sorriso è diventata purtroppo un'azione sempre più rara.

Cado dalle nubi Facente parte del cast fisso della trasmissione comica Zelig, Luca Medici in arte Checco Zalone approda sul grande schermo con un lungometraggio dai toni vagamente autobiografici che, diretto dallo sceneggiatore Gennaro Nunziante, qui al suo debutto dietro la macchina da presa, lo vede nei panni di un giovane cantante pugliese trasferitosi dalla provincia del sud Italia a Milano, dove spera di trovare il successo nel grande mondo discografico. Ne consegue un prodotto comico che, nonostante una costruzione finalizzata principalmente a sfruttare l’immagine del protagonista, giostra a dovere l’esile script che coinvolge in maniera progressiva i diversi personaggi di contorno, fondendo l’italianità dettata dai dialetti con una struttura che non poco richiama un certo tipo di commedie d’oltreoceano. E, senza presentare mai cadute di ritmo, si ride quasi ininterrottamente per i totali 99 minuti di visione, sia per i fan del Checco nazionale che per tutti coloro che solo ora ne vengono a conoscenza.

7

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