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Recensione Bulli e pupe

Il musical cult di Mankiewicz con Brando e Sinatra torna restaurato alla Mostra del Cinema di Venezia

recensione Bulli e pupe
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C'è sempre una prima volta. In questo caso dinanzi al debutto in una commedia musicale si sono trovati sia il grande regista Joseph L. Mankiewicz (premio Oscar per Cleopatra e autore di altri classici come Eva contro Eva e Giulio Cesare) sia Marlon Brando, protagonista maschile insieme al collega Frank Sinatra, che oltre alla straordinaria carriera di cantante aveva già esordito su grande schermo in produzioni di questo tipo. Siamo nel 1955 ed esce in tutto il mondo, Italia inclusa, Bulli e pupe (restaurato e ripresentato nei giorni scorsi alla Mostra del Cinema di Venezia), trasposizione cinematografica del noto ed apprezzato musical di Broadway Guys and dolls, riproposto ancora oggi nei teatri di tutto il mondo. E proprio dall'opera originaria sul palcoscenico è stata "recuperata" Vivian Blaine, una delle due protagoniste femminili, per la quale questo film resterà l'interpretazione più significativa di tutta la carriera. A farle compagnia nel cast "in rosa" un'altra vera e propria star come Jean Simmons (La tunica, Il grande paese, Spartacus) a completare un poker di protagonisti assolutamente formidabili.

A woman in love

Nathan Detroit (Frank Sinatra) è uno scommettitore incallito, fidanzato da quattordici anni con la bella e un po' svampita Adelaide (Vivian Blaine), cantante ballerina del cabaret. L'uomo, pedinato dalla polizia, sta cercando di organizzare una bisca clandestina ma si trova in carenza di fondi. Per ovviare ai debiti Nathan propone una scommessa (1000 dollari la posta) a Cielo Masterson (Marlon Brando): invitare a cena Miss Sarah Brown (Jean Simmons), stoica sergente dell'Esercito della Salvezza. Per riuscire nella difficile impresa Cielo promette alla bella Sarah di portare alla sua Missione, in forte crisi vocativa, ben dodici peccatori da redimere: in cambio la ragazza dovrà uscire con lui. Ma durante la serata passata assieme, trascorsa in quel di Cuba, Cielo comincia a innamorarsi della ragazza, mentre intanto Nathan sta organizzando la bisca clandestina...

Luck be a lady

Musical abbastanza classico nella forma, con un buon equilibrio tra le parti recitate e quelle prettamente musicali, Bulli e pupe è apprezzabile soprattutto per le ottime interpretazioni dei suoi quattro protagonisti. Oltre infatti a due "colpi sicuri" come Sinatra e la Blaine, la quale aveva già ottenuto ampi consensi per la sua prova in palcoscenico, sono sorprendenti la performance canora della Simmons e, soprattutto, di un insospettabile Marlon Brando perfettamente a suo agio sia nelle varie linee vocali (seppur alcune canzoni vennero ricomposte in studio) che nei numeri di ballo, con uno splendido duetto funambolico proprio con la Simmons nella lunga sequenza ambientata nel bar cubano (ricreato, come il resto dei luoghi, in studio). Con un linguaggio che oggi fa sorridere ma assai gergale e intonato ai tempi, il film vive di dialoghi freschi e frizzanti in una narrazione frenetica che soffre solo parzialmente della lunga durata (le due ore e mezza a tratti si fanno sentire) e riesce a mantenere una discreta varietà di personaggi e situazioni. Ricco di sequenze clou, dal roboante tour de force iniziale nel quale ci viene mostrata la piccola-medio umanità del quartiere malfamato americano, sino alla strepitosa sequenza della bisca nelle fogne, Bulli e pupe vive di coreografie curate alla perfezione accompagnate da una colonna sonora di primo piano (non a caso fu candidata all'Oscar, così come i costumi, la fotografia e la scenografia, tutti senza successo) che rendono la visione piacevole fino allo scontato happy ending.

Bulli e pupe Musical di attori e di canzoni, Bulli e pupe seppur non toccando i vertici del filone rimane ancor oggi una visione consigliatissima per gli appassionati del genere. Tra ispirate coreografie ed un giusto equilibrio tra la componente musicale e la commedia, Mankiewicz riesce a gestire al meglio il suo poker d'assi (Brando, Sinatra, la Simmons e la Blaine) in due ore e mezza che scorrono piacevolmente con alcune sequenze di grande impatto visivo/sonoro.

7.5

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