Recensione Apollo 18

Un mockumentary lunare che farà la gioia dei cospirazionisti...

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1973. La NASA è pronta a tornare sulla Luna portando in orbita la spedizione Apollo 18. L'equipaggio è composto dal comandante Nathan Walker (Lloyd Owen), dal tenente colonnello John Grey (Ryan Robbins) e dal capitano Benjamin Anderson (Warren Christie). Giunti sul satellite della Terra, gli astronauti incappano sin da subito in strane anomalie che disturbano i contatti. Durante la loro permanenza, si trovano poi ad affrontare pericoli ben maggiori, ritrovando inoltre sul suolo lunare, a pochi chilometri dal luogo dell'atterraggio, il cadavere di un collega russo morto per cause sconosciute. La loro missione si trasformerà presto in un incubo...

Luna, ultima frontiera

Prodotto da Timur Bekmambetov e diretto da Gonzalo Lopez-Gallego, Apollo 18 è l'ennesimo esponente della ormai consolidata moda mockumentary, lanciata nel 1999 da The Blair Witch Project. La prima domanda che viene in mente di fronte a un titolo di questo genere è se ormai questo sottogenere non abbia fatto il suo tempo. Permangono esempi eccellenti e inquietanti, è vero (si veda a proposito il giapponese Noroi), ma ormai è sempre più difficile calarsi appieno in queste storie spacciate come vere ma che tutti sanno irrimediabilmente frutto di furbe operazioni di marketing. In questo caso si afferma che il materiale raccolto in questo film, di durata poco superiore agli 80 minuti, sia stato selezionato tra decine di ore di filmati diffuse da un ex-dipendente della NASA su internet qualche mese or sono.

Guarda che Luna...

Sulle teorie del complotto riguardanti la Luna si sono spese pagine e pagine di parole, e se in alcuni casi alcune obiezioni alle verità dichiarate possono anche esser motivo di discussione, altrove le ipotesi più strampalate hanno finito per annebbiare la mente dei più accaniti believer. Senza entrare appieno nell'argomento, più consono a certe trasmissioni televisive che non alle nostre analisi cinematografiche, vediamo perciò di capire se Apollo 18 convince nella sua pura funzione di intrattenimento cinematografico. Buona parte dell'immedesimazione viene già naturalmente persa a causa della "falsità" ludica di ciò che andremo a vedere, e in questo modo è difficile entrare in sintonia coi personaggi e la loro sfortunata discesa sul suolo lunare. Le riprese, a tratti osservate dalle camere di bordo della navicella, altrove da cineprese montate sul casco degli stessi astronauti, sono fin troppo statiche nella loro immobilità, e in alcuni casi appare anche inspiegabile da dove provenga la fonte video delle scene cui si assiste. Tralasciando perciò alcuni, gravi, difetti logistici, la storia è incapace di appassionare, e l'inquietudine che a tratti pare emergere nei momenti più intensi e drammatici viene ben presto persa per una spettacolarizzazione forzata più consona a un blockbuster d'ultima generazione che a un mockumentary. Dove Apollo 18 convince, almeno in parte, è nella ricostruzione dei costumi e degli ambienti, con una nota di merito per l'ambientazione del nostro satellite, realizzata con dovizia e in grado di lasciare allo spettatore il giusto senso di spaesamento. La minaccia aliena, che ben presto si paventa, e le cui potenzialità "horrorifiche" parevano alte, si dissolve in un finale che aumenta a dismisura il senso, già marcato, di incredulità, rendendo Apollo 18 un prodotto inutile e arrogante nel suo tentativo di ricreare una realtà mai esistita.

Apollo 18 Apollo 18 farà le gioie di tutti gli amanti delle cospirazioni lunari: un mockumentary su una spedizione della NASA in realtà mai effettuata e che mette nel mucchio antichi conflitti da guerra fredda e l'insondabile e terribile presenza di entità aliene sconosciute. A parte rari momenti, in cui la tensione fa capolino, il progetto può dirsi un'operazione fallita, nonostante gli incassi worldwide abbiano già ampiamente ripagato le spese. Sperando che questo non voglia dire che presto ci troveremo a parlare di un Apollo 19...

4.5

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