Being the Ricardos Recensione: due magnifici Nicole Kidman e Javier Bardem

Il lungometraggio, ritorno cinematografico di Aaron Sorkin alla regia e alla sceneggiatura, vive delle grandi interpretazioni dei suoi protagonisti.

Being the Ricardos Recensione: due magnifici Nicole Kidman e Javier Bardem
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Being the Ricardos rappresenta il ritorno cinematografico di Aaron Sorkin, famoso sceneggiatore americano che torna dietro alla macchina da presa (e alla sceneggiatura) dopo Il Processo ai Chicago 7 di casa Netflix (qui trovate la nostra recensione de Il Processo ai Chicago 7), vincitore di un Golden Globe per il copione e candidato a svariati Oscar. Nella carriera di Sorkin, il genere biopic ha sempre avuto un valore particolare e anche il nuovo lungometraggio non smentisce questo percorso artistico, confermando quanto l'analisi del passato sia un ottimo pretesto per criticare in modo intelligente e sprezzante il presente, nello specifico l'industria televisiva statunitense e l'universo hollywoodiano.

L'opera porta in scena la storia d'amore tra due attori: Lucille Ball e Desi Arnaz (interpretati rispettivamente da Nicole Kidman e Javier Bardem che regalano due spettacolari performance) insieme anche nella finzione all'interno della leggendaria sitcom Lucy ed Io. Il rapporto tra i due, però, si inizia ad incrinare per i continui tradimenti di Desi e per le voci sempre più insistenti di simpatie comuniste di Lucille.

Tali eventi, però, sono solamente una facile occasione per mettere in rilievo la fragilità della loro relazione (che spesso si perde tra la realtà e la fiction televisiva) e del loro status di artisti intoccabili, messo a dura prova nel corso dell'intera pellicola. Il film, efficace e puntuale, specialmente nella sceneggiatura, è arrivato su Amazon Prime Video il 21 dicembre (per l'occasione vi consigliamo di dare un'occhiata alle ultime uscite Amazon di dicembre 2021).

Being the Ricardos: una storia d'amore tra realtà e finzione televisiva

Il titolo si apre con un flashforward in formato falso documentario: alcuni membri della produzione di Lucy ed Io, diversi anni dopo la chiusura della serie, descrivono la sua creazione e anche la tensione tra Lucille e Desi.

Ciò dà la possibilità al lungometraggio di svilupparsi in modo delicato e compassato, facendo diversi salti temporali non solo ritornando alla linea futura, ma richiamando eventi precedenti al lancio della sitcom americana. In tal modo possiamo vedere l'inizio della storia della coppia, la loro precedente carriera e anche tutti i passaggi che hanno portato all'ideazione di uno degli show televisivi più famosi e apprezzati di sempre. Sebbene evidentemente un po' confusionaria, questa struttura narrativa esprime al meglio il grande tema che regge il film, ovvero la rottura del confine tra realtà e finzione che viene infranto più volte dai protagonisti. Il paradosso più assurdo e straordinario è che in alcuni momenti quello che accade agli attori dietro la serie sembra essere un'estensione di un episodio della stessa Lucy ed Io, elemento valorizzato dall'estraniazione alienante di Lucy che visualizza in sequenze in bianco e nero le sue correzioni alla sceneggiatura dello show.

Inoltre, se all'inizio il pubblico può pensare che la storia d'amore reale dei due personaggi principali sia ovviamente quella per la quale combattono di più rispetto alla controparte televisiva, più si va avanti con la trama, più si comprende che il rapporto di finzione tra i due è quello più stabile. A tal punto che Lucille si sente realmente in pace con Desi solamente quando recitano negli studi televisivi e non quando torna a casa, dove non trova mai il marito, intento a tradirla.

Il copione si mantiene sempre in equilibrio tra una feroce, ma elegante critica al divismo e una descrizione della tragica storia d'amore dei due protagonisti, vittime dell'industria televisiva e cinematografica che li tiene sotto scacco, tra pressioni dei tabloid, la paura del comunismo e il mantenimento dello status quo dell'attore perfetto.

Interpreti straordinari, che si muovono con grazia ed armonia

Being the Ricardos deve gran parte del suo successo al cast strepitoso coinvolto: in primis Javier Bardem e Nicole Kidman, ma anche J.K. Simmons nel ruolo di William Frawley. In particolare, i due attori al centro del lungometraggio riescono efficacemente a dipingere i loro alter ego cinematografici muovendosi su schermo con grazia ed armonia, con interpretazioni calibrate in modo perfetto, raffinate, che mettono in luce la complessità dei personaggi e le loro fragilità.

La Kidman mostra perfettamente una Lucille Ball che, dietro uno scudo di dispotismo, ricerca continuamente ed ossessivamente una vita da star perfetta; Bardem mette in evidenza le qualità seducenti e il fascino di Desi Arnaz, ma anche il suo lato oscuro, tra i suoi continui tradimenti e il pericoloso potere mediatico che suscita un attore di questo calibro.

Due eccezionali prove attoriali che probabilmente non verranno trascurate ai Golden Globes e agli Oscar. Registicamente parlando, Aaron Sorkin utilizza in modo agile e dinamico la macchina da presa, con un'attenzione particolare alla verosimiglianza storica filtrata dal suo tagliente umorismo. Se forse la sezione del finto documentario appesantisce un po' l'intera pellicola, è altrettanto vero che i passaggi tra le riprese di Lucy ed Io e il passato dei due personaggi è funzionale e ben costruito.

In definitiva, le inquadrature hanno il merito non solo di valorizzare i due protagonisti, ma anche di concentrarsi sull'aspetto produttivo del mondo televisivo, uno spaccato davvero interessante che, oltre a contestualizzare meglio il film, sottolinea l'importanza di ogni singola figura della troupe, con un focus particolare sull'ambito narrativo. Ironicamente l'autore sembra suggerire al pubblico che spesso la sceneggiatura viene in secondo piano rispetto alle decisioni di attori potenti e della produzione stessa, e Sorkin lo sa perfettamente, nascendo come sceneggiatore e solo in seguito avviato alla carriera da regista.

Being the Ricardos Being the Ricardos è un film coinvolgente che parla di attualità in chiave intelligente e funzionale. La storia d'amore di Desi e Lucille, tra realtà e finzione, mette in evidenza tutti i limiti e gli eccessi del divismo, andando a criticare l'industria televisiva e cinematografica americana. Se la sceneggiatura è un po' rallentata da alcuni passaggi ambientati nel futuro, in generale è molto frizzante e ricca di significato con una regia efficace e sempre attenta ai personaggi. Magnifiche le interpretazioni di J.K. Simmons, di Nicole Kidman e Javier Bardem, due nomi da tenere d'occhio ai prossimi gala cinematografici.

8

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