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Brazen Recensione: un giallo Netflix troppo banale con Alyssa Milano

Brazen è un film poliziesco simile a molte serie crime generaliste che porta a compimento la propria indagine senza particolare entusiasmo.

Brazen Recensione: un giallo Netflix troppo banale con Alyssa Milano
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I tempi di Castle sono ormai andati. Era il 2009 quando Nathan Fillion incappava nella vita lavorativa e amorosa dell'agente interpretata da Stana Katic e ci sono volute otto stagioni e altrettanti anni di produzione per condurre scrittore e poliziotta verso la conclusione della serie trasmessa dalla ABC, con in mezzo diverse litigate e dell'odio mai nascosto sul set tra i due attori, che ha forse anche velocizzato la chiusura del crime televisivo. I due personaggi però, così come i loro interpreti, sono rimasti incastonati nell'immaginario seriale della bolla investigativa, che ha fatto scuola nella delineazione dei rapporti e degli incastri sentimentali e criminosi delle produzioni poliziesche a venire, riservandosi un posticino tra i preferiti del genere.

È perciò impossibile non riportare alla mente il contributo che il Richard Castle di Fillion ha assertivamente e fastidiosamente dato alla Kate Beckett di Katic mentre si osserva Alyssa Milano fare lo stesso con il personaggio del detective interpretato da Samuel Page in Brazen, lungometraggio targato Netflix e parte dei film Netflix di gennaio 2022.

Dal romanzo allo schermo

L'opera tratta dal romanzo di Nora Roberts è adattata per la finestra streaming da Suzette Cuture e Donald Martin e prende la direzione della regista Monika Mitchell, che conduce lo spettatore nei risvolti di una sequenza di omicidi legati al mondo del sesso e delle perversioni.

La protagonista è Grace McCabe (Alyssa Milano), scrittrice di gialli che si ritroverà coinvolta nell'assassinio della sorella venendo a conoscenza dei segreti e della doppia vita che conduceva la donna per riuscire a dividersi tra spese e affidamento del figlio. Il lavoro che la quest'ultima intratteneva per arrotondare era quello di dominatrice sul sito per adulti Fantasy Inc. ed è indagando in questo universo che Grace, assieme all'agente Ed (Sam Page), cercherà di scoprire il colpevole. Brazen non ha nulla di nuovo da dire e non ha nulla di nuovo da presentare. L'opera di Monica Mitchell è il tipico film che, dirottata la tv generalista anche sulle piattaforme digitali, va allargando una library in cui a pescare sono anche gli amanti dei crime televisivi e dei thriller senza impegno. Categorie in cui rientra adeguatamente la pellicola che, non splendendo per le interpretazioni e non affascinando per la trama, ha comunque la capacità di svolgere il proprio mestiere con conoscenza e abilità, formando una storia semplicissima con un determinato numero di personaggi in mezzo a cui andare a cercare e a pescare il cattivo.

Segreti, omicidi e polizieschi semplici

Un'operazione con alcune sbavature evidenti nonostante le sue chiare intenzioni e il target a cui si riferisce. Un film che, se aveva acquistato un buon ritmo al proprio inizio, procedendo con un andamento modesto porta presto un forte attrito che ne rallenta lo sviluppo non concedendo più allo spettatore un mistero in cui immergersi, ma generando un senso di indifferenza che fortunatamente per l'opera non riesce mai ad esaurirsi completamente.

Gli effetti del Coronavirus su Alyssa Milano e il grave incidente d'auto della Milano hanno segnato un 2021 difficile per l'attrice protagonista che torna sul piccolo schermo proprio con Grace McCabe, il cui intuito da profiler e l'esperienza acquisita da scrittrice di polizieschi dirottano l'indagine della pellicola che spesso sembra accartocciarsi su se stessa e non affondare mai veramente in profondità nelle ossessioni e nei moventi dei personaggi, riuscendo a trascinare la storia non potendola però far risaltare. Il mondo della sessualità online, dell'effetto delle sex workers e i risvolti psicologici che si vogliono attribuire ai personaggi risultano davvero indigenti rispetto alla complessità che richiederebbero, ma proprio come tanti prodotti televisivi il pubblico non può far altro che accontentarsi, affrontando l'indagine come un passatempo disimpegnato aspettando di vedere smascherato l'omicida. Di sfacciataggine come quella richiamata dal titolo Brazen ce n'è ben poca nel film Netflix, il quale verte molto più sulla convenzione che sul piccante, sia in ambito investigativo che cinematografico.

Brazen Brazen non è affatto sfacciato come suggerisce il titolo. Il film Netflix è un crime convenzionale con pochi personaggi in mezzo a cui andare a cercare il colpevole. Un'opera investigativa che assomiglia a tanti prodotti seriali dello stesso genere e che vede nel personaggio di Alyssa Milano un avvicinamento al famoso Richard Castle di Nathan Fillion nel prodotto della ABC Castle. Una pellicola canonica per amanti dei thriller semplici senza nessuna pretesa.

5

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