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Banlieue 13: Ultimatum, parkour e adrenalina nel film disponibile su Netflix

Leïto e Damien tornano in azione per salvare il Distretto 13, preso di mira da intrighi politici orditi dai servizi segreti.

recensione Banlieue 13: Ultimatum, parkour e adrenalina nel film disponibile su Netflix
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Tre anni dopo gli eventi del precedente film il governo è pronto a mettere in sicurezza il distretto 13, da tempo ghetto periferico popolato da bande criminali comandanti il territorio. I servizi segreti decidono così di dare il via ad una guerra tra gang, costringendo con l'inganno il nuovo Presidente ad ordire un vero e proprio piano di evacuazione per gli abitanti e considerare la successiva demolizione del quartiere. In Banlieue 13: Ultimatum fanno di nuovo ritorno i personaggi di Leito e dell'agente Damien, pronti ad unire ancora una volta le forze per opporsi agli intrighi avvenenti all'interno degli organi federali tentando di dare un nuovo futuro di speranza alla popolazione.

Back in action

Luc Besson è nuovamente la mente produttiva e narrativa di questo sequel del fortunato Banlieue 13, action-movie capace di unire le spettacolari acrobazie del parkour ad una solida messa in scena di genere. Se dietro la macchina da presa è da segnalare la new-entry di Patrick Alessandrin, il cast vede ancora una volta la presenza di David Belle (inventore della disciplina metropolitana) e Cyril Raffaelli, assoluti protagonisti delle spettacolari coreografie aventi atto durante i cento minuti di visione. Spericolati salti tra i tetti dei palazzi, impensabili arrampicate e un'escalation di combattimenti marziali sono il vero punto forza dell'operazione, inseriti all'interno di una trama più complessa dell'originale che pur a tratti gratuitamente offre discreti spunti di stampo sociale sulla reale condizione delle periferie francesi. Il tutto in una messa in scena frenetica e incalzante che non lascia un attimo di fiato, tra classici salvataggi dell'ultimo minuto e rocambolesche irruzioni in caserme della polizia e in sedi governative in cui l'apoteosi coreografica raggiunge vette di puro e ludico intrattenimento. Basti vedere l'assalto finale dei diversi membri delle gang, unitesi gioco-forza per evitare la distruzione, in cui sembra quasi di assistere ad un assalto di zombie scalatori, o il secondario personaggio di Elodie Yung, sexy capo banda che sfida i propri avversari tramite un'arma da taglio innestata sulla lunga treccia di capelli, per comprendere appieno il significato di Banlieue 13: Ultimatum (disponibile su Netflix), operazione che punta al più iconico e sfrenato divertimento senza pensieri.

Banlieue 13: Ultimatum Narrativamente migliorato rispetto al più elementare predecessore, pur senza eccellere anche in quest'occasione, Banlieue 13: Ultimatum riporta in scena i personaggi di David Belle e Cyril Raffaelli, di nuovo alle prese con spettacolari esibizioni di parkour o di arti marziali all'interno di un contesto-socio politico che si fa ideale palcoscenico di una sana apoteosi action di genere. Un film senza fronzoli, frenetico e adrenalinico, che procede diretto per la propria strada senza un attimo di sosta adattandosi con gusto ai più rozzi e genuini canoni della migliore serie B.

7

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