Ammore e Malavita: i Manetti Bros subito cult a Venezia 74

I Manetti Bros. animano il Festival di Venezia 74 con un thriller musicale in napoletano sopra le righe, folle ma incredibilmente riuscito.

recensione Ammore e Malavita: i Manetti Bros subito cult a Venezia 74
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Mattia Bianchini Mattia Bianchini Per un aspirante regista i film sono un libro di testo più potente di qualsiasi scuola. Aggiungeteci quell'amore che rende la passione un'ossessione e il passo per diventare un divoratore famelico di cinema è breve. Non chiedetegli di scegliere un periodo, una categoria o un genere cinematografico e nemmeno di porre un freno alla fantasia e all'immaginazione. Mettersi in gioco nel confronto e nella condivisione rimane un' esperienze imprescindibile nell'arte, il vero modo per continuare a crescere senza limiti di tempo e di età.

Arriva un oggetto misterioso non ben identificato alla settantaquattresima edizione della Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia: Ammore e Malavita. Da sempre i fratelli Manetti sono stati portatori nel panorama italiano di una propria idea di cinema, fatta di produzioni indipendenti a basso budget e soprattutto di una ricerca nell'ambito dei film di genere che da troppo tempo sembra perduta nel nostro bel paese. Con il loro nuovissimo thriller-musical napoletano aggiungono un nuovo importante tassello a questo loro percorso e se possibile lo portano ancora un gradino più in alto. Come ogni film di genere che si rispetti la storia di partenza è molto semplice ma incisiva e vede l'intrecciarsi di varie vite e personalità. Un boss della camorra cercherà di cambiare vita aiutato dall'astuta moglie, mentre una giovane infermiera sognante ed un temuto sicario si riconoscono e riscoprono per rimanere poi sospesi tra la vita e la morte. Se un killer della camorra deve uccidere una donna e riconosce in lei l'amore della sua adolescenza parliamo d'amore o di malavita?

Fra thriller e musical

Sembra questo lo spunto di partenza che dà il via ad un andirivieni di situazioni rocambolesche che viaggiano sempre sul confine della verosimiglianza fantastica. La grandissima abilità dei Manetti sta proprio nella gestione di un film che potrebbe apparire assurdo, è esemplare il modo in cui riescono a calibrare i ritmi e soprattutto il tono a seconda delle varie situazioni. All'interno di una cornice napoletana personale e rivisitata infatti, il thriller fa da sfondo per affrontare tematiche come l'amore e la morte, mentre il musical gli permette di andare sopra le righe, mantenendo un tono leggero e spensierato. Si mescolano perfettamente canzoni e balli a esplosioni ed effetti speciali calibratissimi, senza che questo risulti mai stucchevole. Ed è proprio questa la chiave di volta del film, riuscire a mantenere un profilo spettacolare pur rimanendo attaccati a personaggi veri e reali. Anche grazie ad interpretazioni credibili e centrate, diventa facile empatizzare con i vari caratteri ed è divertente vederli muoversi in un contesto fantasioso, all'interno di dinamiche molto spesso esagerate.


Divertente, originale, personale

Poco importa se in alcuni momenti il film ha qualche leggera flessione o se qualche piccolo snodo narrativo non risulta sufficientemente sviscerato, perché grazie a questo tipo di approccio i fratelli riescono a farsi perdonare tutte le sbavature ed anzi a farle diventare quasi dei punti di forza. Ammore e Malavita è un film che pulsa di cultura pop, che vive di scene, momenti e dialoghi istantaneamente cult e trova nelle citazioni cinematografiche e videoludiche il coronamento della propria cifra stilistica. Soprattutto è un portatore di un cinema da difendere a denti stretti, perché sa intrattenere in modo divertente, originale e personale.

Ammore e malavita I fratelli Manetti portano all'interno della cornice napoletana un thriller musicale pieno di divertente e genuina follia. Canzoni, balli, esplosioni ed uccisioni si mescolano senza sosta in un film che ha già il sapore del cult. Nonostante qualche piccola incertezza nel suo svolgimento, Ammore e Malavita è un film da difendere e proteggere fino in fondo, soprattutto all'interno del panorama italiano.

7

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