L'arte della difesa personale, la recensione del film su Prime Video

Riley Stearns scrive e dirige un film originale e unico, un atipico percorso di formazione che vive sulla magnifica performance di Jesse Eisenberg.

L'arte della difesa personale, la recensione del film su Prime Video
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Il giovane Casey ha sempre provato una sorta di paura nei confronti del mondo esterno, con attacchi di panico e depressione che lo colpiscono quando si trova fuori di casa. Dal carattere timido e introverso, il ragazzo viene inoltre vessato in ufficio dai colleghi e questo non fa che aumentare le sue insicurezze.
La situazione peggiora ulteriormente quando una sera, uscito per compare del cibo al supermercato, viene aggredito da una gang di motociclisti e rimane gravemente ferito. Uscito dall'ospedale, trova la sola compagnia tra le mura domestiche dell'amato bassotto, forse l'unico che lo capisce veramente.
Dopo aver escluso l'idea di comprare un'arma, scorge per caso una palestra di karate, guidata dal carismatico Sensei. Le lezioni sono gratuite e così Casey decide di mettersi alla prova. Stringe un particolare rapporto con la bella Anna, un'altra delle allieve, e pian piano inizia a sviluppare una certa autostima. Tanto che il Sensei decide di prenderlo sotto la sua ala, intravedendo in lui del potenziale. Ma l'istruttore nasconde degli inquietanti segreti e Casey si troverà davanti a scelte difficili.

Di tutto e di più

Un film come questo è una vera sorpresa, non solo per il modo in cui il regista Riley Stearns riesce a muovere i fili narrativi sugli amabili confini della verosimiglianza, ma soprattutto per come gestisce il tutto con equilibrio e naturalezza, oscillando su toni e atmosfere di vario genere e lasciando sempre e comunque una morale di fondo, che d'altronde si rispecchia nel mondo delle arti marziali orientali e di quel karate qui al centro del racconto.
Disponibile nel catalogo di Amazon Prime Video, L'arte della difesa personale affronta il trauma del protagonista con sensibilità, offrendogli un percorso di formazione originale e inedito, che lo porterà non soltanto a combattere e sconfiggere i propri demoni ma a trovare una consapevolezza ulteriore e trascendente, dove la violenza diventa per paradosso un elemento fondamentale e catartico.
I continui cambi di carattere di Casey, invitato dal maestro ad ascoltare musica metal perché da uomini e in grado di caricare a palla l'ascoltatore, lo portano a essere temuto e rispettato dai colleghi, ma le insidie si nascondono dietro l'angolo e il ragazzo impara che ogni decisione ha una sua diretta conseguenza.

L'arte dell'equilibrio

Le sferzate da black-comedy fanno capolino in più occasioni, soprattutto in una manciata di divertenti dialoghi, ma è evidente come in L'arte della difesa personale si mantenga costante una tensione sottotraccia, pronta a esplodere in una parte finale dove finalmente tutti i nodi vengono al pettine.
Un senso di profonda amarezza, con tanto di piccolo "omaggio" a un evento chiave del primo John Wick, si accompagna così a quell'epilogo che altri non poteva essere e che rende onore a figure secondarie che, con determinazione, cercavano anch'esse di trovare il proprio posto nel mondo, lottando contro pregiudizi purtroppo sempre esistenti nella società moderna.
E nessuno avrebbe potuto incarnare tale ruolo con quella timidezza pronta a trasformarsi in orgoglio come Jesse Eisenberg. Un attore unico, capace di sfumare il personaggio di Casey in maniera tale da renderlo credibile e incredibilmente umano nel suo percorso di maturazione: il suo rapporto con il Sensei di Alessandro Nivola è di quelli che non si scordano.

L'arte della difesa personale Il giovane protagonista, spaventato da un mondo in cui non riesce a inserirsi, viene aggredito da una banda di motociclisti e da quel momento le sue paure aumentano ulteriormente. Dopo essersi imbattuto nella palestra di karate gestita dal carismatico Sensei, il ragazzo acquisterà coraggio e autostima ma li pagherà a caro prezzo, prima di trovare l'illuminazione. L'arte della difesa personale segue le regole di un'etica antica salvo poi infrangerle per una giusta causa, in un percorso di maturazione ricco di colpi di scena, sempre sospeso sui toni di una tragicommedia moderna, in bilico tra surreale e reale. Divertente e drammatico a seconda delle occasioni, pervaso da una consapevole amarezza, il film è un tutt'uno con il suo magnifico protagonista, un Jesse Eisenberg che continua imperterrito a dimostrare il proprio talento in ruoli dalle mille sfumature.

8

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