Recensione Asterix alle Olimpiadi

Vivi le Olimpiadi con Asterix ed Obelix

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Fenomeno made in France

Correva l'anno 1959 quando, sulla testata francese Pilote, René Goscinny ed Albert Uderzo pubblicarono la primissima avventura di Asterix dal titolo "Astérix le Gaulois" (Asterix il Gallo).
Da lì in poi, il fumetto ha avuto uno strepitoso successo in tutta Europa, generando un vero e proprio "fenomeno di costume", tuttora molto forte in Francia.
Come spesso accade, la serie ha varcato i confini del cartaceo sfociando in altri campi che vanno dall'animazione, ai giocattoli, fino ad un parco a tema.
In tempi recenti il fenomeno Asterix ha fatto capolino anche nel mondo del cinema con ben due film (Asterix contro Cesare ed Asterix missione Cleopatra), che spiccano per la presenza di attori famosi del calibro di Roberto Benigni e Gérard Depardieu. Il terzo film della saga risponde al titolo di Asterix ed Obelix alle olimpiadi, ed è oggetto della recensione.

Deve esserci una vista veramente splendida da qui

C'è aria di amore nel villaggio gallico.
Alafolix, complice una fitta corrispondenza, si è innamorato della principessa greca Irina ed un giorno decide di farle visita personalmente. Al suo arrivo, però, Irina viene giust'appunto promessa al romano Bruto, che tutto è tranne che un uomo gentile.
Irina, decisa ad ogni costo a non convolare a nozze con Bruto, propone di sposare colui che vincerà le Olimpiadi. La missione di Asterix e Obelix sarà quella di portare Alafolix sul podio e smascherare lo sleale Bruto, che giocherà sporco pur di ottenere la vittoria e la mano della principessa.

monco

Il terzo adattamento si presenta come una sorta di mix, in cui la maestosità da colossal è al servizio della tipica ironia della serie. Nonostante le premesse, però, il risultato lascia a desiderare, ed il prodotto finito risulta una sorta di ibrido che non accontenta i target a cui è destinato. Il difetto più vistoso si evidenzia nella regia che, abusando di troppe inquadrature panoramiche e di CG scadente (perlomeno per gli standard attuali), scade nel ripetitivo finendo con il rendere la vicenda pesante da visionare. Questo problema acquista una valenza maggiore se si considera la narrazione del film che in teoria dovrebbe scorrere su tre binari differenti (Asterix ed Obelix, Alafolix ed Irina, Cesare e Bruto), ma in pratica non è altro che un canovaccio confuso e pasticciato pieno di scene inconcludenti. A tutto questo va aggiunta una sceneggiatura troppo prolissa (soprattutto nella parte finale), che diluisce i deboli momenti di comicità con dialoghi noiosi e ripetitivi.
Il risultato, quindi, è un film abbastanza deludente, in cui gag innocue si alternano a scenari maestosi e scene dinamiche sulla falsa riga dei colossal. Pur presentando dei difetti, il film risulta perfettamente riuscito dal punto di vista del cast. Su tutti spicca sicuramente Alain Delon, che con la sua interpretazione di Cesare, centra perfettamente il ruolo del dittatore vanesio (frasi come "Cesare non invecchia... Matura" ed "Ave me" sono di ottimo effetto), producendosi in tutta una serie di espressioni austere che ne evidenziano la parodia. La vera "perla" della performance di Delon, comunque, sta in un'inaspettata vena autoironica che lo porta a citare alcuni dei sui film più famosi (Rocco ed i suoi Fratelli ed Il Gattopardo) in maniera del tutto inaspettata e gradita. Anche Gérard Depardieu è adatto al ruolo, ed il suo Obelix è si goffo e calmo, ma anche capace di svelare il suo lato tenero e fanciullesco. Un altro pregio del film è rappresentato dalle innumerevoli citazioni cinefile (che spaziano nei più disparati generi e vengono richiamate senza eccedere), abbinate alla presenza di personaggi famosi quali Zinedine Zidane, Michael Schumacher, Jean Todt, Amelie Mauresmo e Tony Parker. In particolar modo spicca la presenza del famosissimo duo Schumacher/Todt che, mischiando Ben Hur ed Il Gladiatore alla Formula Uno, dona un ottimo effetto "anacronistico" alla corsa di bighe.

Asterix ed Obelix alle Olimpiadi Il film si presenta come affetto da un fastidioso dualismo: l’attenzione dello spettatore è si catturata dal punto di vista tecnico, ma contemporaneamente i dialoghi inconcludenti e la comicità (poco) risibile tendono ad annoiare. Inoltre, l’obiettivo di confezionare un film che accontentasse tutti (piccoli, grandi e aficionados) finisce per essere controproducente, realizzando un prodotto che a tratti perde di omogeneità. Degne di nota sono le performance del cast e le innumerevoli citazioni, che compensano in parte i difetti.

6

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