Black Adam Recensione: The Rock fa centro e diverte!

L'Universo DC riparte dal carisma, dalla possenza fisica e dall'autorinia di Dwayne Johnson, protagonista e produttore di Black Adam.

Black Adam Recensione: The Rock fa centro e diverte!
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The Rock aveva detto che l'universo DC non sarebbe stato più lo stesso. Un po' aveva ragione, perché con Black Adam il pantheon di supereroi targati Warner ha trovato in Dwayne Johnson una figura carismatica, attore protagonista di un cinecomic riuscito e divertente, e che soprattutto innesca premesse interessanti per il futuro della DC Films. Il film di Jaume Collet-Serra porta in scena personaggi e storie che intrattengono e appassionano. Insomma, se da un lato i vari progetti indipendenti viaggiano a gonfie vele (leggere la recensione di The Batman e la recensione di Joker per verificarlo), la continuity cinematografica iniziata nel 2013 con L'uomo d'acciaio trova nuova linfa in un prodotto che - non senza qualche difetto - sorprende genuinamente.

Un potere nato dalla rabbia

Nel 2600 a.C la nazione di Kahndaq era governata da un tiranno spietato e crudele, che ridusse la popolazione in schiavitù per costringerla ad estrarre un portentoso minerale chiamato Eternium, nascosto nel sottosuolo. L'obiettivo era forgiare la corona di Sabbac, un artefatto mistico capace di inglobare in sé - e di donare al proprio portatore - i fenomenali poteri del regno demoniaco.

Quando un giovane coraggioso, tuttavia, tentò di opporsi e di innescare la scintilla della libertà, il sovrano lo giustiziò in pubblica piazza, rendendolo un martire agli occhi di un popolo che cercava disperatamente il proprio eroe. Fu così che il ragazzo venne scelto da entità superiori per diventare Teth-Adam, il Campione di Kahndaq: furioso per i torti subiti, e desideroso di strappare la pericolosa corona dalle mani del re, il guerriero affrontò il proprio nemico. La battaglia che ne conseguì uccise il tiranno, ma provocò il sacrificio dell'eroe, divenuto un simbolo di speranza per le generazioni a venire. Cinquemila anni dopo, ai giorni nostri, il Kahndaq è ancora un Paese privo di libertà: un esercito mercenario chiamato Intergang si è insediato sul posto per impossessarsi dell'Eternium e trovare il leggendario manufatto perduto, sottoponendo gli indigeni ad un'aspra dittatura militare. Adrianna (Sarah Shahi), discendente dei ribelli originari, è a sua volta sulle tracce della corona di Sabbac per sottrarla alle mire dell'Intergang. Quando infine si ritrova prigioniera dei soldati, all'ombra delle rovine che ospitarono l'ultima grande battaglia di Teth-Adam, le sue parole riecheggiano nelle sale decadute, risvegliando il Campione di Kahndaq da un sonno durato la bellezza di cinque millenni.

Tuttavia, la creatura riemersa dall'ombra è un'entità tanto potente quanto violenta e incontrollabile, ma capace di distinguere il bene dal male: Teth-Adam (Dwayne Johnson) è una divinità dai metodi poco ortodossi, ma il suo ritorno nel mondo dei vivi infonde speranza nel popolo oppresso, che inneggia il nuovo avvento del proprio paladino. Il mondo, tuttavia, non può rimanere a guardare: Amanda Waller, la pragmatica e inflessibile leader della Task Force X, decide di prevenire l'ondata di distruzione del nuovo arrivato, e per questo chiede aiuto ai membri della Justice Society of America.

Il supergruppo è composto da Hawkman (Aldis Hodge), Dottor Fate (un grande Pierce Brosnan), Atom Smasher (Noah Centineo) e Cyclone (Quintessa Swyndell), quattro metaumani dalle incredibili abilità fisiche, elementali e mistiche. L'incontro-scontro con Adam è inevitabile, ma il confronto con i quattro giustizieri darà modo al protagonista di ragionare sull'essere un vero eroe, sul sacrificio e sull'etica di un paladino.

Black Adam, un corale film di origini

Black Adam è al tempo stesso uno standalone di origini e un intrigante crossover supereroistico. Il film narra la genesi e la formazione di un personaggio nuovo per l'Universo DC, quello di The Rock, ma contemporaneamente intavola un racconto sorprendentemente corale.

