Aspettando il Re, la recensione del film con Tom Hanks

Tom Hanks è un rappresentante in missione in Arabia Saudita in Aspettando il Re, ispirata e divertente commedia drammatica di Tom Tykwer.

recensione Aspettando il Re, la recensione del film con Tom Hanks
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Alan Clay, rappresentante di mezz'età di una grossa compagnia tecnologica, viene inviato in Arabia Saudita per stringere un importante accordo commerciale con le autorità locali inerente, tra le altre cose, un avveniristico sistema di videocomunicazione tramite ologrammi. Giunto sul posto l'uomo, divorziato e dal rapporto tormentato con la figlia ventenne, comprende come la sua "missione" sia più ardua del previsto: il re infatti si trova costantemente fuori dai confini nazionali, mentre le condizioni di lavoro del suo team (già sul posto da alcuni giorni) si rivelano assai proibitive. Nell'attesa che il sovrano torni in patria Alan avrà modo di stringere amicizia con il suo autista personale Yousef e con la dottoressa Zahra, conosciuta in seguito ad una visita di controllo per un enorme ciste spuntata sulla di lui schiena.

Straniero in terra straniera

Tratto dall'omonimo romanzo di Dave Eggers, Aspettando il Re è stato uno dei più grossi tonfi al botteghino nella lunga e redditizia carriera attoriale di Tom Hanks. Un flop ingiustificato vista la qualità di un'opera che nella sua commistione di generi si rivela efficace prodotto d'intrattenimento intelligente per tutte l'età, ispirato mix di dramma e commedia variegato da istinti surrealistici e piacevolmente isterici che possono parzialmente portare alla memoria il cinema dei fratelli Coen. Sin dall'inizio, nel quale il protagonista parla direttamente al pubblico in un sagace monologo, che poi si scoprirà essere all'interno di un sogno, la regia dell'apprezzato Tom Tykwer (autore tra gli altri di Profumo - Storia di un assassino (2006) e co-regista di Cloud Atlas (2012)) cerca sempre il colpo ad effetto con una certa ispirazione, proponendo scelte stilistiche che, tra voice-over annebbiati dall'alcool e particolari dialoghi a distanza, donano personalità ad una narrazione semplice ma assai ricca di significati. Lo scontro tra culture, quella occidentale e quella arabo-musulmana, viene messo in atto con grazia propendendo per toni più leggeri che comunque non nascondono passaggi più profondi e metaforici (assai lucida la sequenza delle pecore e del lupo) in una costruzione narrativa che si basa prevalentemente sulla riscoperta di se stessi in un mondo inizialmente alieno ma pian piano sempre più quieto e familiare. Battute e gag dominano gran parte della visione, trovando nella mimica contagiosa e mai gratuita di Hanks il veicolo ideale per esplodere, ma anche i passaggi più emotivamente intensi sfruttano al meglio la bravura della star hollywoodiana; il ritmo, incessante per la quasi totalità del minutaggio, scema soltanto nella tranche finale con una forzata situazione romantica che, pur chiudendo degnamente il cerchio, smorza leggermente la verve di quanto visto in precedenza.

Aspettando il Re Opera sfaccettata e ricca di spunti, Aspettando il Re si muove con mirabile equilibrio per la sua quasi totalità tra toni leggeri da commedia classica, non priva di spunti surrealistici, ed istinti più intensi e vagamente drammatici, trovando un perfetto catalizzatore di emozioni e risate in un ottimo Tom Hanks, uomo in crisi identitaria in un Paese a lui estraneo. Lo scontro tra i due mondi, quello occidentale e quello arabo, è tratteggiato con grazia e, pur non nascondendo messaggi più profondi, svolge il suo compito di intrattenimento intelligente con mirabile efficacia, scadendo solo parzialmente in alcune perdonabili banalità di fondo. Il regista Tom Tykwer dirige con inventiva stilistica mantenendo alto il ritmo e avendo sempre ben presente l'essenza dell'omonimo romanzo da cui il film è tratto, per uno sguardo divertente e non scontato sul confronto tra culture così apparentemente agli antipodi.

7

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