Bella del Signore, la recensione del film con Jonathan Rhys Meyers

L'adattamento dell'omonimo romanzo di Albert Cohen è un film formale che ci racconta una tormentata love-story nell'Europa degli anni '30.

Bella del Signore, la recensione del film con Jonathan Rhys Meyers
Articolo a cura di

Ginevra, 1930. La bella e giovane Ariane è la moglie di Adrien, un alto funzionario nella Società delle Nazioni con cui vive una relazione coniugale non proprio idilliaca. Solal è un diplomatico di origini ebree che cerca di far pesare il suo ruolo politico nel tentativo di denunciare la pericolosa salita al potere del partito nazista, che potrebbe compromettere la stabilità dell'intera Europa.
I due si conoscono nei salotti dell'alta società e tra loro è amore a prima vista, per quanto il carattere ossessivo di lui respinga inizialmente la ragazza, più amante di un approccio fisico e passionale.

In Bella del Signore i due, entrambi sposati, iniziano una relazione clandestina che li porta a crearsi diversi nidi d'amore in Italia, nel frattempo però l'uomo è sempre più preoccupato dall'ascesa del Fuhrer e dai suoi discorsi deliranti sulla superiorità della razza ariana. In più Solal nasconde un lato oscuro, che lo porta a improvvise e ingiustificate scenate di rabbia e gelosia che rischiano di mettere a dura prova il loro rapporto: pur con tutte le loro differenze, il sentimento della coppia sembra comunque in grado di superare ogni ostacolo.

Dalla carta allo schermo

Oltre ottocento pagine per raccontare un amore tormentato sul cui sfondo si stagliano le ombre della seconda guerra mondiale, con gli ebrei presi di mira dalla "filosofia" nazista e le nazioni unite sorde alle denunce di potenziali pericoli. Alla fine degli anni '60 lo scrittore svizzero di origini ebree Albert Cohen dà alla luce Bella del Signore, un romanzo significativo che descriveva per l'appunto la difficile ma totalizzante relazione tra due amanti fedifraghi nella Ginevra degli anni '30.
Risale invece al 2012 la prima e sola trasposizione su grande schermo dell'opera, frutto di una co-produzione europea, che non ha ottenuto grandi riscontri da parte di critica e pubblico, con l'uscita in sala limitata solo a pochi Paesi, Italia esclusa.

La mancata distribuzione nel BelPaese, nonostante la qualità del film risulti effettivamente di basso-medio livello, è alquanto emblematica, visto che diversi passaggi della storia sono ambientati nella nostra penisola: da Camogli-Portofino a Stresa, fino a Torino (quest'ultima location però mostrata solo negli interni di un albergo), dove la love-story clandestina ha le sue scene cruciali.

Amore forzato

Bella del Signore soffre purtroppo di alcuni difetti evidenti nella gestione delle atmosfere e della narrazione, con un ritmo compassato e una generale staticità degli eventi che impedisce di appassionarsi completamente alla vicenda e ai suoi tormentati protagonisti, troppo abbozzati per essere anche credibili. Se nel libro, considerato universalmente un capolavoro, l'autore riusciva a tratteggiare profili psicologici vivi e pulsanti, il film rischia di risultare troppo "urlato" e gratuito per infondere l'idonea personalità ai personaggi che, alla fin della fiera, risultano delle involontarie macchiette al centro di un amour fou più forzato che genuino.

Non bisogna d'altronde stupirsi per una realizzazione non all'altezza, in quanto il regista Glenio Bonder non era uno del "mestiere" e questo ancora oggi rimane il suo unico lavoro dietro la macchina da presa prima della morte, avvenuta nel 2011 durante le fasi di editing. Il novello cineasta brasiliano era infatti, paradossalmente, egli stesso un diplomatico, bazzicante nell'alta società, che covava da sempre il sogno di trasporre su pellicola il romanzo da lui così tanto amato.

L'aridità della messa in scena, che avviene per gran parte in spazi chiusi, e la ripetitività delle situazioni risultano così parzialmente comprensibili ma non giustificabili in fase di analisi, e la freddezza delle sequenze a sfondo erotico, comunque all'acqua di rose, è un altro sintomo di inadeguatezza stilistica.

I cento minuti di visione cedono così spesso il campo alla noia, fino all'epilogo che non ti aspetti e che, almeno per quanto osservato in forma filmica, non risulta propriamente verosimile. A mancare all'insieme è una coesione che giustifichi scelte e decisioni drastiche e a pagarne le conseguenze sono anche le spente performance di Jonathan Rhys Meyers e della bella Natalia Vodianova, attrice di origini russe la cui carriera non è mai veramente decollata.

Bella del Signore Un amore che va contro ogni logica e ogni pregiudizio in un contesto europeo, quello degli anni '30, dove il pericolo del nazismo si stava facendo sempre più strada. Tra cinegiornali d'epoca e concerti di musica classica, Bella del Signore è soprattutto il racconto di questo sentimento irrazionale che rende inseparabili, pur nelle loro diversità, i due protagonisti. L'adattamento dell'osannato romanzo di Albert Cohen non è purtroppo all'altezza dell'opera originaria, anche per via dell'inesperienza dell'esordiente regista Glenio Bonder, diplomatico brasiliano scomparso poco prima dell'uscita del film nelle sale. Una messa in scena statica e stagnante, vittima di una monotona reiterazione di situazioni, litigi e rappacificazioni, e una sceneggiatura che non cattura appieno le psicologie dei personaggi nella fonte letteraria, rendono la love-story noiosa e formale, spruzzata qua e là da sussulti di erotismo all'acqua di rose e al grado zero di sensualità. Il film andrà in onda venerdì 25 ottobre alle 21.15 su CIELO TV in prima visione tv per il ciclo Voulez vous coucher avec moi?.

5

Che voto dai a: Bella del Signore

Media Voto Utenti
Voti: 3
4
nd