Venezia 72

Recensione Black Mass - L'ultimo gangster

Johnny Depp si cala nei criminosi panni del famigerato gangster bostoniano James Bulger nel nuovo noir di Scott Cooper, presentato in anteprima alla 72esima Mostra del Cinema di Venezia.

recensione Black Mass - L'ultimo gangster
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Boston, Massachusetts. James e William Bulger sono due fratelli che abitano, con la madre, nella zona sud della città, la più povera e in mano alla criminalità. I due però sono in gamba e, crescendo, si fanno strada, ognuno a modo proprio: ma mentre William diventerà senatore, James sceglierà la via del crimine, fino a diventare il boss più potente della città. Gli anni '70 lo vedranno al top del suo potere, anche grazie alla singolare "alleanza" stretta tra lui e un ambizioso agente dell'FBI suo amico d'infanzia, John Connolly. In cambio di informazioni e soffiate riguardanti gli esponenti della mafia italiana presenti in città, Bulger guadagna il controllo delle zone d'influenza e dei racket dei "mangiaspaghetti" approfittando della compiacenza della polizia, tenuta a chiudere un occhio purché si stia lontani da omicidi e crimini 'eccessivi'. Che continueranno, naturalmente, ad aver luogo, ma con molta discrezione, grazie anche alla copertura di Connolly, che diventerà sempre più vicino ai modi e ai piani di Bulger che a quelli dell'FBI. Ma un giorno tutti i nodi verranno al pettine...

Take your shot. But make sure it's your best!

Ispirato al successo editoriale Black Mass: The True Story of an Unholy Alliance Between the FBI and the Irish Mob, pubblicato nel 2001 da Dick Lehr, il nuovo film di Scott Cooper (già regista di pellicole come Crazy Heart e Out of the fournace) è un noir vecchio stampo che cala lo spettatore nell'atmosfera cupa della malavita americana, sporca, collusa e densa di regole d'onore. Il personaggio Bulger è estremamente noto negli States e una "leggenda" in quel di Boston, e la sua storia è molto interessante non solo per via delle sue ascendenze irlandesi ma anche per la dualità con la figura del fratello politico e il conseguente rapporto con le istituzioni, tra cui figura anche l'FBI. Un personaggio sfaccettato, perno centrale di tanti altri, tutti ben tratteggiati dagli sceneggiatori Mark Mallouk e Jez Butterworth, e convincentemente portati su schermo da un carnet attoriale molto funzionale e, a tratti, inaspettato. Buona la prova da protagonista di Johnny Depp, quasi irriconoscibile in uno dei suoi rari ruoli da villain, in cui non si lascia andare alle "solite" gigionerie ma procede con misurata cattiveria e freddezza, ma con tanto slanci di umanità tipici della letteratura del genere. Benedict Cumberbatch, nel ruolo del fratello, è ambiguo quanto basta e stranizza con il particolare accento bostoniano così diverso dal british english che siamo soliti sentirgli usare. Tanti i nomi in ballo, più o meno famosi: un 'bravo' va soprattutto a Jesse Piemons, clamorosa faccia da schiaffi poco raccomandabile, ma nel corso del film ritroviamo anche Kevin Bacon, Peter Sarsgaard e Dakota Johnson, solo per fare alcuni nomi.
Certo, appare abbastanza evidente che la carne al fuoco era tanta e Cooper e gli sceneggiatori hanno dovuto operare scelte importanti a livello narrativo, il che si traduce in una certa arbitrarietà nel narrare alcuni episodi della vita di Bulger piuttosto che altri, peraltro senza troppi colpi di testa registici alla Refn (che avrebbero potuto fare la differenza) ma basandosi solo su dialoghi e interpretazione.

Black Mass - L'ultimo gangster Black Mass è un noir piuttosto convenzionale, girato con perizia ma senza tanta fantasia nella confezione. La storia appare appassionante, anche grazie agli ottimi interpreti, anche se non resterà certamente tra gli annali del genere, malgrado un paio di belle scene e una certa solidità generale.

6.5

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