Bodied, la recensione del film YouTube Red prodotto da Eminem

Il film, diretto da Joseph Kahn, è disponibile da questa settimana sul servizio di streaming on demand YouTube Red.

recensione Bodied, la recensione del film YouTube Red prodotto da Eminem
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Nel 2002, con 8 Mile, il grandissimo e compianto Curtis Hanson aiutava a cementare la carriera musicale di Eminem, artista iconoclasta che nei precedenti tre anni aveva sconquassato il panorama artistico degli Stati Uniti e del mondo intero come tre album cult della musica rap, The Slim Shady LP, The Marshall Mathers LP e The Eminem Show.
Ed era un vero e proprio Eminem Show il bellissimo film di Hanson, premio Oscar per la miglior canzone originale (Lose Yourself, primo brano rapper a trionfare nella categoria) che vantava una Kim Basinger bella ma oscura (come nel capolavoro del regista, L.A. Confidential) e atmosfere urbane degradate e degradanti, sporche, pericolose e violente, dalle quali - come in Rocky - si emergeva con maggior frenesia proprio perché l'atto stesso di emergere richiedeva uno sforzo maggiore di quello che sarebbe bastato altrove, in luoghi più umani e dignitosi.
Sono passati sedici anni da quel film, Hanson non è più fra noi ed Eminem è una delle più grandi star che la storia della musica abbia mai raccontato. Dopo i camei in Funny People di Jude Apatow (2009) e The Interview di Seth Rogen ed Evan Goldberg (2014), il rapper produce Antonie Fuqua in Southpaw - L'Ultima Sfida (2015), film di boxe che ricicla Rocky Balboa e lo mescola a eventi biografici del musicista (che avrebbe dovuto interpretare il protagonista, prima di cedere il ruolo a Jake Gyllenhaal), capace di triplicare il budget al botteghino ($90 milioni incassati su una spesa di $30).
È anche un po' grazie a quel successo che Eminem ha deciso di prendere Joseph Kahn, autore di videoclip di artisti del calibro di Lady Gaga, Robbie Williams, Shakira, Rihanna e tanti altri (incluso ovviamente Eminem) e affidargli un altro film sulla scena del rap underground, intitolato Bodied.

Lose yourself in the movie

Musical in salsa rap e film di satira sociale, con una spruzzata di elementi presi dal western e addirittura dal kung fu, Bodied si piazza di diritto fra i film più divertenti, folli e spiritualmente emancipati dell'anno. Questo sconcertante mix fra 8 Mile e Scott Pilgrim v The World è talmente audace, esagitato e sopra le righe da sconcertare: c'è infatti di che rimanere delusi se le vostre aspettative mirano a un biopic crudo e introverso.
Il protagonista della storia è Adam Merkin (Calum Worthy), fan dell'hip-hop che insieme alla sua ragazza, Maya (Rory Uphold), prende parte a una battaglia rap clandestina durante la quale incontra la quasi-leggenda Behn Grym (Jackie Long).
Vuole intervistarlo per la sua tesi (l'uso poetico della "parola con la enne" nelle battaglie rap), e già in questo il film dimostra la sua intelligenza non comune nel riflettere sulla forza della semantica e del suo rapporto con l'arte: è un film sul potere del linguaggio e delle parole, Bodied, e su come quel linguaggio e quelle parole riescano ad adattarsi in base al contesto e alle persone che le sfruttano per esprimersi.
Le battaglie rap sembrano duelli western (c'è un personaggio, Billy Pistols, che ha il nome d'arte che sembra quello di un fuorilegge del vecchio West) e ogni artista viene eletto a emblema di una classe sociale, o quantomeno di una minoranza etnica: in questo modo il lungometraggio è in grado di allargare il proprio spettro e dalle arene dei locali underground espandersi a macchia d'olio nei salotti delle case degli spettatori, fin dentro le loro menti, riflettendo su ipocrisie e storture della società, ma sempre o attraverso la musica o le vite dei protagonisti.

Culture a confronto

Nella settimana di Bohemian Rhapsody, biopic su Freddie Mercury falcidiato da ben noti problemi produttivi, fa un certo effetto vedere un film così piccolo (e del quale molto probabilmente non si ricorderà nessuno) avere un controllo così calibrato di toni e ritmi cinematografici.
Certo non tutto è perfetto, alcune sotto-trame non vengono approfondite a dovere e in alcuni punti invece si calca la mano su questioni meno importanti, ma in linea generale è davvero lodevole come ogni aspetto del film sia confezionato con la massima cura, dalla recitazione alla fotografia, dal montaggio alla regia.

Per gli amanti del genere musicale di riferimento, poi, i testi dei brani pensati per le battaglie rap sono un vero e proprio fiore all'occhiello, con il tipo di umorismo tagliente e smaliziato tipico di questa musica e della sua cultura.
Del resto è proprio quel tipo specifico di cultura, quella dell'hip-hop e della strada, che Joseph Kahn sfrutta come lente d'ingrandimento per analizzare idee e sfaccettature della comunità americana. Due ore sono probabilmente eccessive per qualcosa che si sarebbe potuto benissimo fermare intorno ai 90 minuti (8 Mile era 110 minuti e narrava una storia molto più appassionante) ma in fin dei conti si tratta di minuzie da analisti, che non intaccano minimamente il divertimento offerto dal film.

Bodied Un po' 8 Mile e un po' Scott Pilgrim v The World, Bodied di Joseph Kahn è una commedia satirica sul mondo dell'hip-hop underground. Sempre divertente e affilato, sa travestirsi adeguatamente da metafora su storture e ipocrisie della multiculturale società americana e delle etnie che la compongono, con ogni aspetto filmico calibrato al dettaglio. Forse un tantino troppo lungo, ma comunque mai noioso e divertente in ogni sua parte.

7

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