Recensione Beneath

Il pesce killer di Larry Fessenden!

recensione Beneath
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Della filmografia da regista del newyorkese classe 1963 Larry Fessenden, la cui carriera nell'ambito della Settima arte si costruisce in maniera principale sull'attività di attore (lo abbiamo visto, tra l'altro, in Al di là della vita di Martin Scorsese e Session 9 di Brad Anderson), dalle nostre parti è sempre arrivato poco e niente addirittura ai tempi delle vhs, quando i suoi lavori, al massimo, si potevano scovare in tv trasmessi in orari improponibili.
Al di là di Wendigo (2001) e The last winter (2006), che hanno fortunatamente goduto di una distribuzione tricolore in dvd, qualcuno potrà ricordare, al massimo, La sindrome di Frankenstein (1991) e l'atipico vampire movie Habit (1995), ma niente di più.
Ora, dopo una parentesi televisiva rappresentata da un episodio per la serie Fear itself, Fessenden torna al grande schermo sfruttando un plot - scritto da Tony Daniel e Brian D. Smith - che non poco ricorda quello già alla base dell'episodio La zattera incluso in Creepshow 2 (1987) di Michael Gornick, nel quale avevamo un gruppetto di ragazzi alle prese con una macchia d'olio assassina in mezzo a un lago.
Perché in Beneath il lago c'è e ci sono anche i giovani, quattro ragazzi e due ragazze, per la precisione, a bordo di una barca e che si trovano presto a dover sfuggire alla morte.

Un lago... di sangue!

Ma alla morte portata da chi? Da un corpulento massacra-teen-ager alla Jason Voorhees? Da un discendente più o meno diretto del mostro di Loch Ness? Niente di tutto questo, in quanto ad attaccare presto i sei è un grosso e pericoloso pesce le cui grottesche fattezze rimandano da un lato alle creature di Frankenfish - Pesci mutanti (2004) di Mark A.Z. Dippé, dall'altro al tonno de Le avventure di Pinocchio (1972) di Luigi Comencini.
Chiaro, quindi, che la prima reazione dello spettatore sia quella di definire non poco ridicolo l'essere in questione; attenzione, però, perché, nonostante la classica situazione da eco-vengeance, risulta subito evidente che il divora-uomini acquatico, come in una moderna favola nera, svolga in questo caso una funzione puramente metaforica.
Già, perché l'importanza non viene conferita tanto alla maniera in cui ognuno dei protagonisti viene eliminato, ma alle loro disprezzabili, ciniche personalità, in quanto rappresentanti di una poco simpatica gioventù che, oltre a non ascoltare i saggi avvertimenti da parte delle persone più grandi, non sembra essere più in grado di credere a nulla.
Proprio come non avrebbe creduto all'esistenza del pericoloso essere che, provvedendo a terrorizzarli e a costringerli alla sopravvivenza a bordo della piccola imbarcazione, incarna, in un certo senso, quella fantasia di cui la disillusa società d'inizio XXI secolo sembra continuamente voler fare a meno.
E Fessenden, supportato da una sceneggiatura capace di sfoderare tutt'altro che banali personaggi e di evolversi in maniera sempre sorprendente, riesce nella non facile impresa di mantenere costantemente la tensione ai massimi livelli... tanto più se consideriamo il campo d'azione decisamente ristretto.

Beneath Sei ragazzi a bordo di una barca in un lago e alle prese con un grottesco pesciolone divora-umani che non vede l’ora di ingurgitarli. Sotto la bella regia del newyorkese Larry Fessenden, il quale si trova a dover costruire il tutto nel ristretto campo d’azione dell’imbarcazione, un vero e proprio gioiellino che, forte di giovani personaggi tanto cattivelli tra loro quanto non stereotipati, non intende fornire l’ennesimo eco-vengeance unicamente basato sul liberatorio sterminio proto-slasher, ma un interessante apologo-metafora su celluloide relativo a una fantasia cui le nuove disilluse generazioni non sembrano più voler credere. E la tensione regna sovrana, tanto che non ci si annoia affatto.

7

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