Recensione An Education

L'educazione sentimentale di Jenny, brillante ed emancipata sedicenne, sullo sfondo di una Londra prebeatlesiana

recensione An Education
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Non sarà un caso che An Education, piccolo film indipendente britannico, nato in sordina e scoperto al Sundance Film Festival (premio del pubblico e premio alla fotografia), sia in gara con ben otto nomination ai Bafta britannici e si trovi a rivaleggiare per l'ambito premio al miglior film con il kolossal del momento (Avatar), e un acclamatissimo lavoro sulla condizione alienante della guerra (The Hurt Locker). Qual è dunque il segreto di questa timida rivelazione cinematografica? Non si può certo ignorare che il film sia stato sceneggiato dal celebre romanziere Nick Hornby, qui alla sua prima sceneggiatura originale, né che la regista Lone Scherfig, vicina alla Zentropa del genio eversivo di Lars von Trier, aderisca - in parte - anche in questo suo secondo lavoro per il grande schermo (dopo Italiano per principianti del 2000) ai dettami estetici del manifesto danese, che concorrono a sancire il rigore formale e il realismo espressivo dell'opera. A fare la differenza, però, è senza dubbio la freschezza eloquente della ventiquattrenne interprete di Jenny, Carey Mulligan, stella emergente del cinema d'oltre Manica.

Sognando Parigi

Nella periferia londinese del 1961, a un passo dalla rivoluzione musicale segnata da Beatles e Rolling Stones, la sedicenne Jenny è una brillante studentessa, amante dell'arte e della cultura, che aspira a entrare nella prestigiosa università di Oxford, mentre, tra le mura della sua cameretta, canta i brani di Juliette Gréco e sogna di passeggiare per le vie della Parigi bohémien. In un cinereo e piovoso pomeriggio, uno dei tanti che caratterizzano la sua impeccabile e ordinaria vita scandita dal rigore metodico del latino e dalle regole edificanti dei suoi genitori borghesi, mentre è di ritorno dalla lezione di violoncello, Jenny s'imbatte nel carismatico e raffinato David (Peter Sarsgaard), di vent'anni più grande. Scaltro, adulto, smaliziato e brillantemente inserito nella bella vita di arti e svaghi extralusso cui Jenny aspira, David riuscirà facilmente a catturare le attenzioni della ragazza nonché quelle dei genitori di lei (un intenso Alfred Molina e una spontanea Cara Seymour): dapprima inflessibili, verranno poi incantati con il suo bon ton, charme, galanteria d'altri tempi e una buona dose di biasimevoli menzogne. Così Jenny, attirata da quell'uomo maturo che emana un intrigante aroma di dopobarba del tutto estraneo ai sedicenni glabri del suo liceo, crederà per un attimo di poter abbandonare la tediosa via degli studi per vivere un'elettrizzante vita al suono ribelle di "We don't need no education". Ma non è tutto oro ciò che luccica. E infatti la stagione di educazione sentimentale della ragazza, condita di aste d'arte, concerti di musica classica, flute di champagne e magici finesettimana spesi tra l'intellettuale Oxford e l'eterea Parigi, svanirà non appena la realtà tornerà a primeggiare sul sogno. Quando il suo principe azzurro verrà inghiottito dalle ombre di una cupa verità, e le piccole bugie della relazione sveleranno grandi piaghe di vita, la sua fase di aberrazione educativa le apparirà sotto una nuova luce rivelatrice. La via verso i sogni, nella stragrande maggioranza dei casi, non ammette scorciatoie, ma solo spirito di abnegazione e sacrificio.

