L'amore a domicilio: recensione del film con Miriam Leone su Prime Video

Disponibile su Amazon Prime Video, la commedia di Emiliano Corapi è un tentativo forse poco riuscito di raccontare un incontro impossibile.

L'amore a domicilio: recensione del film con Miriam Leone su Prime Video
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Lui "venderebbe le polizze anche ai morti", lei è agli arresti domiciliari per rapina a mano armata. Ci si aspetterebbe che Renato (Simone Liberati), dunque, sia anche furbo, smaliziato, sicuro di sé. In realtà il protagonista maschile de L'amore a domicilio è confuso, riflessivo e ingenuo, soprattutto con le ragazze. Cosa spinga Anna (Miriam Leone), vera e propria femme fatale, a rimorchiarlo tornando a casa da un esame universitario - unico escamotage per uscire e la sola occasione per meritarsi la buona condotta - resta un mistero insoluto per tutta la durata della pellicola. È forse solo il primo dei diversi problemi della nuova commedia con Miriam Leone disponibile su Amazon Prime Video, che tradisce sin dall'inizio i toni brillanti di poster e trailer avvicinandosi alle atmosfere della dramedy.

Un amore a domicilio

Se esistono dei problemi non sono certo "inediti", anzi sono i medesimi che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi anni in altri film simili. Ci sono infatti i figli che a tavola coi genitori si alzano e se ne vanno lasciando il piatto pieno senza che la scena abbia la giusta carica drammatica, e gli inserti comici che stridono col tono del film (si può ancora ridere della balbuzie?). Un sottofondo sonoro continuo da fiction nazionalpopolare per genitori onnipresenti nelle situazioni sentimentali dei protagonisti, coi problemi degli uni che si rivelano gli stessi degli altri.
Poi colpi di scena facilmente intuibili, così come l'epilogo. L'amore a domicilio ha poi una totale assenza di qualsiasi elemento tragico nonostante le premesse: personaggi definiti, nessuno escluso, in base alla propria "funzione amorosa" rispetto alla storia, che non sarebbe un male se non fosse tutto troppo didascalico. I dialoghi sono infatti improbabili ("Voglio fare lo sport"?) e tante figure sono poco caratterizzate, come il padre del protagonista.

Renato incontra Anna per caso, che gli chiede un passaggio in macchina e infine lo fa salire da lei: tre scene in neanche cinque minuti, con l'ultima che passa direttamente al sesso, per raccontare l'inizio di una relazione in cui né l'uno né l'altra appaiono realmente convinti e motivati.
L'amore a domicilio ha un buon montaggio e ottimi attori, non solo i protagonisti, ma spreca il potenziale del soggetto con una sceneggiatura superficiale che si limita ad abbozzare caratteri e dinamiche relazionali. Il risultato è che ci si annoia quando la commedia prova a fare sul serio e si resta basiti quando si dovrebbe ridere.

Un buon soggetto, nonostante tutto

Oltre che della paura d'innamorarsi, L'amore a domicilio dovrebbe parlare anche del timore di perdere ciò che si ama (considerando la voce narrante di Renato nel prologo). Usiamo il condizionale perché individuare l'idea tematica del film è tutt'altro che semplice e immediato.
Dobbiamo sforzarci per capire che Renato ha un serio problema con le relazioni stabili (non sappiamo per quale motivo all'inizio del film scarichi la fidanzata prima del matrimonio), dato che fino alla fine si comporta nei confronti di Anna come un compagno amorevole, attento e generoso, prima di un voltafaccia privo di indizi.
Così come appare poco plausibile l'innamoramento di Anna, che non intende separarsi da lui fin dai primi minuti senza che la sceneggiatura fornisca alcun motivo, evocando la sensazione di una truffa o un piano elaborato per incastrare il primo malcapitato che le capita a tiro. Proprio come ci si aspetterebbe dall'incontro tra una donna tormentata, cinica e determinata e un ragazzo che in certi momenti sembra ricordare il Mimmo di Carlo Verdone.

I limiti del film non riguardano dunque il soggetto, effettivamente accattivante, quanto la sua resa nei novanta minuti, incapaci di mordere come dovrebbero sia nel paradosso di un incontro impossibile - le trovate migliori sarebbero dovute partire da qui - sia nella costruzione drammatica di due estranei infelici.
Estranei che, attraverso la relazione e la convivenza forzata riscoprono, oltre all'amore, la fiducia in sé stessi e una certa speranza nel futuro.

L'amore a domicilio L’amore a domicilio, il nuovo film con Miriam Leone, è una commedia che tende alla dramedy scritta e diretta da Emiliano Corapi. Un venditore di polizze assicurative (Simone Liberati), in crisi con la sua fidanzata, incontra per caso una ragazza affascinante con la quale intraprende subito una bizzarra relazione: bizzarra perché Anna (Miriam Leone) è agli arresti domiciliari per rapina a mano armata. Il soggetto è buono e ci sarebbero le premesse per raccontare la paura d’amare e di intrattenere relazioni stabili, tuttavia la pellicola presenta dei grossi limiti di sceneggiatura riprendendo molti dei difetti dei film italiani degli ultimi anni. A farla da padrona sono infatti superficialità nei dialoghi e nella descrizione dei personaggi, l’accostamento tra registro comico e drammatico e l’onnipresente e paternalistica dimensione familiare dei fatti narrati.

5

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