Beats, la recensione del film originale Netflix

Un giovane, che vive da eremita dopo l'omicidio della sorella per mano delle gang, viene scoperto da un produttore musicale in crisi.

recensione Beats, la recensione del film originale Netflix
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August è solo un ragazzino quando vede la sorella maggiore venire uccisa davanti ai propri occhi: una sera infatti, dopo aver fatto uno "sgarro" a una gang rivale, il protagonista e la consanguinea vengono aggrediti a sangue freddo ed è lei ad aver la peggio. In Beats, 18 mesi dopo l'accaduto, August si è recluso in casa, soffrendo di agorafobia e attacchi di panico che ne destabilizzano la vita sociale (non esce dal giorno della tragedia, saltando anche la scuola), subendo le oppressive attenzioni della madre, che pur di proteggerlo dal mondo esterno lo fa vivere come un eremita. L'unica passione di August è quella per la musica hip-hop, infatti trascorre le proprie giornate componendo beats.

Romeo Rice è invece un ex-produttore discografico che ha accettato un lavoro di guardia di sicurezza nella scuola dove lavora anche la moglie da cui è separato; l'uomo, anch'egli reduce da un evento nefasto nel suo passato, da tempo tenta di rientrare nel giro giusto.
L'occasione gli viene servita per puro caso, quando la ex compagna gli chiede di contattare alcuni studenti che da tempo non frequentano le lezioni. Facendo visita a casa di August ascolta casualmente la musica provenire dalla stanza del ragazzo e ne rimane positivamente colpito, tanto da cercare in ogni modo di convincerlo a uscire dal suo guscio, pur contro il parere negativo della madre, e a tentare la scalata nella scena locale.

Ritorno alla vita

La vita nelle periferie, con le lotte tra gang che causano perdite di giovani vite, è il sottofondo ideale per questo racconto di formazione che è al contempo storia di riscatto per entrambi i due personaggi principali, ossessionati a loro modo da diverse tragedie del passato che ne condizionano, in modo diametralmente opposto, anche il presente. Beats (disponibile nel catalogo di Netflix come originale) è un'opera aspra che restituisce senza edulcorazioni di sorta la realtà che caratterizza diverse zone degli Stati Uniti, abitate per la grande maggioranza da afroamericani, in cui la musica può essere uno dei pochi mezzi di salvezza per scappare da un mondo di violenza.
Interessante il rapporto che si crea tra il giovane artista e il suo mentore, capace di scavare con la corretta profondità nei rispettivi caratteri e offrire diverse sfumature all'interno di un legame fatto di speranza e incomprensioni, con litigi e riavvicinamenti che accompagnano progressivamente a un liberatorio epilogo.

Ritmo e sostanza

Se l'operazione convince nella sensibilità di toni e modi con i quali vengono gestiti i vari personaggi, secondari inclusi, allo stesso tempo il minutaggio appare eccessivamente allungato rispetto all'effettivo materiale a disposizione, tanto che una sforbiciata di una ventina di minuti avrebbe sicuramente giovato all'immediatezza dell'insieme. Beats soffre infatti di alcuni momenti morti e di una parziale monotonia, in particolar modo nello spezzone centrale, affidandosi inoltre in diverse occasioni a formule retoriche banali e non del tutto necessarie per amplificare il dramma emotivo in corso.

La musica hip-hop, vero e proprio collante della vicenda, fa la propria comparsa in un paio di concerti ed esibizioni in studio e la realtà delle case discografiche, pronte a tutto pur di sfruttare i propri talenti, non è certo rappresentata in maniera idilliaca, ergendosi a specchio di un sottobosco in cui spesso interessi e criminalità sono strettamente connessi.
Il regista Chris Robinson, autore di decine di videoclip che ha lavorato con molte star del genere, sa bene di cosa parla e proprio in questo approccio nudo e crudo affiorano i miglior pregi di un film non del tutto perfetto ma abbastanza sincero da meritare una visione, almeno per gli appassionati di suddette sonorità.

Beats La musica hip-hop come ancora di salvezza e occasione di riscatto per un giovane che ha assistito all'omicidio a sangue freddo della sorella da parte di una gang rivale, in parte da lui stesso provocata. Ma anche mezzo per un ex produttore di risalire la china e ricostruirsi vita e dignità perdute. Chris Robinson, apprezzato videomaker per famosi artisti del relativo genere, firma un film sincero ed emotivamente intenso ambientato nelle periferie dominate dalla violenza, anche se a tratti si affida sommariamente a una facile retorica che rischia di castrare i pur notevoli spunti drammatici insiti nella vicenda. Beats è un'operazione godibile rivolta in particolar modo a un pubblico appassionato di questo sound tipicamente "black" che, con una varietà maggiore a livello di situazioni, avrebbe potuto rivolgersi anche a platee più ampie nel raccontare un percorso di formazione costellato di difficoltà.

6

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