Boy Erased - Vite Cancellate, recensione: cercare l'anima a forza di botte

Si può guarire dall'omosessualità? Ma soprattutto: è davvero una malattia? Viaggio all'inferno e ritorno con Joel Edgerton alla regia.

recensione Boy Erased - Vite Cancellate, recensione: cercare l'anima a forza di botte
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Per leggere questa recensione avrete bisogno di un po' di fantasia, almeno in questa parte iniziale. Pensate a qualcosa che adorate, senza la quale non potreste vivere, che in qualche modo è parte di voi sin dalla vostra nascita. La pizza, gli unicorni, il gelato, i libri. Bene, ora mettiamo il caso che nella vostra comunità - vostri genitori compresi - ciò che voi amate sia mal visto, e che tutti attorno a voi facciano pressione affinché finiate in una sorta di istituto correttivo, che lezione dopo lezione cerchi di strapparvi dall'anima i libri, i gelati, gli unicorni, la pizza.
Un processo di una brutalità inaudita, non necessaria, non richiesta, da cui però non potete divincolarvi. Davanti a voi avete tre strade possibili: la più scaltra è fingere che abbiate imparato la lezione e far contenti tutti, la seconda - più irreale - è abbandonare davvero la vostra passione, il vostro amore, la vostra ragione di vita, la terza - la più coraggiosa - prevede la ribellione totale e incondizionata, giorno dopo giorno, fino alla libertà, alla completa accettazione del proprio essere da parte vostra e degli altri. Con il nostro esempio sciocco abbiamo un po' scherzato, ora però è arrivato il momento di applicare tutto questo processo all'omosessualità, il punto nodale di Boy Erased - Vite Cancellate.

Passato e presente

Dalla nascita di Cristo sono passati oltre 2.000 anni, eppure ancora oggi in alcune culture l'omosessualità è considerato un tabù sconcio, un peccato capitale, una malattia disgustosa. Dell'omoerotismo abbiamo però documenti e prove che risalgono persino all'Antico Egitto, circa 5.500 anni fa, un fenomeno considerato successivamente del tutto naturale in tutti i continenti conosciuti, vecchi e nuovi, dall'antica Grecia al Sacro Romano Impero. L'uomo ha però questo strano e costante vizio, dimenticare la propria storia (o non conoscerla affatto, talvolta), è così che negli Stati Uniti sono nati "centri di correzione", esistenti ancora oggi nonostante tutto, capaci di "cancellare" l'istinto di ragazze e ragazzi per renderli persone nuove. False, ma totalmente nuove. Portando tutti, a detta loro, sulla retta via.
È Joel Edgerton, questa volta nella doppia veste di attore e regista, a portarvi all'interno di uno di questi "collegi" cristiani, raccontandovi la vera storia di Jared Eamons, un adolescente che sta pian piano scoprendo la sua identità.
Si entra così in una sorta di inferno ben ripulito, all'interno del quale è fondamentale rispettare decine e decine di regole alla lettera, senza sgarrare di un millimetro. È soprattutto importante ascoltare i sermoni degli educatori, trovare colpevoli nella propria vita, nella propria infanzia, anche quando non sembrano essercene. Un viaggio davvero doloroso e deprimente, gestito dal punto di vista narrativo con qualche sbavatura e lungaggine di troppo.

Mi cercarono l'anima a forza di botte

Boy Erased - Vite Cancellate si affida a un racconto estremamente lineare, appigliandosi di tanto in tanto a cliché ed elementi didascalici utili - su carta - a creare un rapporto empatico con lo spettatore. Questo in realtà avviene grazie alla forza del cast, probabilmente l'aspetto migliore dell'intero progetto; il ruolo da protagonista è affidato al talentuoso Lucas Hedges, già visto in Tre Manifesti a Ebbing, Missouri, Lady Bird ma soprattutto Manchester By The Sea, che porta avanti con coraggio il percorso sofferente del suo alter ego filmico.
Con lui una Nicole Kidman nei panni della madre comprensiva ma succube del marito, uomo rispettato nella comunità che ha un ruolo centrale nella chiesa locale, bene interpretato da un Russell Crowe appesantito dagli anni ma in grado di trasmettere emozioni sane, soprattutto nelle scene a due con il "figlio".
Joel Edgerton è un intransigente "istruttore morale", aiutato con lucida follia da Flea, storico bassista dei Red Hot Chili Peppers più volte in passato prestato al cinema, qui impegnato in una parte che richiede un cuore di pietra. Al di là degli attori, resta una narrazione dai toni estremamente drammatici, cupi dall'inizio alla fine, in grado di opprimere lo spettatore dalla prima all'ultima scena.

Se questo può essere, metaforicamente, un buon espediente per trascinare lo spettatore nell'atroce limbo in cui se ne sta il protagonista, dall'altro rende difficile l'arrivo alla fine dei 114 minuti totali, da cui si esce stremati, emotivamente consumati, un po' per la storia, un po' per la costruzione del progetto.
Bisogna dunque scegliere la visione di Boy Erased - Vite Cancellate con piena consapevolezza, pronti ad affrontare un percorso difficile ma a tratti intenso, che ha fra le pieghe della sceneggiatura una morale molto importante: mai abbandonare le proprie idee, il proprio essere, al contrario lottare sempre e comunque, alzare la voce di fronte a ciò che è ingiusto. La storia di denuncia scelta da Joel Edgerton assume così un valore sociale non indifferente, che certamente meritava di essere raccontata ma con un approccio leggermente diverso, più sperimentale e meno classico.

Boy Erased - Vite Cancellate È possibile curare l'omosessualità? Secondo diversi centri sparsi a macchia di leopardo in tutti gli Stati Uniti assolutamente si, a forza di disciplina imboccata a forza. Una storia amara, dolorosa, brutale e rigorosamente vera quella raccontata da Joel Edgerton, che inseguendo i più alti valori morali dimentica di dare ritmo al progetto, appesantito da toni estremamente drammatici dalla prima all'ultima scena. Il grande talento del cast però fa chiudere gli occhi su molte sbavature, lasciandoci arrivare alla fine consumati ma in qualche modo appagati, arricchiti da una vicenda che merita assolutamente di essere raccontata.

6.5

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