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Recensione Buddha Mountain

Un'insolita amicizia per un film ricco di emozioni

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Li Yu ha conquistato la critica e il pubblico nel 2007 con l'acclamato Lost in Beijing, in concorso al Festival di Berlino. Dopo tre anni torna dietro la macchina da presa con Buddha Mountain, regalandoci un film che ha più di un motivo per meritare la visione.

Tre amici per la pelle

Ding Bo(Berlin Chan), Nan Feng (Fan Bingbing) e Fatso (Fei Long) sono tre amici inseparabili. I primi due hanno anche una passionale relazione. Un giorno, mentre stanno cercando un nuovo posto dove vivere insieme, incontrano Chang Yueqin (Sylvia Chang), una cantante dell'Opera ormai ritirata che sta affittando delle camere, e si trasferiscono a casa sua. Dopo un'iniziale diffidenza della donna, ancora affranta per la morte del figlio, i ragazzi e la signora costruiscono un rapporto sincero che migliorerà le loro esistenze. La loro nuova amicizia sarà resa ancora più salda dall'impegno messo per ricostruire un tempio distrutto.

Montagna di emozioni

Ci sono film che ti rapiscono senza neanche particolari motivi, ma proprio per la loro più spudorata essenza. Con Buddha Mountain ci troviamo dinanzi a uno di questi casi. Li Yu riesce a tratteggiare in maniera sublime la forza di un rapporto di amicizia e la nascita di un nuovo, seppur inizialmente difficile, legame. Ci si affeziona in fretta alle (dis)avventure dei tre giovani protagonisti, sbandatelli spesso ubriachi, ricchi però di un'umanità toccante e spontanea, come quando si trovano ad accudire la signora Chang, ricoverata perchè in un attacco di depressione aveva cercato di togliersi la vita. E' un racconto in cui il poco che succede assume significati enormi. Le continue fughe dalla città sopra i vagoni dei treni sono più di un alito di libertà ricercata da anime alla ricerca di una propria identità e un proprio futuro, le serate trascorse tra alcool e piccole risse sono un sinonimo di forza e debolezza che convivono pienamente nei loro cuori. Impossibile non sospirare al deterioramento momentaneo della relazione tra Ding Bo e Nan Feng, tale è l'affetto che si trova a provare per i personaggi, così come nei toccanti momenti in cui la signora crolla in lacrime ripensando alla scomparsa del figlio. La ricostruzione del tempio ha un risvolto anche interiore: condurre a nuova vita ciò che la natura ha distrutto è anche una sorta di riappropriamento della propria esistenza. I quattro protagonisti sfornano interpretazioni eccellenti: se il grasso Fei Long conquista con la sua simpatia, la rude dolcezza di Berlin Chan ben si adempie al suo ruolo, probabilmente il più difficile. Fang Bingbing, ormai attrice consacrata a star del Cinema cinese, oltre a una magnetica bellezza riesce a portare in sé tutto il dolore e la gioia che il ruolo richiedeva, mentre la mitica Sylvia Chang, al ritorno davanti al grande schermo dopo quattro anni, offre una prova degna della sua gloriosa carriera. Buddha Mountain è un film di piccole, grandi emozioni, in grado di catturare con la loro semplicità e, complice anche un'azzeccata e suadente colonna sonora, di lasciare lo spettatore soddisfatto e, perchè no, riappacificato con sé stesso.

Buddha Mountain Buddha Mountain è una vera e propria sorpresa. Se le doti della regista Li Yu erano già state affermate in passato, non si può che confermare il suo indubbio talento. Con una storia apparentemente semplice, dove le cose accadono perché così dev'essere, senza banali forzature, e con personaggi indimenticabili ha creato un piccolo, grande, capolavoro che assumerà facilmente a cult nel corso degli anni.

8.5

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