Assassinio sul Nilo Recensione: Agatha Christie secondo Kenneth Branagh

Dopo l'Orient Express il regista di Thor e Belfast torna sulle avventure di Hercule Poirot, trasponendo un altro grande capolavoro di Agatha Christie.

Assassinio sul Nilo Recensione: Agatha Christie secondo Kenneth Branagh
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Sembra che, per Hercule Poirot, sia impossibile godersi una meritata vacanza sulle sponde del fiume Nilo. Gli intrighi e il mistero seguono l'investigatore nato dalla formidabile penna di Agatha Christie in ogni sua avventura, ed è una delle più iconiche di tutta la produzione letteraria ad esser finita nuovamente sotto la lente d'ingrandimento di Kenneth Branagh. Dopo il successo di Assassinio sull'Orient Express (recuperate pure la nostra recensione di Assassinio sull'Orient Express), l'attore e regista fresco di tantissime nomination agli Oscar 2022 torna ad esplorare l'universo della Christie, vestendo ancora una volta gli elegantissimi abiti dell'acuto monsieur Poirot. Il risultato di Assassinio sul Nilo, al cinema dal 10 febbraio, è un film che replica la formula del suo predecessore, confermandone anche i virtuosismi di un adattamento piuttosto riuscito.

Un delitto d'amore?

Che Branagh, nella sua personale visione della "mitologia" fondata da Agatha Christie, volesse infondere qualcosa di diverso, più moderno e adatto ai gusti dell'attuale pubblico mainstream, era chiaro già dall'avventura sull'Orient Express.

Ma lo è ancora di più durante l'incipit di Assassinio sul Nilo, quasi un corto a sé stante realizzato sui binari di un war movie col tentativo di dare forma sul grande schermo alle "origini" di Poirot. Poi si torna al presente, alla storia che il nuovo caso dell'elegante detective prende vita nelle successive due ore di visione. Una giovane coppia, i neosposini Doyle (Armie Hammer e Gal Gadot) scelgono l'Egitto per la loro luna di miele, ma vengono perseguitati dalla gelosia ossessiva di una vecchia fiamma. E il caso vuole che proprio monsieur Poirot, presente sulle rive del Nilo per una meritata vacanza, si ritrovi ad assistere ai fatti misteriosi e drammatici che sconvolgeranno la vita dei due innamorati e di tutti gli invitati alla celebrazione nuziale. Attorno alla coppia, e al delitto che ben presto scuote la tranquillità dell'evento, ruota il solito, variegato e carismatico cast corale modellato sull'impronta e sullo stile narrativo di Agatha Christie.

Dal romanzo allo schermo

L'amore è il tema portante di un racconto che può dirsi, già in partenza, uno dei più brilanti e riusciti dell'intera produzione letteraria d'origine, e che già forte di numerose trasposizioni cinematografiche prende forma sotto l'occhio attento e cinefilo di Kenneth Branagh. Nell'impostazione di base, l'Assassinio sul Nilo filmico riprende la struttura dell'opera prima, inclusa la scrittura lenta e meticolosa, per poi esplodere e impennare il suo ritmo in un ultimo atto al cardiopalma. Nel complesso la formula funziona, nonostante alcune evidenti ma necessarie modifiche rispetto al racconto originale: il film di Branagh, in questo, non tradisce minimamente lo spirito del romanzo, ma ne trasforma alcuni elementi per modernizzarne la formula narrativa e adattarne dialoghi e personaggi.

Il risultato è, a parer nostro, riuscito ed efficace, pur non rivoluzionando né i confini del genere di riferimento né i suoi canoni narrativi. Branagh conferma la sua visione di un grande classico della letteratura, più spettacolarizzata e tendente all'azione, solida e a tratti persino ricercata nella regia pur senza perdere di vista i personaggi, che rimangono fino alla fine il motore di tutta l'opera. Proprio il cast corale è un valore aggiunto di Assassinio sul Nilo, che in tal senso si rivela più efficace ed oliato rispetto al titolo precedente. Lo spazio e l'approfondimento sui comprimari, così come nel segmento dedicato alla risoluzione finale del caso, nel passaggio da romanzo a film continua a non convincere del tutto, ma l'operazione di adattamento saprà convincere anche i fan dell'opera originale.

Assassinio sul Nilo Assassinio sul Nilo di Kenneth Branagh non sarà forse il migliore dei gialli per il grande schermo, e nemmeno può dirsi un adattamento pienamente riuscito del capolavoro letterario di origine. Il regista di Thor e Belfast prosegue sul binario creativo di Assassinio sull'Orient Express, confezionando una trasposizione più spettacolare e solida del precedente lavoro. Rimane, nel complesso, la difficoltà nel dare il giusto spazio e carisma ad un cast più corale che mai, ma comunque convincente e in parte rivisitato per dare alle pagine di Agatha Christie un respiro più moderno.

7

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