Recensione Basic Instinct

Il film culto che ha consacrato Sharon Stone come diva

recensione Basic Instinct
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Il 1992 segna l'anno della consacrazione per Sharon Stone: la bella attrice statunitense infatti, escluso il ruolo di un certa importanza due anni prima in Atto di forza, in cui interpretava la moglie di Arnold Schwarzenegger, aveva ottenuto al cinema soltanto piccole parti, seppur in produzioni di registi del calibro di Woody Allen (Stardust Memories) e Claude Lelouch (Bolero). Ma il vero successo arriva grazie allo stesso autore che l'aveva già voluta nel già citato Total recall, Paul Verhoeven, che dopo l'iniziale rifiuto di Geena Davis ("spaventata" per la gran quantità di scene osé presenti in sceneggiatura) ha subito pensato a lei per il ruolo della protagonista Catherine Tramell, trasformandola così di colpo in una vera e propria star e rendendo Basic Instinct uno dei grandi cult hollywoodiani degli anni '90, candidato a 3 premi Oscar e vincitore di quello per la colonna sonora firmata da Jerry Goldsmith.

Ghiaccio bollente

Un ex cantante rock viene ritrovato morto, e i segni sul suo corpo portano alla conclusione che sia stato brutalmente ucciso con un punteruolo da ghiaccio. Il caso è affidato al detective Nick Curran (Michael Douglas), reduce da un recente passato di droga e alcool che lo hanno inviso agli Affari Interni. L'ultima persona con la quale la vittima era stata vista è la bella Catherine Tramell (Sharon Stone), scrittrice bisessuale dipendente dal sesso. In uno dei libri pubblicati dalla donna viene descritto un omicidio identico a quello appena avvenuto, e inevitabilmente i sospetti cadono su di lei, ma il romanzo però finisce paradossalmente anche per essere il suo maggior alibi. Durante le indagini Curran, che è da poco uscito da una relazione con la sua attuale psicologa, si sentirà sempre più attratto da Catherine...

Basic Instinct

Un thriller torbido e magnetico diretto con mano sicura da Verhoeven, che riesce a far esplodere uno strabordante erotismo senza però dimenticarsi della componente giallistica, realizzandone un perfetto compendio che lascia con il fiato sospeso e domande non del tutto chiarite fino all'avvento dei titoli di coda. Se la scena cult per eccellenza, rimasta nell'immaginario comune di cinefili e non, è quella della "scavallata" di gambe dello Stone, dove niente viene lasciato all'immaginazione, il film è ricco di altre sequenze di prima grandezza, dal pedinamento automobilistico della sospettata al pre-finale al cardiopalma. La sceneggiatura di Joe Eszterhas (pagato 3 milioni di dollari) è perfetta nell'instillare dubbi su chiunque e rimescolare le carte in continuazione, rendendo la scoperta della verità molto più ardua rispetto ad altri prodotti di genere. Questo non vuol dire che sia una narrazione perfetta, tutt'altro, infatti alcuni colpi di scena appaiono quanto meno improbabili, ma la suspense rimane garantita per oltre due ore. La stessa regia paga la sua "via di mezzo", tra cinema destinato al grande pubblico e velleità autoriali, ma rimane il fatto che Basic Instinct ancor'oggi, a oltre vent'anni dalla sua uscita, risulta accattivante e ricco di un morboso fascino. Fascino conferito soprattutto dalla sensuale e intensa interpretazione di una strepitosa Sharon Stone, bella da morirvi, che si divora attorialmente quella di un pur onesto Michael Douglas.

Basic Instinct E' il 1992 e il cinema erotico "mainstream" non sarà più lo stesso. Basic Instinct combina, pur non senza imperfezioni, la carica sensuale e torbida del racconto con un impianto giallo / thriller ricco di colpi di scena, capace di appassionare per oltre due ore. E con una Stone, nel film che l'ha resa una star, di magnetica e sensuale bellezza.

7.5

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