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Bullet Head, la recensione del film con Adrien Brody e Antonio Banderas

Tre piccoli criminali dopo una rapina si rifugiano in un magazzino abbandonato luogo di incontri clandestini tra cani da combattimento.

recensione Bullet Head, la recensione del film con Adrien Brody e Antonio Banderas
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Dopo una rapina andata male, Stacy, Gage e Walker si rifugiano in un magazzino abbandonato ignari che questo sia una struttura clandestina nel quale si tengono incontri di scommesse sui cani da combattimento. In Bullet Head i tre, criminali da strapazzo con un passato tormentato per diversi ragioni (dai problemi di droga di uno all'abbandono della donna amata per un altro), si trovano costretti a nascondersi all'interno dell'edificio per sfuggire alla polizia che è sulle loro tracce, ma ben presto la loro momentanea tranquillità è interrotta dall'entrata in scena di feroci pitbull che iniziano a dar loro la caccia tra i vari piani del deposito.

Cane mangia cane

Cerca atmosfere pulp/noir, strizzando l'occhio al primo Guy Ritchie, ma finisce per perdersi in un bicchier d'acqua questa co-produzione tra Bulgaria e Stati Uniti diretta da Paul Solet. L'impianto teorico che si cela all'interno della solitaria ambientazione lascia ben presto scoperti tutti i suoi evidenti limiti concettuali, la monotonia di fondo si affida così a sporadici flashback in cui ognuno dei tre personaggi principali rivela un passaggio chiave della propria vita in un gioco tra metafore e realtà che si rivela fine a se stesso. La narrazione di Bullet Head (disponibile su Netflix) segue infatti una linea guida che vorrebbe toccare tematiche più alte e profonde sulle conseguenze di scelte sbagliate o di torti subiti ma colpisce raramente il segno, in una struttura da thriller crepuscolare incapace di guardare aldilà del proprio naso e che dimentica di costruire un contorno altrettanto credibile e interessante. La scelta di utilizzare soggettive forzate in cui lo sguardo è quello dei cani da combattimento risulta un trucchetto tanto semplice quanto poco originale, i momenti di tensione trovano solo qualche riuscito sussulto nei lunghi inseguimenti tra bestie e uomini, quasi filosofico specchio della stessa medaglia e del ciclo della vita. Il peso dell'intera operazione rimane così sulle navigate spalle del cast d'eccellenza, con Adrien Brody, John Malkovich e Antonio Banderas che sfoderano interpretazioni di tutto rispetto riuscendo a infondere un minimo di personalità a figure così indecise nelle relative caratterizzazioni di sceneggiatura.

Bullet Head Un tris di star (Adrien Brody, John Malkovich e Antonio Banderas) per un thriller/noir verboso e freddo che tenta di costruire profonde dinamiche morali all'interno di un'unica e monotona ambientazione. Bullet Head si culla troppo nelle ambizioni di partenza finendo per risultare una produzione né carne né pesce, in cui solo il mestiere degli interpreti e un paio di momenti ad alto tasso tensivo riescono a regalare una maggiore profondità di sguardo di genere, lasciando al contorno il compito di mero e superfluo riempitivo.

5

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