Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald, la recensione

Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald arriva finalmente al cinema e prende le sembianze di un capitolo di passaggio, che ci prepara al futuro.

recensione Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald, la recensione
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La saga cinematografica legata al nome di Harry Potter, il maghetto nato dalla fantasia della scrittrice inglese J.K. Rowling, è terminata nell'ormai lontano 2011, con l'uscita nelle sale di Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2. I titoli di coda del film però non hanno messo la parola "fine" in modo definitivo al magico mondo di Hogwarts, anzi: nell'aprile del 2012 la stessa Rowling ha lanciato il sito gratuito Pottermore, luogo di ritrovo per tutti i fan potteriani del mondo, mentre nello stesso anno sono stati aperti al pubblico - a mo' di museo "interattivo" - i reali studi di produzione della saga, a nord di Londra, che ancora oggi accolgono circa 6.000 visitatori al giorno nei periodi di picco. Tutti gli eventi collaterali, i concerti, le proiezioni speciali, i raduni, i camp estivi, gli oggetti e i negozi a tema neppure si contano.
Sulla carta, la saga principale ha avuto anche diversi supplementi come Gli animali fantastici: dove trovarli, piccolo volume arrivato al cinema in versione arricchita nel 2016 per mano di David Yates e della stessa autrice inglese, che ha curato di proprio pugno la sceneggiatura. Il film ha fatto capire al mondo intero come la mente di J.K Rowling fosse ancora piena di storie legate a Harry Potter e al suo mondo magico, motivo per cui la Warner Bros. (che di certo ha un fiuto per gli affari sopraffino) ha ben pensato di sfruttarle nel corso di una nuova saga, lunga cinque film.
Questa lunga introduzione, magari noiosa all'apparenza, è in realtà molto importante per capire "che cos'è" Animali Fantastici - I crimini di Grindelwald.

Preparare il terreno

In termini pratici, parliamo del secondo film della nuova saga legata agli Animali Fantastici, che continua in modo diretto gli eventi iniziati dal lavoro precedente e mette le basi per un lungo e ricco prosieguo della storia. Il primo capitolo, ambientato a New York, terminava con la cattura del pericoloso criminale magico Gellert Grindelwald, personaggio interpretato da Johnny Depp che rappresenta il cuore pulsante di questa nuova avventura - come si può del resto intuire dal titolo. Qualcosa però, dal punto di vista narrativo, è cambiato radicalmente quest'anno.
La sceneggiatura de I Crimini di Grindelwald è sempre firmata da J.K. Rowling, dunque nessuno meglio di lei può conoscere personaggi, dinamiche, segreti, intrighi e raggiri, non ci troviamo però davanti a un'opera compiuta, auto-conclusiva, come del resto era il primo Animali Fantastici e Dove Trovarli, ma di fronte a un lungometraggio di passaggio, che prepara il terreno per gli anni a venire e parla soprattutto agli appassionati più incalliti del mondo potteriano.
Per capirci meglio, parlando in modo schietto: il primo film poteva esser visto da tutti, anche da chi non conoscesse per nulla Harry Potter. Al centro di tutto vi era lo studioso britannico di creature magiche Newt Scamander, che appena sbarcato negli Stati Uniti veniva ingoiato da peripezie più grandi di lui, dai risvolti misteriosi e oscuri - fra animali stupefacenti e personaggi di contorno ben caratterizzati.
Una "favola" con un inizio e una fine, un buon film d'intrattenimento per tutta la famiglia, adatto alla sala cinematografica come al divano di casa. I Crimini di Grindelwald non ha - al contrario - un inizio, poiché formalmente riprende esattamente ciò che avevamo lasciato la scorsa volta, e non ha una fine, poiché implica necessariamente una terza parte che dia qualche risposta. Già, risposte, poiché questo nuovo capitolo crea quasi ed esclusivamente domande.

Arte digitale

Per gli amanti incalliti del mondo magico di Harry Potter, che escono di casa con la sciarpa della loro casata e dormono con la divisa di Hogwarts, il focus su Grindelwald sarà una fonte inesauribile di informazioni scioccanti, rivelazioni inaspettate, nuove teorie; allo stesso tempo distruggerà alcune certezze e cambierà delle verità legate al passato, mescolando le carte in tavola nella maniera più brutale e caotica possibile.
Accogliere i titoli di coda significherà questa volta rimanere stralunati, con gli occhi per aria, mentre nella mente scorreranno combinazioni e mondi possibili, che i capitoli di prossima produzione dovranno confermare o meno.
Tutto questo può esaltare gli appassionati che vivono, mentalmente, i loro giorni nel mondo di Hogwarts, per il pubblico restante però Animali fantastici - I crimini di Grindelwald può rappresentare un'inesauribile fonte di frustrazione e spaesamento, per via delle tante informazioni legate alla saga letteraria di Harry Potter e dell'assenza di una vera e propria storia, con un prologo e un epilogo ben precisi.
Questo ci spinge a parlare degli aspetti tecnici del film: abbandonata la caotica New York, messa praticamente a ferro e fuoco dagli indisciplinati maghi del primo capitolo, si torna in Europa, più precisamente a Londra e Parigi - con Hogwarts a fare da anello di congiunzione fra le due metropoli. Le due città sono dipinte in modo approssimativo, la regia di David Yates lascia che si intuiscano appena, in particolare la capitale francese, sempre ripresa con inquadrature strette e torri Eiffel incollate in digitale sullo sfondo, fra i tetti.
L'intero lungometraggio è stato del resto girato negli studi Warner Bros. di Londra, si sperava però di vivere a pieno l'atmosfera magica della Ville Lumière, invece persino la suggestiva parte ambientata all'interno del cimitero monumentale Père-Lachaise ha pochissimi elementi legati alla realtà - potrebbe infatti essere un qualsiasi altro camposanto del mondo. Dettagli, è vero, ma che fanno perdere al film un po' di credibilità e poesia, lasciando troppo spazio al digitale e ai freddi VFX.

