Blu profondo 3, la recensione dello shark-movie

Il terzo capitolo della saga di Deep Blue Sea riprende i fili del precedente episodio, per un nuovo b-movie fracassone e carico d'azione.

Blu profondo 3, la recensione dello shark-movie
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La dottoressa Emma Collins sta seguendo le orme paterne nello studio e nella protezione degli squali. La ragazza sta trascorrendo la sua terza estate sull'isola artificiale di Little Happy, in pieno oceano e nei pressi della Barriera Corallina.
Qui, insieme al suo navigato team di amici e collaboratori, analizza come il cambiamento climatico influisca sul comportamento degli squali bianchi. Il pacifico villaggio di pescatori, popolato da un limitato numero di abitanti e dalla squadra di scienziati, viene scosso dall'improvviso arrivo di una nave, dedita a esperimenti sulle specie marine, sulla quale si trova a bordo anche l'ex fidanzato di Emma, Richard.
Tra i due sembra poter rinascere l'amore di un tempo, e la loro passione per la salvaguardia dei cosiddetti predatori acquatici pare riunirli definitivamente, altri però non la pensano nello stesso modo e gli interessi di una potente compagnia farmaceutica rischiano di mandare tutto all'aria.
Il peggio però deve ancora arrivare e si materializza in tre squali toro geneticamente modificati, dotati di una forza e un'intelligenza fuori dal comune, che daranno filo da torcere ai malcapitati protagonisti.

Non c'è due senza tre

La saga di Deep Blue Sea, iniziata alla fine dello scorso millennio per mano dell'esperto, ormai decaduto, Renny Harlin, giunge al fatidico terzo capitolo, dopo un secondo episodio che già non faceva certamente gridare al miracolo.
Collegato per via di vari dettagli e riferimenti al predecessore, Blu Profondo 3 cerca quindi di seguire una sorta di filo conduttore, ma come immaginerete la trama è puramente accessoria e sono le dinamiche action a caratterizzare buona parte dell'ora e mezza di visione.
Difficile dire dove finisca la noia e cominci il divertimento, visto che per tutta la parte iniziale il film ha poco o nulla da dire e, tolte alcune suggestive riprese subacquee della barriera corallina, si perde in una serie di dialoghi e spiegoni tecnici su aggeggi GPS e simili, con i radar al centro dell'attenzione nella gestione dei numerosi pescioloni presenti.
Con l'arrivo dell'imbarcazione esterna si crea un elemento di disturbo che smuove parzialmente le acque narrative, e la tormentata love-story destinata a inaspettate soluzioni tragicomiche offre un po' di pepe al lato emotivo del racconto.

Azione a mille

La seconda metà inizia progressivamente a ingranare dal punto di vista prettamente ludico, ed è qui che Blu Profondo 3 gioca le sue carte paradossalmente sia migliori che peggiori. Questo perché le fasi d'azione vivono su una serie di alti e bassi mal bilanciati, con situazioni spesso caotiche e altre più riuscite come la "resa dei conti" finale tra una delle figure principali e uno degli squali potenziati.
Il copioso numero di personaggi secondari fa ovviamente pensare come questi saranno destinati a essere semplice carne da macello, ma ciò nonostante si è tentato di imprimere un minimo di personalità a ognuno di loro, con risultati altalenanti dovuti anche a un cast composto per la pressoché totalità da volti di serie B e comunque poco conosciuti dal grande pubblico, almeno nostrano.

Il regista John Pogue, al quarto film dopo gli esordi horror con Quarantena 2 (2011), Le origini del male (2014) e il thriller Blood Brother (2018), cerca di imprimere dinamismo ma rischia in più occasioni di generare caos e confusione, lasciando che il divertimento di genere si scateni senza una precisa logica.
Per un titolo che gli amanti degli shark-movie potranno anche apprezzare, consci dei limiti stilistici e artistici delle produzioni di questo tipo.

Blu profondo 3 Riprende parzialmente le fila dal precedente capitolo ma la storia ci offre un gran numero di nuovi personaggi, la maggior parte destinati a una scontata fine come in ogni shark-movie che si rispetti. Blu Profondo 3 continua la saga nata sul finire degli anni '90, ormai adattata senza pudore allo spirito della serie B più schietta e grezza, e per un un certo tipo di pubblico i novanta minuti di visione possono anche risultare divertenti. Nella sua analisi più critica è un film tipico del suo sottogenere, con situazioni spesso assurde e improbabili dove i protagonisti sono in balia di pericolosi squali geneticamente modificati, con tanto di presunte motivazioni etiche e scientifiche a riguardo. Il cast di facce comuni e stereotipate viaggia pari passo con i canonici cliché e la seconda parte si scatena in un'apoteosi action a tratti tragicomica ma potenzialmente godibile, ovviamente senza troppe pretese. Il film andrà in onda sabato 22 maggio alle 21.15 su MEDIASET ITALIA2 in prima visione tv.

5

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