Torino 2015

Recensione Brooklyn

John Crowley dirige su sceneggiatura di Nick Hornby una storia di formazione dal complesso sottotesto sociale in cui l'ottima Saoirse Ronan veste i panni di Eilis, una giovane immigrata irlandese alle prese con la sua nuova vita a Brooklyn

Recensione Brooklyn
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Irlanda, fine anni ‘40 inizio anni ‘50. La giovane Eilis (un'intensa Saoirse Ronan) vive con la madre e l'adorata sorella Rose, che fa la contabile presso un'attività commerciale del paese in cui vivono. Ma le prospettive, soprattutto lavorative, della piccola provincia irlandese sono davvero esigue. Così, con l'aiuto di Rose che si occuperà di trovarle un lavoro e un alloggio tramite un parroco di sua conoscenza, la determinata Eilis partirà alla volta dell'America e di un futuro migliore nella Terra dei sogni. Dopo un lungo in viaggio in nave che anticiperà con una serie di imprevisti le turbolenze future, la giovane approderà a Brooklyn, diventando commessa in una prestigiosa boutique e ambientandosi poco alla volta alla sua nuova vita, tra compagne pettegole e vestiti alla moda. Ma le sue origini e i suoi affetti sono lontani e, nonostante la nutrita comunità di emigranti irlandesi che la circonda, l'homesickness, ovvero la nostalgia di casa e dei propri affetti saranno all'inizio quasi insopportabili per una giovane ragazza mai uscita prima dalla propria madre patria. Eppure, Eilis, ragazza brillante e giudiziosa, s'impegnerà anima e corpo nel lavoro e nello studio, grazie anche all'opportunità offertale dal parroco di seguire i corsi di contabilità al college, in prospettiva di una solida carriera lavorativa. Tutto però cambierà colore con l'arrivo di Tony, giovane ragazzo di origini italiane conosciuto a una festa irlandese, che lavora come idraulico e sa essere dolce e comprensivo come pochi. Seppure restia a lasciarsi andare del tutto, Eilis non potrà fare a meno di seguire le ragioni del cuore e vivere, finalmente, appieno la sua nuova vita ‘a stelle e strisce'. Ma il destino metterà ancora una volta ogni cosa in discussione quando la ragazza, in seguito a un grave imprevisto, sarà costretta a tornare nella sua ‘vecchia' Irlanda.

Cambiare vita e diventare 'grandi'

John Crowley dirige su sceneggiatura di Nick Hornby una storia di formazione dal sottotesto sociale, un period drama in cui l'odissea delle migrazioni verso l'America del secondo dopoguerra si mischiano alla volubilità di scelte di vita crude, dure, complesse, mai troppo definitive, che contemplano nell'idea di una vita nuova anche l'intero bagaglio di una vita d'origine da lasciarsi alle spalle. Con brio e dinamica narrative Crowley segue le vicissitudini della protagonista Eilis avanti verso una nuova vita e, poi, nel tragitto inverso, verso una possibile vita nella vecchia patria. Il cambiamento totale delle situazioni e delle prospettive rimescola le carte del destino incastrando la giovane Eilis in un limbo esistenziale e sentimentale per nulla facile da dirimere, considerata anche la giovane età, la difficile contingenza e l'inesperienza di vita della ragazza. Da una parte le sue origini e i suoi affetti, dall'altra la terra della chance, dimostratasi sin dai primi passi piuttosto accogliente e generosa nei suo confronti. La scrittura di Hornby è qui vibrante, e riesce a restituire con freschezza e dinamismo le caratterizzazioni dei due contesti e delle due società a cavallo dei quali si muove la storia. Da un lato gli irlandesi rossi e ‘dalle gambe grosse' con le loro tradizioni e la loro vita ‘provinciale', dall'altro gli americani ‘stilosi' e in superficie accoglienti, ma in fondo altrettanto pettegoli e provinciali. Un buon cast d'appoggio (Domhnall Gleeson, Emily Bett Rickards, Julie Walters, Jim Broadbent) sostiene a dovere questo racconto di formazione, mentre a fare il resto è l'ottima prova di Saoirse Roanan, perfetta sin dalla fisicità morbida nel ruolo della protagonista Eilis.

Brooklyn Tratto dal romanzo di Colm Tóibín, e diretto da John Crowley su sceneggiatura di Nick Hornby, Brooklyn è racconto di formazione e period drama che trova il suo guizzo nella ricostruzione (piuttosto) aderente delle atmosfere dell’epoca e soprattutto nella capacità di entrare a fondo nel conflitto emotivo ed esistenziale di una giovane donna - e migrante - contesa tra il passato e il futuro, le sue origini e le sue aspettative. Saoirse Ronan interpreta con grande maturità e ‘tenuta’ emotiva il ruolo della protagonista Eilis, ed è forse proprio nella veracità della sua interpretazione (che potrebbe anche valerle qualche interessante premio) che il film di Crowley trova la profondità e il mezzo per narrare una storia di formazione e maturazione a suo modo commovente.

7.5

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