Anna, la recensione del film di Luc Besson su Prime Video

Il regista francese è alle prese con una nuova antieroina in questo frenetico e accattivante action-movie che fa dell'esagerazione il suo punto di forza.

recensione Anna, la recensione del film di Luc Besson su Prime Video
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A Luc Besson il moderno cinema d'azione occidentale deve tanto, se non tutto. Il regista parigino ha rivoluzionato i canoni cinetici del genere, rifacendo sua la sacra lezione di Hong Kong e portando una vera e propria boccata d'aria fresca. Classici senza tempo come Nikita (1990) e Leon (1994) parlano da soli e anche se negli ultimi anni la forma non è più stata quella di un tempo, il Nostro ha comunque sfornato uno sci-fi ambizioso e incompreso come Valerian e la città dei mille pianeti (2017) ed è ritornato al suo filone cardine con il divisivo Lucy (2014).
Le eroine femminili d'altronde per lui sono un richiamo irrinunciabile, ed ecco che anche la sua ultima opera, passata in sordina più del previsto, vede nuovamente per protagonista una donna tutta d'un pezzo, pronta a seminare una lunga scia di morte sfruttando il suo ammaliante fascino: difficile dire se Anna resterà nella storia, ma è un piacevole ritorno a quello stile che ha fatto scuola.

Una donna fantastica

Anna è una giovane e bellissima ragazza russa, pronta a tutto pur di abbandonare la sua triste vita: vittima delle violenze del fidanzato e tossicodipendente, trova un'inaspettata svolta. Una sera, dopo che il compagno ha organizzato un colpo finito nel peggiore dei modi, viene infatti reclutata da Alex, un ufficiale del KGB, che le propone di lavorare per l'agenzia. Cinque anni, dopo i quali sarà libera di abbandonare il "mestiere" e ritirarsi.
Sotto la supervisione di Olga, la protagonista diventa in breve tempo una delle migliori agenti dell'intera organizzazione, capace di eliminare anche gli obiettivi considerati più ostici. La sua doppia vita da modella e la relazione con una collega conosciuta in passerella le permettono di mantenere il giusto anonimato.
Ma il destino che la attente le riserverà non poche sorprese e Anna si troverà coinvolta in prima persona in un intrigo internazionale dove l'arte dell'inganno sarà fondamentale per riuscire a sopravvivere.

Una, nessuna e centomila

Non vi è dubbio che la prima impressione sia quella di assistere a una versione ammodernata del già citato Nikita, con la genesi del personaggio che ricorda non poco quella dell'omologo interpretato da Anne Parillaud.
E infatti Anna non ha paura di apparire derivativo e procede dritto per la propria strada, veloce come un treno fuori controllo. Quello imbastito da Besson è un puro e gratuito divertissement, dove l'improbabile diventa possibile trasformando il contesto narrativo in un esaltante teatro per il luna-park action in divenire.
Le dinamiche da spy-story qui sono sbeffeggiate, volutamente sacrificate al turbinio di colpi di scena che caratterizzano il racconto: il ricorso pressoché costante a flashback e salti temporali avanti e indietro offre nuove versioni di uno stesso evento e permette a inedite rivelazioni di sorprendere sempre lo spettatore con soluzioni ardite, poco verosimili ma altrettanto accattivanti ai fini di un puro intrattenimento a tema.
Sbarcato in anteprima esclusiva nel catalogo di Amazon Prime Video, Anna va preso consciamente nella sua anima ludica e fracassona, tra coinvolgenti coreografie dove l'atletica protagonista non ha nulla da invidiare a chi la precedette e sparatorie all'ultimo sangue contro decine di avversari.
Sasha Luss, modella russa già vista proprio in Valerian in un ruolo alieno, oltre a essere biondissima e bellissima ha quel giusto mix tra tenerezza e determinazione che le consente di ingannare non solo le altre figure in ballo, ma anche il pubblico stesso.

E il resto del cast non è da meno, con un trio di comprimari delle grandi occasioni formato da Helen Mirren, Luke Evans e Cillian Murphy, che ruotano tutti intorno a quest'antieroina dallo sguardo e dal cuore di ghiaccio al centro di turbolenti dinamiche sentimentali, che aggiungono ulteriore pepe alla vicenda.
L'epilogo dal taglio autoconclusivo e lo scarso responso ai botteghini dovrebbero di fatto chiudere le porte a un sequel, Anna resta in ogni caso una gradevole incursione del regista in quel campo da lui, e da noi, così amato.

Anna Anna è la letale e splendida protagonista dell'omonimo, ultimo, film di Luc Besson. Una sorta di nipote di Nikita (1990) che non si prende troppo sul serio, esasperando le dinamiche dei moderni spy-thriller in un contesto sempre più esagerato e convulso, dove la verità si nasconde allo spettatore per essere svelata nei numerosi sbalzi temporali che si alternano nel corso della narrazione. Un gioco che alla lunga diventa parzialmente prevedibile ma non per questo meno divertente, mantenendo altissimo il livello di ritmo che fa il pari con quello d'adrenalina. Besson si scatena nelle sequenze di puro stampo action, che pur denotando una certa mancanza d'originalità hanno il merito di non seguire il moderno approccio alla John Wick/Atomica Bionda per proporre una velocità scattante e frenetica, sfruttando al meglio la slanciata fisicità della sua letale protagonista. Due ore di visione che volano in un lampo, sano intrattenimento di genere allo stato brado.

7

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