Bombshell: la recensione del film con un supercast al femminile

Disponibile su Amazon Prime Video il film sullo scandalo sessuale che ha travolto Fox News Channel. Con Nicole Kidman, Charlize Theron e Margot Robbie.

recensione Bombshell: la recensione del film con un supercast al femminile
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Inizialmente destinato al cinema (sarebbe dovuto uscire nelle sale a fine marzo), arriva direttamente sul mercato digitale Bombshell - La voce dello scandalo, film-denuncia tratto dall'inchiesta del 2016 che ha portato alle dimissioni di Roger Ailes, potente direttore del canale televisivo Fox News. Accusato di sexual harrassment, ovvero di molestie sessuali in cambio di opportunità di carriera (espressione divenuta ancor più famosa l'anno successivo con l'esplosione del Movimento Me Too), Ailes era fin dagli anni Sessanta un punto di riferimento mediatico dei repubblicani, per i quali aveva promosso le campagne presidenziali di pezzi da novanta come Reagan, Bush Junior e infine Trump. Il film racconta la coraggiosa causa legale intentata della conduttrice Gretchen Carlson (Nicole Kidman), che convincerà a parlare altre giornaliste e volti noti come quello di Megyn Kelly (Charlize Theron).

Una cronistoria frenetica e dettagliata

Curioso come Hollywood abbia scelto di cominciare a portare sul grande schermo l'ondata di denunce a sfondo sessuale che sta ridefinendo i rapporti di forza tra uomini e donne, non solo in America. In effetti, pur essendo arrivato in sordina in Italia (per ovvie ragioni, raramente la popolarità degli anchorman televisivi oltrepassa i confini nazionali), il caso di Roger Ailes possiede un'enorme carica simbolica. Interpretato da John Lithgow, che accentua magistralmente tutte le caratteristiche tipiche dell'orco, si tratta di un personaggio assimilabile, se non fosse per l'età anagrafica diversa (Ailes è deceduto nel 2017 a settantasette anni) a quello di Harvey Weinstein.
Bombshell si affida alla mano sicura di Jay Roach (Ti presento i miei, Austin Powers e rispettivi sequel) e alla scrittura di un maestro del cinema civile come Charles Randolph (Oscar alla miglior sceneggiatura non originale per La grande scommessa) per imbastire una sequenza caotica e frenetica di scene piene zeppe di nomi, riferimenti e rivelazioni compiaciute sul mondo spietato della TV e dell'intrattenimento.

Nonostante il ritmo serrato e la costante ricerca della battuta a effetto, il risultato appare nel complesso poco originale e prevedibile sia nel mettere in scena la dinamica delle molestie, sia i rapporti di potere in una professione ai massimi livelli. A cominciare, tuttavia, dall'ottimo lavoro sul trucco (in particolare quello di Charlize Theron, irriconoscibile, oltre alla trasformazione di Lithgow), che ha permesso al film di portarsi a casa un Oscar, Bombshell punta tutto, o quasi, sulle tre attrici principali e sul significato dei loro personaggi.

Tre grandi attrici, tre motivi per denunciare (o tacere)

Il primo passo di Hollywood nel celebrare il Me Too non poteva che esplorare a fondo i diversi tipi di donna (e lavoratrice) capace di denunciare il proprio capo. Perché un conto, valutando le conseguenze del proprio coraggio (almeno prima della presa di coscienza generale che ha sconfitto ogni paura), è rompere il muro dell'omertà dall'alto di una posizione di rilievo, altra faccenda riguarda invece chi sta per cominciare la carriera. La Gretchen di Nicole Kidman e la Kyla di Margot Robbie (unico personaggio di fantasia che però indica tutte coloro che hanno parlato protette dall'anonimato) rappresentano proprio questi antipodi: la prima non ha nulla da perdere, la seconda - neoassunta - praticamente tutto. Se la Kidman incarna il coraggio senza ripensamenti, la Robbie racconta l'illusione di un mondo perfetto e la paura di rinunciare ai propri sogni.

Tra le due, ritratte in maniera convenzionale, spicca la profondità ricca di sfumature di Megyn Kelly (giusta la nomination all'Oscar della Theron): definita fin dai primi minuti una voce fuori dal coro, sarà il vero e proprio ago della bilancia in bilico tra l'apice del successo e la perdita di privilegi faticosamente ottenuti. Rispetto al trio di superstar, è anche l'attrice capace più delle altre di rubare la scena, riuscendo, per fortuna, a rendere deliziosamente imprevedibile ogni suo intervento. Se Bombshell riesce a inserirsi nella media dei film di denuncia ispirati a fatti reali, è soprattutto grazie alla sua interpretazione e all'accuratezza del suo personaggio.

Bombshell - La voce dello scandalo Bombshell racconta la storia vera di molte giornaliste e volti noti femminili di Fox News Channel che hanno denunciato le molestie sessuali del loro potente direttore. Un caso mediatico che ha sconvolto l’America e che è servito da apripista per il Movimento Me Too, esploso l’anno successivo. Il film riporta fedelmente i fatti in maniera convenzionale, attraverso un ritmo sostenuto e una sequenza abbondante di dialoghi, nomi e riferimenti. Ottima la prova delle tre attrici principali, Nicole Kidman, Margot Robbie e Charlize Theron, le prime due costrette a interpretare ruoli efficaci ma stereotipati, mentre la terza oltre a rubare ogni volta la scena può contare su un personaggio scritto meglio, complesso e ricco di sfumature, che aiuta la pellicola a inserirsi nella media del cinema di denuncia sociale.

6.5

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