Recensione Annabelle 2 - Creation: ritorno alle origini del male

Dopo Annabelle del 2014, veniamo finalmente a scoprire come il male si è impossessato della bambola e come tutto è iniziato.

recensione Recensione Annabelle 2 - Creation: ritorno alle origini del male
Articolo a cura di

Che il mondo sia nelle mani del Bene e del Male non è certo una novità esaltante. Il Bene agisce in via superficiale, opera apparentemente nella maggior parte degli esseri umani, spinta ad amare il prossimo prima che se stessa. Il Male è invece più subdolo, agisce nell'ombra, nell'oscurità, ed è profondamente egoista, bada solo al suo piacere personale e non ha altro se non smanie di potere. Si nasconde nell'invisibile, vive in tutto ciò che è sovrannaturale, che l'uomo ad occhio nudo non vede, proprio per questo motivo ha sempre bisogno di un veicolo, di un involucro materiale (sia esso un corpo o un oggetto) che possa ospitare la sua disperazione. La storia dell'umanità è disseminata di storie di possessione maligna, basterebbe approfondire la vita e il lavoro dei coniugi Ed e Lorrain Warren per conoscere centinaia di vicende recenti, documentate e certificate (vi invitiamo pertanto a leggere The Demonologist: The Extraordinary Career of Ed and Lorraine Warren). Una di queste riguarda Annabelle, una enorme bambola di stoffa in grado di muoversi, spostarsi, persino di scrivere da sola - poiché posseduta da un'entità sovrannaturale. La sua storia è arrivata al grande pubblico grazie al film omonimo del 2014, anche se il suo aspetto è stato cambiato per il grande schermo e i fatti sono stati ingigantiti a dismisura per terrorizzare il pubblico. Nel film originale conosciamo i fatti come se fossimo nei panni dei coniugi Warren, ovvero Annabelle è già posseduta e noi invadiamo il suo spazio, ma cosa è accaduto prima? Prova a raccontarlo David F. Sandberg in Annabelle 2 - Creation, mettendo in scena una sceneggiatura firmata Gary Dauberman.

Aperta campagna

Siamo in aperta campagna, in un luogo non ben precisato dell'America anni '40. In mezzo alle colline rinsecchite e dorate se ne sta la bottega artigiana del fabbricante di giocattoli Mullins, che come gesto d'amore dedica una meravigliosa bambola alla figlia Bee (Annabelle). Insieme alla madre, i tre formano la famiglia perfetta e felice, di quelle raccontate dagli spot televisivi di biscotti e merendine, dodici anni dopo però il panorama apparirà alquanto cambiato. Sulla deliziosa casetta di campagna è arrivata l'oscurità, il buio, in seguito a un tragico incidente la piccola Bee è rimasta uccisa e ora vive soltanto nel ricordo di un padre affranto e una madre devastata, nello spirito e nel fisico. Attorno alla donna c'è aria di mistero, non sappiamo nulla di lei dopo l'incidente che ha coinvolto la figlia, la sua vita scorre via all'interno di un letto, nella penombra, capace a muovere soltanto una campana per richiamare il marito in caso di bisogno. È questo il quadro desolante che si trovano a fronteggiare sei ragazzine provenienti da un orfanotrofio che ha appena chiuso i battenti, accompagnate da una suora giovane e - obiettivamente - attraente, che Dio ci perdoni (parliamo della Bond Girl Stephanie Sigman, del resto...). Con l'arrivo del gruppo tutto al femminile, i Mullins sperano di riportare il buon umore nella casa di campagna, troppo grande per due sole anime affrante. Come potete immaginare però, ben presto le cose prenderanno presto una pessima piega, qualcuno o qualcosa approfitterà della presenza delle ragazzine per tornare nel mondo terreno, e non sarà una passeggiata di salute.

