Big Fish & Begonia, la recensione del film d'animazione cinese

Appartenente a un mondo sconosciuto al nostro, la giovane Chun si offre di ricambiare a caro prezzo il gesto di sacrificio di un essere umano.

recensione Big Fish & Begonia, la recensione del film d'animazione cinese
Articolo a cura di

Al di sotto dei fondali marini risiede un altro mondo popolato da essere mistici che controllano da millenni il clima e il corso delle stagioni nella nostra realtà. Al compimento dei sedici anni gli individui, simili in tutto e per tutto agli umani ma con l'abilità di usare la magia, devono seguire un rito di passaggio che li porta a trascorrere sette giorni in superficie sotto forma di delfini dal colore rosso. In Big Fish & Begonia l'adolescente Chun inizia il suo percorso d'iniziazione ma, appena 24 ore prima di far ritorno al suo luogo natale, rimane impigliata in una rete per i pesci e viene liberata da un giovane pescatore che però, durante il salvataggio, viene risucchiato in un vortice d'acqua e muore annegato. Rientrata sana e salva a casa, Chun decide di ricambiare quel gesto di sacrificio donando parte di se stessa e riportando il ragazzo in vita sotto le sembianze di un giovane delfino, ribattezzato Kun. Da quel momento in poi le loro esistenze saranno strettamente legate fino a quando il risorto, giunto a un necessario livello di crescita, potrà finalmente far ritorno nel mondo degli uomini nella sua forma originaria. Sfidare le leggi della natura è però pericoloso e la ragazza ne scoprirà ben presto e a caro prezzo le conseguenze...

Amore e amicizia

Un raffinato mix tra animazione classica ed effetti in CG al servizio di una storia affascinante e suggestiva che trae ispirazione da diversi classici della letteratura e filosofia cinese, in primis lo Zhuangzi, uno dei testi fondamentali del Taoismo. E non è un caso che i cento minuti di Big Fish & Begonia siano intrisi di profondi significati e spunti di riflessione sul senso dell'esistenza, tali da donare a una storia magica a prova di grandi e piccini ulteriori spunti di interesse e di maturità narrativa che accompagnano magnificamente il sontuoso impatto visivo. Campione d'incassi in Cina e tra le prime opere d'animazione indigene in grado di segnare una svolta nel relativo campo d'appartenenza, il film diretto a quattro mani da Liang Xuan e Zhang Chun è rimasto in gestazione per oltre dieci anni poiché, dopo aver ottenuto apprezzamenti per l'omonimo corto del 2004, i registi hanno trovato ampie difficoltà nel reperire i fondi necessari alla realizzazione del lungometraggio, che ha visto finalmente la luce solo dodici anni dopo. Un'attesa ampiamente ripagata dal risultato, puro esempio di poesia in movimento nella gestione dei personaggi e delle ambientazioni, tanto che pare di assistere a un susseguirsi di ispirati e sognanti dipinti in movimento che emozionano il cuore e lo sguardo con innata semplicità, sia per un'esaltazione epica dei numerosi momenti spettacolari, costantemente accompagnati da un'altrettanto suadente colonna sonora, che nella gestione delle dinamiche tra i protagonisti, con gesta di sacrificio e coraggio a caratterizzare il complesso rapporto di amore e amicizia tra le tre figure principali.

Tutto ha un prezzo

Un sapore da antica fiaba si respira fin dai primi minuti, e la creazione di questo mondo al di sotto del nostro viene tratteggiata con brevi ma astuti tocchi che evitano lunghi spiegoni in background, lasciando al voice-over di un'anziana Chun il compito di esporre le regole chiave di questa realtà di individui sconosciuta al genere umano. Animali giganti, reincarnazioni in alberi o mitologiche creature e un'avvincente rappresentazione dei poteri magici speziano costantemente l'impianto scenografico della pellicola e i momenti di pura commozione prendono ben presto il sopravvento nella seconda metà, quando una devastante catastrofe sembra avere luogo senza possibilità di evitarla. Un coming-of-age doloroso e catartico al contempo, che insegna come non si possano sfidare le leggi della natura senza pagare un caro prezzo. La protagonista infatti dovrà ben presto fare i conti con i propri errori in un reiterarsi di situazioni che insegnano come ogni azione si porti dietro una o più conseguenze, e come la Vita e la Morte siano strettamente legate in un eterno abbraccio. E al compimento dell'epilogo (ma attenzione a una breve sequenza aggiuntiva durante i titoli di coda) il cerchio trova una chiusura perfetta e coesa che ci riconsegna, con un sapore dolce-amaro, ai dolori e alle gioie dell'esistenza.

Big Fish & Begonia Al netto di qualche inserto gratuito che esaspera, seppur piacevolmente, alcune delle scene più emotivamente coinvolgenti, Big Fish & Begonia si rivela un'opera d'animazione di rara bellezza, capace di unire a una narrazione per tutte le età uno sguardo maturo sull'importanza delle scelte e delle conseguenze da esse derivanti. Le chiavi filosofiche del Taoismo sono così al servizio di una storia fantastica e dal magnifico impatto visivo, dando vita a uno spettacolo per gli occhi e per il cuore che cattura nella sua commistione tra animazione ibrida (classica e CG) e sentimenti genuini, lasciando che il pathos dell'epica trovi ulteriore forza non solo nelle gesta di eroismo o sacrificio, anche nelle fondamenta di amicizie destinate a durare per sempre contro ogni invidia o gelosia. L'avvolgente colonna sonora flirta con naturalezza con il tratto pittorico che caratterizza poeticamente i personaggi e il mistico mondo dal quale provengono, palcoscenico per una vicenda metaforicamente ancorata ai più umani sentimenti terreni.

8

Che voto dai a: Big Fish & Begonia

Media Voto Utenti
Voti: 4
8.2
nd