Recensione Apocalypse Earth

Un gruppo di sopravvissuti alla distruzione della Terra da parte di una razza aliena giunge su un pianeta sconosciuto in Apocalypse Earth, mockbuster Asylum ricco di citazioni e "omaggi".

recensione Apocalypse Earth
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La Terra è prossima alla fine, dopo che una flotta di navicelle aliene l'ha messa a ferro e fuoco. Le fonti governative hanno preparato una gigantesca astronave sulla quale imbarcare migliaia di persone, alcune che spiccano per qualità intellettive, al fine di partire alla ricerca di un nuovo mondo. Il tenente Frank Baum, finito per pura casualità sulla nuova "arca di Noè" (ed aver involontariamente abbandonato la famiglia), si risveglia improvvisamente dalla stasi criogenica imposta a tutti i passeggeri per un guasto del mezzo, e precipita con altri membri dell'equipaggio (inclusi il capitano Sam Crowe e l'androide TIM) su un pianeta sconosciuto. Qui gli umani vengono subito attaccati da altre forze aliene, dandosi alla fuga e trovando un insperato aiuto nell'umanoide nativa Lea. Lo scopo di Baum è quello di trovare un altra navicella che possa ricondurli sul nostro Mondo.

Caccia al film

Poteva essere il solito mockbuster di pessima qualità, in questo caso ispirato agli allora contemporanei Oblivion (2013) e After Earth (2013), tipico dello standard Asylum, ma Apocalypse Earth nel suo vistoso ed eccentrico trash tecnico / attoriale ha qualche punto in più rispetto alla scarsissima media. Il merito, ovviamente non da cercarsi nella regia e nel cast, è in una sceneggiatura platealmente citazionista che recupera idee e stereotipi dai classici del cinema fantascientifico: da Predator (1987) alla saga di Star Trek, da Avatar (2009) a Il pianeta delle scimmie (1968), quest'ultimo "omaggiato" nell'epilogo (con un fintissimo Monte Rushmore a sostituire la Statua della Libertà), i novanta (scarsi) minuti di visione si trasformano in un divertente gioco con il pubblico appassionato del genere, che si ritroverà a cogliere riferimenti in serie a molti altri titoli. Questo susseguirsi di situazioni e personaggi, con alieni invisibili e androidi dal cuore d'oro, lucertole giganti e alieni umanoidi "colorati", il tutto ambientato in una verdissima e poco credibile giungla, rende il ritmo a tratti scatenato, trovando almeno un punto a favore in una realizzazione complessiva al solito imbarazzante nel complesso. Effetti speciali di serie z, realizzati con una computer grafica amatoriale, e le interpretazioni monolitiche di tutti gli interpreti (tra i quali spiccano, si fa per dire, Adrian "Highlander" Paul e il Richard Grieco di Un agente segreto al liceo) affossano come prevedibile qualsiasi spunto positivo, andando inoltre ad infilarsi in una sceneggiatura (curata dallo stesso regista, nonché futuro autore degli script della trilogia di Sharknado, Thunder Levin) che, tolte le già dette citazioni, si affastella su sviluppi forzati e improbabili che riconsegnano il tutto all'evidente marchio stilistico della casa di distribuzione americana.

Apocalypse Earth Apocalypse Earth è, com'era prevedibile, il classico brutto film di produzione Asylum; a differenza di altre occasioni qui però lo spettatore potrà giocare con le proprie conoscenze cinefile, tanto la storia è in intrisa di omaggi e citazioni a classici e non del genere. Questo gioco di ricerca, comunque relativamente semplice anche per il pubblico medio, può quindi rendere in parte meno pesante una visione altrimenti irricevibile come al solito, sorretta da un cast tecnico e attoriale di estrema povertà e da effetti speciali talmente brutti da scatenare risate involontarie.

4

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