Billy Lynn - Un giorno da eroe: la recensione del film di Ang Lee

Arriva al cinema Billy Lynn - Un giorno da eroe, adattamento del romanzo di Ben Fountain con Joe Alwyn, Kristen Stewart e Vin Diesel

recensione Billy Lynn - Un giorno da eroe: la recensione del film di Ang Lee
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Nel 2002 Billy Lynn, giovane soldato membro dello Squadra Bravo, è diventato insieme al suo team il simbolo del coraggio e dell'abnegazione dell'esercito americano impegnato nel conflitto iracheno: il ragazzo infatti, immortalato in un video, si è reso protagonista durante una schermaglia con le forze nemiche di uno stoico gesto atto a difendere un compagno gravemente ferito (e poi morto poco dopo). Tornato insieme ai suoi commilitoni in patria per partecipare ad un evento in loro onore, coincidente con un incontro di football avente luogo il Giorno del Ringraziamento, Billy è indeciso se fare o meno ritorno sul campo di battaglia o trovare qualche scappatoia per poter rimanere in patria; l'indecisione è data anche dalle suppliche della sorella Kathryn, affranta al pensiero di non rivederlo più, e dal flirt con una bella cheerleader.

Non è un Paese per eroi

Non è una storia vera, ma aveva tutte le potenzialità per esserla. Billy Lynn - Un giorno da eroe è infatti tratto dal romanzo satirico, diventato un best-seller oltreoceano, È il tuo giorno, Billy Lynn!, pubblicato nel 2012 dall'apprezzato scrittore Ben Fountain, che offre uno sguardo lucido sulla società americana, pronta a spettacolarizzare anche la guerra e i drammi ivi annessi. Qui infatti nessuno sembra comprendere le provate psicologie dei soldati appena tornati dal fronte, mandati come carne da macello quale specchietto per le allodole nei confronti di un'opinione pubblica pronta a idolatrare per un giorno i suoi momentanei eroi, salvo poi dimenticarsene per sempre. Una parabola amara che gioca abilmente con tutti i topoi della retorica a stelle strisce più classica, laddove la confezione diventa più importante del contenuto e i figliol prodigi sono ad uso e consumo di interessi economici e pubblicitari: non è un caso che in una delle sequenze più significative i Nostri vengano mandati allo sbaraglio in uno show musicale nel quale si offrono a comparse di lusso per l'esibizione canora delle Destiny's Child (qui interpretate, per ovvi motivi, da controfigure e sempre riprese di spalle). Ang Lee, da sempre maestro nella gestione delle emozioni, traccia con Billy Lynn - Un giorno da eroe una via narrativa astuta ed efficace che sovrappone le immagini della guerra a quelle dello spettacolo in atto, con i fuochi d'artificio che vengono sostituiti da spari ed esplosioni nel bel mezzo della battaglia: l'effetto è straniante e mette ben a nudo la complessità psicologica del protagonista e dei suoi commilitoni, spesso portati all'esasperazione da questo gratuito baraccone. Al contempo il regista taiwanese non disdegna l'utilizzo di flashback per condurci nelle dinamiche familiare di Billy, con un accento predominante sul rapporto con la sorella (un'ottima, ma non è più una sorpresa, Kristen Stewart), e nello scenario iracheno, con una manciata di profonde discussioni col compianto Sergente Breem (un altrettanto efficace Vin Diesel) che indagano nel rapporto di fratellanza vigente tra i membri di una squadra. La massima fruizione di quest'opera così scomoda, la cui intensità emotiva cresce con lo scorrere dei minuti, può essere purtroppo colta solo in pochissimi cinema del globo: il film è infatti stato girato in 3D, 4K di risoluzione e in HFR (120 frame al secondo, ben cinque volte la media), tecnologia che è "gestita" solo da una manciata di sale in tutto il mondo (e nessuna in Italia).

Billy Lynn - Un Giorno da eroe Una squadra di soldati distintisi per coraggio durante il conflitto in Iraq viene celebrata con uno show pirotecnico precedente una partita di football: in Billy Lynn - Un giorno da eroe la guerra viene spogliata della sua cruda e amara essenza per essere trasformata in un pirotecnico baraccone pubblicitario, con i commilitoni gettati in pasto al dio business senza alcun ritegno. Ang Lee trasporta su grande schermo (e con una tecnologia rivoluzionaria, ad oggi disponibile solo in una manciata di sale nel mondo) il romanzo satirico di Ben Fountain concentrandosi come d'uopo sul suo giovane protagonista, interpretato magnificamente dall'esordiente assoluto Joe Alwyn, capace di sfumare magnificamente un personaggio complesso, a suo agio in un cast in cui spiccano in ruoli principali e secondari le efficaci performance di spalle di lusso quali Kristen Stewart, Vin Diesel, Steve Martin, Chris Tucker e Garrett Hedlund. E tra flashback e sovrapposizioni visive e psicologiche del conflitto con quelle dello show, gli spunti di riflessione sono ben più che una costante nelle due ore di visione.

7.5

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