Annette Recensione: il visionario film con Adam Driver e Marion Cotillard

Arriva finalmente nelle sale il divisivo film di Leos Carax, premiato al Festival di Cannes per la miglior regia.

Annette Recensione: il visionario film con Adam Driver e Marion Cotillard
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Dopo un breve periodo di corteggiamento, il cabarettista Henry McHenry annuncia il suo fidanzamento con la famosissima soprano Ann Desfranoux. La loro relazione catalizza fin da subito l'attenzione dei giornali e dell'opinione pubblica e diventa ancor più chiacchierata quando si scopre che la donna è incinta. Ann partorisce una bambina, Annette, ma nel frattempo il legame tra lei ed Henry è vittima di diverse incomprensioni, tanto da arrivare a sognare sei donne che accusano l'uomo di essere un molestatore. Henry diventa sempre più instabile, messo in ombra dal successo della compagna, e quando la coppia si trova in crociera avviene la tragedia.

Ann perde infatti la vita dopo essere finita fuori bordo: Henry, ubriaco, l'ha infatti costretta a ballare un valzer con lei, causandone poi la caduta in mare. In seguito alla morte della madre, Annette ottiene l'abilità di usare la sua voce, con conseguenze del tutto imprevedibili...

Annette: tra palco e realtà

Il cinema come un mezzo di comunicazione diretto tra finzione e spettatore, declinato in una forma criptica e decostruita che guarda alla sfera teatrale nel suo racconto di una storia d'amore che poi tanto amore non è. O meglio, è di amore verso se stessi, quel sentimento narcisistico intrapreso da un protagonista instabile e guizzante, pronto a sparigliare continuamente le carte in una narrazione che rifugge una precisa identità in favore di un'anarchia a tratti destabilizzante.

E d'altronde destabilizzante lo è sempre stato il cinema di Leos Carax, geniale regista francese che in carriera ci ha regalato capolavori d'essai del calibro di Rosso Sangue (1986) e Holy Motors (potete leggere qui la nostra recensione di Holy Motors). Un cinema senza compromessi, che osa "là dove nessuno è mai giunto prima" e che proprio nel suo spiccato oltranzismo rischia di dividere diametralmente il pubblico tra sostenitori e detrattori. Annette, suo esordio in lingua inglese che spicca tra le uscite al cinema di novembre 2021, non fa eccezione, e la convulsa narrazione - ricca di passaggi ermetici e visionari - racchiude in sé toni e atmosfere a tratti respingenti nel suo accattivante e insolito approccio musical utilizzato per raccontare la vicenda al centro del film. Scelta derivante dalla presenza in fase di sceneggiatura di Ron e Russell Mael, che formano il duo pop-rock americano conosciuto con il nome di Sparks. Sono proprio loro ad aver scritto infatti le canzoni che caratterizzano gran parte del minutaggio.

Canta che ti passa

E la musica è imperante nelle due ore di visione, giacché la maggior parte dei dialoghi avviene proprio tramite il canto: una scelta precisa e netta, che viene adoperata anche nelle fasi apparentemente più convulse, sia questa la sala parto o l'interrogatorio nella caserma di polizia.

Perché Annette è tutto fuorché spensierato, bensì è una sorta di surreale viaggio nell'inferno dei due protagonisti, amplificato da quella figlia/bambina che viene qui rappresentata tramite le sembianze di un inquietante bambolotto, almeno fino a quell'epilogo che chiude con affilata precisione una storia tragica di amore, morte e ossessione.

Leos Carax è stato premiato come miglior regista al Festival di Cannes 2021, dove il film era in concorso, e lo stile così estatico, sospeso tra il grottesco e il poetico, è indubbiamente il principale punto di forza dell'opera, che gioca per l'appunto sui confini tra attori e spettatori, giacché ha luogo una sorta di continuo scambio/dialogo con la macchina da presa nella progressione degli eventi.

Eventi nei quali si muovono con bizzarra leggiadria i due antitetici e complementari alfieri del racconto, ossia Adam Driver e Marion Cotillard: fanno scintille, con tanto di sporadiche sequenze sensuali, e sprizzano carisma a più non posso, rivelandosi l'ennesimo valore aggiunto di un film a suo modo unico che potrete vedere in sala dal 18 novembre.

Annette Leos Carax non fa sconti e ancora una volta procede con la sua idea di cinema senza compromessi, pronto a spaccare il pubblico e a farsi amare/odiare nel suo innato oltranzismo. Poetico e grottesco, Annette, in sala dal 18 novembre, è un contenitore di sensazioni ed emozioni, dove il musical viene sfruttato come veicolo di dialogo tra quanto accade in scena e chi guarda, in un rapporto che potrà infastidire alcuni e affascinare altri ma che, senza dubbio, non lascia indifferenti. Si paga forse un'eccessiva lunghezza, due ore e venti risultano infatti non del tutto giustificabili, ma lo stile del regista e le interpretazioni del duo di protagonisti - Adam Driver e Marion Cotillard - riescono a mantenere sempre alto il livello di interesse, fino a quell'epilogo che si pone quale perfetta chiusura del cerchio.

7.5

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