Senza via di fuga

Pur appoggiandosi, per forza di cose, a numerosi cliché del genere, Annabelle 2 - Creation riesce a intrattenere e divertire. Gli autori sono riusciti a costruire 109 minuti di tensione serrata, dosando alla perfezione i tempi, le pause e le accelerazioni. Segnato da una colonna sonora ingombrante e terrificante, com'era giusto che fosse, questo prequel scorre via sullo schermo come acqua limpida e cristallina, anche grazie all'ottimo lavoro di Maxime Alexandre alla fotografia (Le Colline Hanno gli Occhi). L'idea di ambientare tutto in un non luogo "chiuso", da cui è impossibile scappare e senza nessuno nei paraggi che possa correre in soccorso, è assolutamente vincente. Contribuisce a generare angoscia e paura, le medesime sensazioni che provano le giovani protagoniste sullo schermo, intrappolate in un incubo prima mentale, poi fisico, che ricorda talvolta nelle ambientazioni e nei modi il videogioco horror Layers of Fear. Di citazioni se ne potrebbero fare a centinaia, pensiamo ad esempio all'ottimo The Orphanage del 2007, all'interno del quale si affrontava il tema della diversità e si guardava al paranormale non esclusivamente come a qualcosa di orrendo, di terrificante. Anche in questo caso tutto avviene in un ambiente isolato, abbiamo a che fare con delle ragazzine che provengono da un orfanotrofio, una di queste ha una menomazione fisica, è costretta alla sedia a rotelle, dunque si discute ancora di accettazione del diverso. In superficie appare dissimile soltanto il fine generale dell'opera, nel senso che in Annabelle 2 - Creation il discorso relativo al sovrannaturale è prettamente malvagio, senza mezzi termini; senza fare grossi spoiler però possiamo garantirvi che è tutto spiegato, ogni cosa è sensata alla fin della fiera.


Il centro dell'obiettivo

Non parliamo dunque di un'opera poetica come quella firmata da J.A. Bayona (che di strada, da The Orphanage, ne ha fatta eccome, visto che sarà suo il prossimo Jurassic World: Il Regno Distrutto), questa è Hollywood, alle spalle di questo prequel - in veste di produttori - ci sono James Wan, Peter Safran, si va dunque dritti al sodo. Lo si fa però con cognizione di causa, con un ottimo e giovanissimo cast, con Anthony LaPaglia e Miranda Otto nei panni dei coniugi Mullins, oltre a Stephanie Sigman come vi abbiamo anticipato sopra, Bond Girl di 007 Spectre. Forse conoscere qualche dettaglio aggiuntivo su alcuni personaggi chiave non avrebbe guastato, ma saremmo sicuramente finiti oltre le due ore di durata - e sapete bene che già superare l'ora e mezza può essere rischioso.

Annabelle 2 Contro ogni aspettativa, bisogna dirlo, Annabelle 2 - Creation appare come un ottimo prodotto d'intrattenimento, ben realizzato e in grado di tenere lo spettatore incollato sulla sedia per ben 109 minuti. Chiudere sei ragazzine (e qualche adulto sparso) in una casa di campagna sperduta che conserva un terrificante segreto funziona divinamente, inoltre l'atmosfera anni '40/'50 non fa che donare un aspetto caldo e accogliente ad ogni ambiente - nonostante gli avvenimenti nefasti. Fra citazioni e rimandi continui al genere, alle vere vicende vissute dai coniugi Warren (con un Easter Egg delizioso nel finale), al sequel uscito nel 2014, il nuovo lavoro di David F. Sandberg raggiunge perfettamente l'obiettivo, diverte senza mai annoiare. Non avrebbe guastato un po' di attenzione in più verso i personaggi, avremmo gradito anche un po' di "sana" violenza aggiuntiva e meno buonismo, anche se questo avrebbe massacrato la classificazione del film. Adesso Annabelle, o le entità che la possiedono, può davvero riposare in tranquillità nei secoli a venire. O forse no?

6.5

Quanto attendi: Annabelle 2

Hype
Hype totali: 19
57%
nd