L'Angelo del Male - Brightburn: James Gunn dà vita a un nuovo anticristo

James Gunn e famiglia (il fratello Brian e il cugino Mark) portano in vita, da un altro pianeta, un nuovo supereroe cattivo fino al midollo.

recensione L'Angelo del Male - Brightburn: James Gunn dà vita a un nuovo anticristo
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Avere un figlio è l'aspirazione massima di milioni di genitori nel mondo, non tutte le coppie però riescono a coronare il loro sogno e i motivi possono essere molteplici. Tori e Kyle Breyer ci provano da mesi, forse anni, hanno letto qualsiasi studio, ricerca, libro scritto a proposito della fertilità, sia maschile che femminile, ottenendo risultati purtroppo nulli, nonostante i tentativi, il desiderio e la buona volontà. Una notte, proprio prima di un nuovo rapporto, la tranquillità della loro camera da letto viene sconvolta da una scossa e da un'esplosione. Potrebbe trattarsi di un comune terremoto, invece sembra che qualcosa sia piombata nel loro giardino direttamente dal cielo.
È qualcosa di sferico, di grande ma non troppo, una specie di "cuore tecnologico" pulsante di rosso, che contiene qualcosa. Contiene forse la risposta a tutte le preghiere della coppia: un figlio da accudire. Un bambino umano nelle sembianze ma totalmente alieno, che nasconde un segreto e una forza al di là della natura. Tratti che non prendono il sopravvento prima di 10 anni circa, quando il pargolo innocente chiamato Brandon si rivela quello che in realtà è: l'angelo del male di Brightburn.

Supereroi negativi

In un mondo (cinematografico e non) sovrappopolato di supereroi che salvaguardano il bene del mondo e degli universi, i cugini Mark e Brian Gunn, con la benedizione del più famoso James Gunn (fratello del secondo) in veste di produttore primario, confezioniano un horror dal gusto assolutamente vintage, con protagonista un supereroe al contrario.
Un autentico anticristo (inviatoci da chissà dove e chissà chi) con poteri straordinari, votati questa volta al male assoluto, al dominio prima e alla distruzione poi della nostra Terra. Nonostante gli agganci professionali di James Gunn, capace a quanto pare di trasformare qualsiasi cosa tocchi in oro puro, questa volta non ci sarà alcun eroe positivo della Marvel o della DC a ostacolare il villain, che potrà al contrario agire indisturbato sfruttando la sua piena potenza. Toccherà dunque agli uomini inventare qualcosa per sovrastare questa potenza extraterrestre e non è detto che vi riescano.

I cugini Gunn non sanno cosa sia il politicamente corretto (o meglio, lo sanno bene e per questo vi stanno alla larga), si permettono così di trasformare un innocente bambino pre-adolescente in una creatura brutale, vendicativa e subdola, un diavolo capace di spostarsi alla velocità della luce come un novello Flash e librarsi nell'aria come Superman.
Non solo, possiede anche le capacità telecinetiche di una Jean Grey degli X-Men e la forza di un Hulk, in definitiva un uragano devastante che sembrerà impossibile da sconfiggere. Sarà come trovarsi all'interno di un videogioco, di fronte a uno di quei boss che non sentono dolore con nessun colpo, normale o speciale che sia, per il quale sarà necessario trovare il suo vero punto debole per giungere alla vittoria.

Il "come" più del "cosa"

Un plot generale non completamente originale o esaltante, che probabilmente non vi farà mettere le mani nei capelli o spalancare la mascella, L'Angelo del Male - Brightburn possiede però una bellezza "ancestrale", insita nella sua scrittura e nella sua messa in scena. Il regista David Yarovesky, guidato dalle suggestive sequenze ideate dai cugini Gunn, gira un film di genere impeccabile, che sfrutta alla perfezione i suoi tempi e dosa come si deve serietà e ironia assoluta. Sa, insomma, quando andare oltre le righe e divertire, senza mai abbandonare un "senso di realtà" al quale sono aggrappati tutti i "protagonisti umani", fra cui una splendida Elizabeth Banks, che non ha saputo dir no al richiamo "trash" dei tempi andati - per nostra fortuna.
La Banks è stata infatti la protagonista assoluta del debutto cinematografico di James Gunn, di quello Slither del 2006 al quale proprio Brightburn deve non poca ispirazione - nel film di 13 anni piombava sulla Terra una meteora con all'interno un viscido parassita alieno...! Nonostante questo importante "seme" quasi comune, i due prodotti sono ovviamente differenti all'estremo, con quest'ultimo decisamente figlio dei nostri tempi, con tanto artigianato ma anche tanta CGI.

