Blood Fest, la recensione dell'horror disponibile su Amazon Prime Video

L'adolescente Dax, reduce da una tragedia nel proprio passato, partecipa ad un festival a tema horror che si trasforma ben presto in un incubo.

recensione Blood Fest, la recensione dell'horror disponibile su Amazon Prime Video
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Il piccolo Dax sta guardando un film horror in compagnia della madre per celebrare la notte di Halloween. La donna, recatasi in cucina per prendere da bere, viene aggredita da un individuo mascherato e brutalmente uccisa davanti agli occhi del bambino. L'assassino era un paziente del marito della vittima, il rinomato psicologo Vaughn Conway, che da quel momento ha vietato al figlio qualsiasi contatto con il cinema di paura.
Anni dopo Dax, ormai adolescente, ha sviluppato invece una vera e propria ossessione per quel genere, in una sorta di percorso catartico per venire a patti con i propri demoni. Il ragazzo si sta preparando per trascorrere insieme ai suoi migliori amici, la bella messicana Sam e il simpatico Krill un weekend al Blood Fest, un festival a tema che si terrà in un isolato ranch di campagna e che ospiterà diverse attrazioni legate ai classici del filone.
Nonostante il divieto del genitore Dax riesce, anche con l'aiuto della bionda Ashley, un'aspirante attrice, a ottenere i biglietti per l'evento: quando il trio arriva in loco, scopre però che lo show è destinato a trasformarsi in un incubo fin troppo reale nel quale avrà inizio una vera e propria lotta all'ultimo sangue per la sopravvivenza.

The final horror

Sulla scia di un recente cult come The Final Girls (2015), la seconda prova dietro la macchina da presa del regista Owen Egerton, anche autore della sceneggiatura, tenta di coniugare citazionismo e metacinema ma con risultati purtroppo inferiori al suddetto titolo. Blood Fest ha sicuramente diverse frecce al proprio arco, ma non tutte vanno a segno nel corso dell'ora e mezza di visione, sicuramente godibile per il pubblico di appassionati ma priva di quei guizzi che avrebbero garantito maggiore varietà alla concitata narrazione.

Dopo un prologo che ci accompagna nel passato del protagonista, testimone da bambino del macabro assassinio della madre, l'azione si sposta quasi subito sul palcoscenico su cui avrà luogo la maggior parte del minutaggio. Qui si comprende fin da subito che gli organizzatori dell'evento abbiano intenzioni bellicose nei confronti dei partecipanti, le motoseghe con cui alcune comparse iniziano a squartare i presenti tra la folla non sono che la conferma del macabro gioco mortale che avrà luogo da lì a venire.

Chi più ne ha più ne metta

Zombi in stile romeriano, clown che sembrano usciti dai film di Rob Zombie, sexy vampire assetate di sangue... e ancora energumeni mascherati sulla scia di Non aprite quella porta o dei Jason e Michael Myers tanto cari al pubblico di appassionati, fino ad arrivare a camere di tortura ispirate alla saga di Saw. Non manca niente dell'immaginario comune con cui ogni spettatore horror è cresciuto, e certe sequenze riescono effettivamente a interagire armoniosamente tra una sana violenza di genere e una gradevole ironia semi-splatter, con la violenza sempre e comunque nei limiti consentiti. Blood Fest (disponibile nel catalogo di Amazon Prime Video) sbaglia nel gettare troppa carne al fuoco senza avere un'idea precisa di come gestire l'ambientazione e i personaggi coinvolti, con risvolti spesso gratuiti o prevedibili che tolgono mordente all'intero insieme.

E quando il colpo di scena nell'ultima parte finalmente arriva, l'impressione di una forzatura narrativa è evidente: pur agendo come elemento metaforico sulla necessità di sconfiggere le proprie paure, la rivelazione è troppo inverosimile anche in un contesto parzialmente fantastico come questo e toglie ulteriore fascino e logica a quanto mostrato in precedenza.
Il cast fa il suo senza infamia e senza lode, con l'eccezione della solida performance della bella e combattiva Seychelle Gabriel, quale spalla del protagonista, e del breve ma gustoso cameo di Zachary Levi, interprete del supereroe Shazam! (2019), nei panni di se stesso.

Blood Fest A tratti diverte nel suo esibito essere ibrido tra horror e commedia, con un marcato citazionismo metacinematografico che ripercorre l'intero immaginario comune del genere. Il tutto all'interno di una storia che guarda a prototipi recenti ben più riusciti come The Final Girls (2015) e Quella casa nel bosco (2012), anche se nel complesso risulta essere meno efficace del previsto. Blood Fest unisce una violenza splatter comunque leggera a un'ironia che gioca con le varie figure/creature cardine del filone, con lenti zombi, sexy vampire e clown assetati di sangue che tentano di fare la pelle ai malcapitati protagonisti, ma paga i limiti di una sceneggiatura non sempre precisa che scade poi in un colpo di scena inverosimile, anche se contestualizzato e parzialmente metaforico, poco credibile per quanto visto in precedenza. Novanta minuti di visione che scorrono rapidamente all'insegna della pura semplicità di fruizione, tanto godibili quanto dimenticabili.

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