Recensione Arrietty

L'ennesima commovente opera dello Studio Ghibli.

recensione Arrietty
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Prima che la tecnologia invadesse il mondo del cinema, l'animazione sembrava l'unico modo per costruire mondi fantastici e scenari da sogno, in grado di trasmettere emozioni raccontando storie completamente al di fuori della realtà. Gli anni sono passati e adesso tutto ciò che è immaginabile è anche realizzabile, eppure l'animazione continua a rimanere un genere a parte, ricco di un suo fascino caratteristico. Sarà per il modo di lavorare dei suoi autori, per l'impatto visivo sempre un po' più ammorbidito rispetto alla realtà o per quel legame con l'infanzia che ognuno di noi continua a custodire, ma alcune storie sembrano guadagnare maggiore valore se raccontate in questo modo. Maestri in questo linguaggio poetico, fatto di tratti sottili e pennellate in movimento, sono gli animatori del celebre Studio Ghibli. I personaggi nati tra le pareti dello studio giapponese sono icone cult per molti appassionati: compagni di viaggio teneri e diligenti che con le loro avventure si propongono di incantare ed educare gli spettatori.

Antiche storie

Per una volta ci discosteremo dal nostro tipico modo di raccontare la trama di un film e lasceremo che siano le parole di Hayao Miyazaki a parlare di Arrietty, così come ha concepito la proposta di progetto sottoposta a Toshio Suzuki, produttore della pellicola.

«L'ambientazione cambierà dall'Inghilterra degli anni '50 al Giappone di oggi. Il nostro quartiere di Koganei sarà perfetto come location. Sotto il pavimento della cucina di una vecchia casa abita una famiglia di persone minuscole: una ragazza di 14 anni di nome Arrietty e i suoi genitori. La famiglia in miniatura si procura il fabbisogno quotidiano "prendendolo in prestito" dagli umani che abitano sopra il pavimento. Non si tratta però di una famiglia di creature soprannaturali o dotate di poteri magici. Combattono contro i topi, gli scarafaggi, le termiti, fuggono dagli insetticidi o dalle trappole per gli insetti e dalle esce intrise di acido borico. Le persone minuscole conducono una vita modesta e prudente, attenta a non attirare l'attenzione degli umani. Il padre di famiglia è forte e coraggioso: è lui che si avventura nelle pericolose missioni di prese in prestito. Con senso di responsabilità, la madre protegge e gestisce il focolare domestico. Arrietty è una ragazza sensibile e curiosa. In loro sopravvive la tradizione delle famiglie vecchio stampo. Il mondo normale è una novità attraente quando a osservarlo sono persone alte 10 cm. Questi minuscoli personaggi che lavorano, si muovono e usano i loro oggetti saranno meravigliosi da animare. La storia sarà il ritratto della loro vita quotidiana, specie gli incontri, gli scambi e l'addio tra Arrietty e un ragazzo umano che le è diventato amico. Ma mostrerà anche come sfuggiranno a una calamità che verrà loro inflitta da un umano malvagio. Nella speranza che questo lavoro offra conforto e coraggio alle persone che vivono in questi tempi caotici e insicuri...»

Chiisana Arrietty

Sono passati circa quarant'anni da quando Hayao Miyazaki e Isao Takahata, i due pilastri fondatori dello Studio Ghibli, hanno scritto il primo adattamento de Gli Sgraffignoli (in originale The Borrowers), il libro per bambini di Mary Norton. Eppure, nonostante il grande desiderio del regista di portare questa storia sul grande schermo, la piccola Arrietty è rimasta confinata negli archivi della sua memoria per tantissimo tempo. Non si è certo trattato di un comportamento poco carino nei suoi riguardi, anzi... la storia infatti possiede tutte le caratteristiche per essere uno dei classici dello studio, ricca dei temi cari a Miyazaki, come una forte, anche se raccontata in maniera sottile e trasognante, critica al consumismo e la persistente possibilità di convivenza tra persone diverse, come possono esserlo la piccola Arrietty e Sho, il ragazzo umano con cui instaura una forte amicizia. Decantato con la calma di un buon pensiero, il progetto è tornato con prepotenza nel 2008, quando Miyazaki ha deciso che fosse arrivato il momento di realizzarlo. "L'idea della storia sul prendere in prestito è intrigante e perfettamente attuale. L'era del consumo di massa sta per concludersi, perché viviamo in una brutta crisi economica e la possibilità di prendere in prestito invece che comprare ciò che ci serve indica la direzione verso cui il mondo si sta avviando". E così, ancora una volta, tramite il suo lavoro Miyazaki cerca di istruire gli spettatori di tutto il mondo, suggerendo loro il modo migliore per affrontare problematiche che sono vicine a tutti e che diventano ogni giorno più attuali. Sarà per questo che la piccola Arrietty è rimasta nascosta sotto il pavimento per tutto questo tempo!

Moderna poesia

Nonostante l'idea fosse partita da Miyazaki stesso, non poteva occuparsi lui stesso della direzione della pellicola, essendo purtroppo piuttosto avanti con l'età, e così si è pensato di mettere alla regia di Arrietty il giovane Hiromasa Yonebayashi, che si era già distinto per il suo ottimo lavoro di animazione in una delle scene chiave di Ponyo. Maro, come viene affettuosamente chiamato dai suoi colleghi, dopo un'iniziale riverenziale timore verso la responsabilità offertagli, si è destreggiato perfettamente con Arrietty, rendendolo uno dei progetti meglio riusciti degli ultimi anni (soprattutto se consideriamo quelli prodotti sì dallo Studio Ghibli, ma non realizzati da Miyazaki o Takahata stessi). Poetico, leggero, emozionante: Arrietty (Karigurashi no Arrietty in originale, ovvero Arrietty, colei che prende in prestito) è una pellicola che con la sua semplicità colpisce dritta al cuore dello spettatore, conquistandolo sin dalle prime scene. La vita della piccola famiglia che vive sotto il pavimento della grande casa è raccontata con una squisita minuzia di particolari, soffermando la narrazione sul modo della piccola ragazza di rapportarsi con il mondo che la circonda, così immensamente nuovo per lei. È tramite i suoi occhi vispi, grandi e pieni di luce, che vediamo il giardino vibrare di colori e conosciamo gli umani, così diversi tra loro negli atteggiamenti come nei colori. La piccola Arrietty diventa per lo spettatore il termometro emozionale di tutta la storia, che raggiunge i suoi picchi di massima emotività quando la sua amicizia con il giovane Sho mette (e viene messa) in pericolo tutta la sua vita. Ad aumentare questa sensazione di trovarsi in un mondo parallelo, seppur così simile a quello moderno, contribuisce la colonna sonora, curata dalla cantante e musicista bretone Cècile Corbel che ha interpretato il tema principale del film in giapponese, inglese e francese.

Arrietty - Il mondo segreto sotto il pavimento Arrietty è un film che si inserisce benissimo nella tradizione cinematografica dello Studio Ghibli, rimarcandone i tratti tradizionali. Attraverso una storia tenera ed emozionante, si racconta agli spettatori, non importa esattamente che età essi abbiano, qualcosa di più profondo e sociale, pur non annoiandoli con l’idea che ci si trovi davanti a qualcosa di puramente educativo. Colori, musiche e movimenti si miscelano alla perfezione, costruendo uno spettacolo fruibile a più livelli di cui è impossibile non innamorarsi.

8

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