ARQ, un Ricomincio da capo in salsa sci-fi Recensione

Un inventore e la sua fidanzata rimangono vittima di un loop temporale che potrebbe cambiare le sorti di una guerra mondiale in ARQ, sci-fi Netflix.

recensione ARQ, un Ricomincio da capo in salsa sci-fi
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In un prossimo futuro in cui il mondo è vittima di una guerra che è costata milioni di vittime, lo scienziato Renton si sveglia una mattina accanto alla sua ex-fidanzata Hannah poco prima di essere aggredito da un gruppo di uomini mascherati. Durante la colluttazione il ragazzo crolla rovinosamente a terra sbattendo la testa e perdendo la vita, salvo però risvegliarsi nel proprio giaciglio alla stessa identica ora precedente l'assalto. Ben presto Renton comprende di essere incastrato in un loop temporale (causato da una sua rivoluzionaria invenzione) che costringe lui, Hannah e i non voluti visitatori a rivivere continuamente lo stesso giorno. Essendo memore dei fatti però accaduti Renton cerca di trovare una via d'uscita che possa condurre lui e la ragazza alla salvezza, scoprendo col ripetersi degli avvenimenti inquietanti segreti e trovandosi a poter decidere del destino del conflitto globale.

Una volta ancora

Titolo originale Netflix, ARQ è uno sci-fi a basso budget (meno di 2 milioni di dollari) che ricicla in maniera originale l'abusato tema del loop temporale, casualità in cui i due protagonisti si trovano loro malgrado invischiati. Un Ricomincio da capo (1993) in salsa fantascientifica che pone davanti a dubbi e scelte morali fondamentali per il destino dell'intera umanità, messo in campo su una sceneggiatura che, pur non priva di una parziale monotonia, si rivela molto più intelligente e ragionata della maggior parte delle produzioni omologhe: nonostante qualche vaga forzatura infatti l'evoluzione della vicenda mantiene una sua coerenza di fondo, andando a ricollegare i vari cliffhanger narrativi in maniera una volta tanto equilibrata e priva di voragini narrative di sorta. Lo sceneggiatore Tony Elliott, al suo esordio dietro la macchina da presa, (co)stringe necessariamente il racconto all'interno delle quattro mura domestiche, strizzando vagamente l'occhio all'home invasion moderno e lasciando emergere il background di questo prossimo futuro attraverso telegiornali e discussioni tra i vari personaggi. La tormentata love-story tra Renton e Hannah assume così connotati politici, tra il neutralismo del primo e l'idealismo della seconda, e l'invenzione (la cosiddetta ARQ del titolo) in grado di garantire energia illimitata si rivela una vera e propria maledizione che insegna, epilogo in primis, a fare tesoro degli errori del passato per tentare di costruire un domani migliore. La presenza in scena di solo sei attori garantisce un discreto sviluppo delle rispettive personalità (con un susseguirsi di colpi di scena), con particolare attenzione per la coppia di personaggi principali interpretati dal "cugino d'arte" Robbie Amell (Deathstorm in The Flash) e della bella Rachael Taylor (Trish Walker in Jessica Jones).

ARQ Sci-fi a basso costo inerente la tematica dei loop temporali, ARQ si dimostra un film narrativamente più solido della media, mescolando nei suoi novanta minuti di visione sani istinti di genere (che rimandano parzialmente agli home invasion) e un'intensità emotivo / drammatica per nulla banale. La ripetizione continua degli stessi avvenimenti, ogni volta però gestiti con una consapevolezza maggiore dai due memori protagonisti, trova una sua istintiva forza e la monotonia dell'ambientazione è ben sfruttata da una regia che, come i suoi personaggi, impara dal passato per cercare di migliorare il futuro.

6.5

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