Il negativo protagonista ama infatti indossare una maschera lercia che sembra ricamata a mano, nella più classica tradizione del genere, allo stesso tempo emana dagli occhi luccicanti fasci laser e sposta oggetti centinaia di volte più pesanti di lui con la forza della mente. A sorprendere è la naturalezza con cui la banda di autori ha girato i 90 minuti del film, senza tempi morti e con un ritmo in crescendo che intrattiene all'estremo.
Niente misteri, niente segreti, tutto è spiegato sullo schermo, ciò che si deve fare è semplicemente assistere allo spettacolo di distruzione e morte messo in scena dal piccolo e innocente Brandon Breyer, che nella sua "forma umana" sembra davvero il figliol prodigo, con un viso talmente angelico (appartenente al giovane Jackson A. Dunn) che non gli si può non perdonare qualsiasi cosa - cercando costantemente il colpevole altrove.

La bellezza dei contrasti

L'Angelo del Male - Brightburn vive anche di questi palesi contrasti: il male assoluto arriva dall'essere apparentemente più innocuo della Terra (pardon, dell'Universo), padri e madri amorevoli sono capaci di trasformarsi in potenziali assassini della loro stessa prole, pur di salvare il mondo, le verità più semplici invece sono in grado di nascondere complesse menzogne, veri e propri motori degli eventi.
Non bisogna credere a nulla, nel film di David Yarovesky, o meglio: i personaggi non devono credere a nulla. Noi spettatori conosciamo praticamente ogni nefandezza, ogni verità, del resto non parliamo di un thriller, il fine ultimo del film non è spaventarci o tenerci sul filo del rasoio, giocando sulla tensione. Al contrario abbiamo a che fare con un horror sci-fi che sogna di essere uno slasher in piena regola, pronipote degli anni ‘70 e ‘80. E in tutta sincerità, lo fa benissimo.

Lo script svela anche una furbizia di fondo, evidentemente innata nella famiglia Gunn: grazie a un geniale epilogo vengono lasciate aperte le porte a nuovi sequel, addirittura ci sarebbe tantissimo da dire anche in un prequel. Abbiamo dunque già un sogno: vedere un Brightburn Universe prendere vita, con nuovi prodotti che mantengano la medesima integrità e spensieratezza di questo capostipite. Un Marvel Cinematic Universe al contrario, con il pubblico che di volta in volta tiene le parti del cattivo. Se dal cielo possono cadere bimbi prodigio e figli del male, lasciateci sognare nuovi mondi cinematografici totalmente scorretti e dissacranti.

L'Angelo del Male - Brightburn James Gunn, in veste di produttore, il fratello Brian Gunn e il cugino Mark Gunn, i due sceneggiatori, hanno dato vita a un horror sci-fi dalle forti tinte slasher, anche se di coltelli se ne vedono abbastanza pochi. L'Angelo del Male di Brightburn è un supereroe al contrario, un essere negativo che mira soltanto alla distruzione del mondo, e il suo arrivo in un periodo storico in cui esistono quasi soltanto eroi positivi sembra una sorta di beffa, una boccata d'aria nuova, nonostante il plot del progetto non sia eccessivamente originale. In questo caso è più importante il "come" che il "cosa", e il film diretto da David Yarovesky è un lungometraggio di genere che non conosce tempi morti, al contrario gode di un crescendo estremamente divertente che sa perfettamente cosa raccontare al pubblico e quando. Apre inoltre le porte alla creazione di un Brightburn Universe dark e scorretto, e non vediamo l'ora che diventi realtà.

7.5

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