Recensione Baciato dalla fortuna

La sestina vincente di Salemme

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"Una vicenda ambientata ai nostri giorni a Parma che ha come protagonista Gaetano (Vincenzo Salemme), un vigile urbano napoletano che conduce un'esistenza travagliata, vessato dalla sensuale ed esigentissima nuova compagna Betty (Asia Argento), che gli fa spendere soldi a vanvera costringendolo ad un assurdo tenore di vita. Ma è anche perseguitato sia dalla ex moglie Marisa (Paola Minaccioni), che pretende da lui gli alimenti pur non avendone nessun bisogno, sia dal suo capo, il comandante Grandoni (Alessandro Gassman), che è fin troppo sensibile al fascino di Betty e lo tratta con perfida sufficienza così come fanno i suoi colleghi Nicola (Dario Bandiera) e Osvaldo (Giuseppe Giacobazzi), che tramano alle sue spalle rivelandosi amici poco affidabili. Come se non bastasse, poi, il funzionario della banca (Maurizio Casagrande) presso cui Gaetano ha maturato 40000 euro di debiti lo assilla perché li restituisca al più presto".
Prendiamo direttamente dal press-book del film questa dichiarazione del genovese classe 1964 Paolo Costella per meglio spiegare quali sono i protagonisti della seconda pellicola in cui dirige il re della risata partenopea Vincenzo Salemme (la prima fu il boldiano A Natale mi sposo, del 2010), nella quale il protagonista di Cose da pazzi (2005), dopo aver puntato ostinatamente da una vita un euro al Superenalotto sugli stessi improbabili numeri su cui puntava suo nonno, ovvero 10, 20, 30, 40, 50 e 60, si trova ad essere il vincitore del montepremi... proprio nel giorno in cui non è riuscito a giocare la sestina!

Salem(me)’s lot(to)

Ed è da Fiore di ictus, atto unico del comico originario di Bacoli, che prendono ispirazione i circa 97 minuti di visione sceneggiati dallo stesso insieme al regista, al televisivo Gianluca Bomprezzi e al Massimiliano Bruno cui si deve l'ottimo Nessuno mi può giudicare (2011), nei quali entrano progressivamente in azione anche Elena Santarelli e Nicole Grimaudo, rispettivamente nei panni della moglie di Nicola e di un'amica infermiera del protagonista, da sempre segretamente innamorata di lui.
Senza contare il veterano Pippo"Spaghetti a mezzanotte"Santonastaso, tutti al servizio di una commedia in cui il denaro finisce per rappresentare l'elemento sfruttato come chiave di racconto volta a descrivere l'Italia d'inizio XXI secolo, ovvero un Paese allo sbando e in crisi che confida tutto nella sorte e nel successo al gioco.
Quindi, una commedia che, un po' come accade nei lavori di Carlo Vanzina, non manca di tirare in ballo la consueta galleria di furbi e di tradimenti, con tanto di Asia Argento - sulla cui prova, come quasi sempre accade, è meglio sorvolare - che si cimenta in un grottesco amplesso in cucina insieme ad Alessandro Gassman, sempre pronto a ricordare lo stile del padre quando immerso in ruoli brillanti come questo.
Mentre No tengo dinero dei Righeira spicca nella colonna sonora e Salemme, come di consueto, imita quando può il mitico Totò; all'interno di quella che, senza riservare troppe sorprese, non appare altro che nelle vesti di gradevole, moderna favola napoletana senza infamia e senza lode.
Come anche molti titoli interpretati dal compianto Principe Antonio De Curtis, del resto.

Baciato dalla fortuna Dopo A Natale mi sposo (2010) con Massimo Boldi, il regista Paolo Costella e Vincenzo Salemme tornano a lavorare insieme per una commedia tratta da un atto unico del comico napoletano. Commedia tempestata di donne, soldi, corna e furbi, ingredienti cari ai fratelli Vanzina, ma che non sembra possedere il particolare tocco da critica su celluloide in salsa ironica che i figli di Steno hanno saputo sfoggiare a dovere in diversi dei loro lavori. Anche se il buon ritmo giova all’operazione, che, in fin dei conti, rimane una favoletta partenopea che si lascia tranquillamente guardare, senza generare grossi entusiasmi.

6

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