Gli animali fantastici, come tradizione, sono ben ricreati, l'anima spettacolare del primo capitolo cede però alle lusinghe dei dialoghi: tanti, forse troppi, chissà. È proprio nelle parole, nei simboli e paradossalmente nel "non detto" che si nasconde quello che la Rowling ci sgancia addosso come bombe a grappolo. Questo non significa che stiamo per assistere (o che abbiamo assistito) a due ore di calma piatta, assolutamente, ma che le sequenze più animate fungono quasi da contorno a ciò che i personaggi si dicono fra loro.
Inoltre, e ci duole dirlo, non abbiamo affatto a che fare con il David Yates ispirato de I Doni della Morte: la regia è tutt'altro che esaltante, c'è troppa arte computerizzata e poca artigianalità, elemento che invece rendeva magici i capitoli della saga principale. Persino Hogwarts appare un luogo smorto, spoglio, non un ambiente dinamico ma un set mal scenografato. Il regista britannico è riuscito ad amalgamare poco anche i numerosi personaggi dell'opera, salvo alcune importanti eccezioni.

All'ombra del villain

Se nel primo capitolo la stramba alchimia fra Newt Scamander, Tina Goldstein, Jacob Kowalski e Queenie Goldstein creava empatia e simpatia immediate, donando carattere al film, questa volta i quattro sono separati e allontanati dagli eventi, cosa che genera un evidente calo delle emozioni. Tutto però a favore di un Gellert Grindelwald cattivo sino al midollo, oscuro e terrificante al punto giusto, con il suo sguardo glaciale bi-colore e i suoi capelli sparati in aria.
Sappiamo bene che gli ultimi anni della carriera di Johnny Depp non hanno fatto brillare la sua stella in modo particolare, nel firmamento hollywoodiano, Grindelwald è però un ruolo che bene si ricama addosso alle sue spalle, riavvicinandolo ai fasti di un tempo. Anzi, la Rowling e Yates avrebbero potuto ottenere anche di più da lui, invece - per esigenze di copione, secondo noi - è stato tenuto appositamente a freno, lasciandoci immaginare un futuro ancor più scoppiettante per il terribile villain.
A marcia ridotta anche un veterano come Jude Law, un Silente dalle mani legate, che può operare soltanto attraverso l'impegno altrui - di Newt Scamander per esempio.
Anche per lui ipotizziamo molto più spazio nei capitoli a venire, stesso destino che deve spettare - per forza di cose - a Ezra Miller e Claudia Kim, rispettivamente Credence Barebone e Nagini, che in questo secondo capitolo si limitano a saltellare da una parte all'altra del globo, senza pace.

Ottimo invece il lavoro compiuto da Zoe Kravitz, bellissima e tormentata Leta Lestrange, e Callum Turner, un Theseus Scamander che dona un pizzico di umanità all'intero progetto grazie al suo rapporto con il fratello Newt - aiutandoci a capire meglio ciò che muove lo studioso di creature magiche, personaggio complesso e interessante forse non ancora del tutto a fuoco.
Il mago Tassorosso (o Tassofrasso, se avete letto le nuove edizioni di Harry Potter) è un uomo che ambisce costantemente al bene, un essere al di sopra della corruzione che rappresenta un grande esempio da seguire - tipico eroe romantico "alla J.K. Rowling".

Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald Cos'è dunque Animali fantastici - I crimini di Grindelwald? Un film di passaggio, per dirla in modo schietto e senza troppi giri di parole. Un episodio "riempitivo" di una serie più ampia, che semina alberi i cui frutti si vedranno soltanto prossimamente. Un'opera rivolta soprattutto agli appassionati più incalliti del mondo di Harry Potter, che si divertono a elaborare teorie e saltano sulla sedia di fronte a rivelazioni che possono lasciare impassibili i "babbani" più casual. Un super concentrato di informazioni e domande che troverà soluzioni e risposte nei capitoli futuri, ma che ora non gode né di un inizio, né di una fine, realizzato avvalendosi di tantissima grafica computerizzata non sempre al massimo della qualità. Difficile dunque dare un giudizio netto, sarebbe come assegnare un voto a un singolo episodio di un'intera serie TV; il "brutto" della storia è che, trovandoci sul grande schermo, il prosieguo delle attuali vicende arriverà solo fra un paio d'anni, non tra una settimana o tra un mese. E nell'era del Binge Watching, in cui si ha tutto e subito, saranno in molti a rimanere delusi.

6.5

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