Una delle note più piacevoli è rappresentata proprio dai membri della Justice Society, che nel corso dei 125 minuti di durata riesce a trovare uno spazio congruo e coerente con la narrazione: la gestione di Hawkman, Doctor Fate, Atom Smasher e Cyclone è ottima e non viene adombrata - ma neppure adombra - la caratterizzazione del protagonista. In questo The Rock è mattatore assoluto: il suo Adam parla poco, guarda storto, grugnisce, fa ironia, il tutto mentre devasta, uccide, distrugge. Black Adam delinea una parabola dell'antieroe brillante e persino divertente, solenne ed epica, capace di non prendersi sul serio con i giusti tempi comici, tutti sapientemente equilibrati e convergenti nella figura di Johnson. Non solo attore, ma anche produttore della pellicola, The Rock ha palesemente infuso nel personaggio la sua convincente vena creativa, un pregio che nell'industria dei cinecomic (e non solo) è attribuibile soltanto a figure come Ryan Reynolds per Deadpool (leggete la nostra recensione di Deadpool 2 se non volete far arrabbiare Wade Wilson): uomo d'azione, interprete di talento, autoironico e autoreferenziale, in questo caso Teth-Adam fa leva sulla fisicità mastodontica e sulla simpatia del suo alter-ego. Un esempio perfetto e intelligente di simbiosi tra volto e personaggio, la cui premessa fa ben sperare per il futuro di questo e di altri pilastri dell'universo DC al cinema.

C'è comunque da dire che in questo amalgama non tutto è proprio perfetto nella scrittura del film: sarebbe stato necessario, ad esempio, dare un background più definito alla Justice Society, introdotta nell'universo cinematografico DC senza fornire al pubblico molti retroscena sul pregresso dei quattro succitati eroi. In alcuni momenti, peraltro, la sceneggiatura si perde in scene e dialoghi un po' stucchevoli ed ingenui.

Elemento, quest'ultimo, che in qualche frangente entra in contrasto con i toni di un film epico, ma anche violento e intriso di una piacevole comicità pungente. Oltre quesi difetti microscopici, Black Adam ha una trama che tutto sommato funziona, non trascura nessun personaggio - tranne, forse un villain un po' scialbo, semplice e mero pretesto per innescare l'ascesa del protagonista - e soprattutto intrattiene a sufficienza con un ritmo praticamente impeccabile.

Azione a suon di fulmini

Pur con qualche riserva, a livello visivo Black Adam si rivela una discreta goduria per gli occhi. Scacciamo subito l'elefante dalla stanza: a non convincere del tutto sono alcuni sprazzi di regia. Collet-Serra dirige un cinecomic che fa a meno di guizzi d'autore o particolari intuizioni estetiche. Il film con The Rock è un giocattolo pop, goliardico e "caciarone", esagerato ed estremo nel destreggiarsi tra fulmini, esplosioni, fiamme e dimensioni alternative. È però frequente l'utilizzo (ormai fin troppo inflazionato) dello slow-motion durante svariate sequenze di lotta.

Un escamotage francamente superficiale e abbastanza pigro utile a "raccontare" la velocità e la frenesia su schermo, ma l'eccessiva reiterazione di questa tecnica rende alcuni scontri non proprio originali. C'è di buono che l'azione, in Black Adam, è sempre spettacolare e molto ben coreografata, al punto che persino nei frangenti di maggiore caos le schermaglie risultano comunque perfettamente leggibili.

Ed è ottimo anche l'impiego degli effetti speciali, soprattutto per quanto concerne i particellari e le incredibili capacità del protagonista. Non sempre, invece, la CGI rende al meglio la modellazione di alcuni comprimari o dei loro rispettivi accessori, come l'armatura alare di Hawkman o il gigantismo di Atom. Si tratta, comunque, di minuscoli orpelli che non guastano il comparto visivo di un film artisticamente riuscito e coinvolgente, anche da un punto di vista musicale.

Black Adam Black Adam è un ottimo cinecomic di origini, ma anche un sorprendente film corale. Nonostante la scrittura non sia perfetta per quanto concerne alcune premesse narrative, su tutte l’introduzione un po’ forzata e inspiegabile della Justice Society, la trama della pellicola con The Rock intrattiene, diverte e regala persino qualche interessante colpo di scena. Dwayne Johnson, comunque accerchiato di comprimari interessanti e ben gestiti, è mattatore assoluto di una figura che potrebbe dare nuova linfa all’Universo DC, protagonista peraltro di alcune delle migliori sequenze d’azione del DCEU. Peccato soltanto per una regia un po’ troppo “schiava” dello slow-motion e di qualche dialogo vagamente stucchevole, elementi che comunque non pesano troppo a fronte di diversi pregi. Insomma, forse The Rock ha ragione: la DC Films riparte da qui. E in effetti, rimanere fino alla fine dei titoli di coda vi infonderà... speranza.

7.5

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