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Brothers of War - Sotto due bandiere, la recensione del war-movie su Netflix

In Brothers of War - Sotto due bandiere all'inizio della Guerra di Corea due fratelli vengono arruolati forzatamente nell'esercito del Sud.

recensione Brothers of War - Sotto due bandiere, la recensione del war-movie su Netflix
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Con il pericolo, più potenziale che realmente imminente, scaturente dalla (lucida?) follia di Kim Jong-un di un possibile nuovo conflitto che coinvolga le due Coree (e conseguentemente il mondo intero) un film come Brothers of War - Sotto due bandiere si rivela quanto mai attuale, essendo ambientato nelle fasi iniziali del conflitto che dal 1950 ha diviso un Paese intero. Campione d'incassi in patria, questo titolo del 2004 diretto da Kang Je-gyu racconta la storia dei fratelli Lee, Jin-tae e il più giovane Jin-seok, che vivono a Seoul in uno stato di semipovertà insieme alla loro famiglia: la speranza di un futuro migliore risiede proprio nel fatto che il minore, non ancora maggiorenne, completi gli studi per ottenere un lavoro maggiormente remunerativo. Speranza che però viene meno quando scoppia la guerra, con l'esercito del Nord che ha cominciato l'invasione del Sud. Jin-tae e Jin-seok vengono arruolati forzatamente nelle forze sudiste e il primo cercherà in tutti i modi di proteggere il secondo, anche a costo di sacrificare la propria vita pur di rimandarlo a casa sano e salvo. Ma il conflitto diventa giorno dopo giorno più brutale, trasformando il fratello maggiore, nel frattempo premiato con la medaglia al valore, in un soldato accecato soltanto dall'odio per il nemico.

Non è più tempo di eroi

Definito come il Salvate il soldato Ryan (1998) coreano, Brothers of war - Sotto due bandiere (disponibile su Netflix) ha effettivamente diversi punti in comune con il capolavoro di Spielberg, a cominciare dalla feroce violenza con cui viene rappresentata la guerra: ferite sanguinose, amputazioni, arti menomati da esplosioni e una furia della battaglia che prorompe senza edulcorazioni di sorta nelle numerose sequenze di stampo bellico, vero e proprio cuore pulsante delle due ore e venti di visione. Kang Je-gyu restituisce senza abbellimenti di sorta tutta la crudeltà di un conflitto tra connazionali, e le pagine brutali sia dal punto di vista fisico che psicologico non mancano di certo nella narrazione, con amici e parenti spesso costretti ad affrontarsi in campo aperto militando su sponde opposte. La sceneggiatura ha inoltre il merito di mostrare i lati oscuri di entrambi gli schieramenti, con diverse atrocità di cui sono vittime i prigionieri nordisti o i sommari processi di inquisizione tenuti, senza prove fondate e immediate condanne a morte, nei confronti di individui solo sospettati di aver appoggiato i comunisti. Si respira una profonda e ineluttabile amarezza all'interno di questo grandioso spettacolo di carne e sangue, messo in scena con un copioso numero di uomini e mezzi capace di rendere sempre avvincenti i vibranti istinti da war-movie moderno, il tutto sorretto da un forte impatto emozionale che, complice la toccante colonna sonora, regala un buon numero di scene madri coinvolgenti ed avvincenti nel loro alone tragico, figlio di un'epica malinconica che accompagna il destino dei due fratelli, pedine involontarie di una guerra da loro non voluta. Ad aprire e chiudere il film due spezzoni ambientati nel presente a segnare ancora i traumi di un passato mai rimosso dal popolo coreano, oggi più che mai diviso non per propria volontà.

Brothers of War - Sotto due bandiere Spettacolare war-movie ambientato durante la Guerra di Corea, Brothers of war - Sotto due bandiere non fa sconti nel rappresentare le atrocità di un conflitto sanguinoso che ha finito per dividere il Paese, mettendo in mostra luci e ombre di entrambe le parti con una violenza fisica e psicologica che lascia il segno. Il regista Kang Je-gyu opta per un'epica tragica e fortemente emozionale, meno retorica del previsto, e sfrutta il buon budget a disposizione per dar vita ad una messa in scena a tratti esaltante che restituisce con la giusta intensità l'anima bellica del racconto, trovando nell'efficace cast e nella malinconica colonna sonora il modo di coinvolgere empaticamente lo spettatore alle drammatiche vicende personali dei due fratelli protagonisti.

8

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