Sviluppi filmici

Ma come nasce questo film di grande rigore estetico e profonda matrice sociale, capace d'indagare su temi scottanti come il ruolo educativo di scuola e famiglia, realizzazione della donna, differenze sociali, religiose e culturali, attraverso un semplice tema generazionale, ossia la smania di vita adulta che dimora in ogni adolescente? Procediamo con ordine. An education s' ispira a un saggio autobiografico della giornalista inglese Lynn Barber, nata nel 1944 e quindi coetanea della protagonista di An Education. Il materiale è stato poi brillantemente riadattato da Nick Hornby (sempre più noto nel panorama cinematografico grazie al successo ottenuto con i film Febbre a 90, Alta fedeltà e About a boy - Un ragazzo, tratti da suoi romanzi), per dare vita alla storia di Jenny, sedicenne dall'intelligenza sofisticata e anticonformista, che vivrà sulla sua giovane pelle le contraddizioni della società. I risvolti della sua cocente delusione d'amore infatti, acuiti dalle differenze anagrafiche, culturali e religiose, finiranno per rappresentare molto più dell'epilogo di una mera cotta adolescenziale. Ma la vera virtù di questo film, più che nella storia, sta nel realismo espressivo della messa in scena e dei protagonisti. Come la stessa Scherfig ha dichiarato "An Education è debitore sia dell'avanguardia francese, in particolare della Nouvelle Vague, che del Free Cinema Inglese. Ovviamente vi sono anche legami con il Dogma, per esempio ho lavorato a lungo per ottenere effetti di luce naturale come quelli che si vedono nel film e ho usato spesso la macchina a mano. Il mio intento era quello di cercare di essere il più fedele possibile allo script e in questo mi aiutato avere a disposizione un cast eccezionale". E infatti tutto il film gode di una profonda autenticità visiva, sorretta da uno sviluppo temporale molto aderente al vero, da una curatissima fotografia, che muta intensità al variare degli stati d'animo di Jenny, e da un brillante cast sempre misurato. Carey Mulligan (già vista in Orgoglio e Pregiudizio e Nemico Pubblico), pelle d'alabastro e grandi occhioni scuri, straordinaria nei panni della sofisticata-scolaretta Jenny, sembra riportare in vita bellezza immacolata e purezza espressiva della Hepburn. "Quando la vedi camminare per Parigi ti sembra Audrey Hepburn nella stessa strada cinquant'anni fa", afferma Variety. Ed è la sua spiazzante determinazione, velata d'ingenuità, a dominare la scena capovolgendo il sottile gioco delle parti. Dal canto suo, Peter Sarsgaard, celato dietro a un volto enigmatico che tradisce un inquieto vivere, si adegua perfettamente alla duplice essenza di David, da un lato gentiluomo intrigante e fidato, dall'altro individuo vigliacco e sleale. Il tutto va in scena sullo sfondo di una Londra dall'anima bivalente, rappresentata per un verso dalla rigida borghesia di oneri sociali e facili pregiudizi in cui è cresciuta Jenny, mirabilmente incarnata dall'inflessibile preside del premio Oscar Emma Thompson, e per un altro dall'atmosfera rarefatta e swinging che s'ispira alla vita bohemien - apparentemente salvifica - di vocazione parigina. Atmosfera ben celebrata dalla sognante colonna sonora, che ritrae il sogno di un'epoca sulle note di pezzi come Sous Le Ciel De Paris e Sur Les Quais Du Vieux Paris.

Educazioni sentimentali

Per una certa affinità con i temi trattati e con le palpabili atmosfere estetico-culturali, An Education richiama alla mente una produzione americana del 2008, Lezioni d'amore di Isabella Coixet. Un'opera che, pur con intenti e sviluppi differenti, analogamente indugiava sulla relazione di una giovane con un uomo ben più grande e che similmente immergeva la storia di educazione sentimentale in un'amalgama puramente artistica. Ed è proprio nel raffronto dei due film che spiccano la naturale freschezza e l'accuratezza visiva di An Education, pellicola che ha il pregio di non cercare l'empatia dello spettatore nel finale struggente ma piuttosto nella forza espiatrice della sua protagonista. Jenny, dopo aver saggiato l'ebbrezza di una precoce crescita e i piaceri dell'emancipazione, risolverà l'empasse esistenziale tornando sui propri passi, disposta a combattere per riconquistare la sua ordinaria condizione di adolescente, consapevole che il vero sogno è il cammino che conduce alle ambizioni e non la meta.

An Education Avvalendosi della sapiente penna di Hornby in fase di sceneggiatura, del retaggio dell’estetica Dogma e di un brillante cast, la regista danese Lone Scherfig confeziona un dramma che ha i colori e i tratti di un quadro impressionista, visivamente ineccepibile e profondamente reale. Ma la vera rivelazione del film porta il nome di Carey Mulligan, è lei a dare anima e corpo alla pellicola, trascinando la sua Jenny tra i fasti dell’alta società e attraverso le difficili ambasce del suo percorso formativo, con le stesse inesauribile determinazione e lucidità e il medesimo carisma di una diva consumata.

8

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