Recensione Ambo

Adriano Giannini alla ricerca della verità nel nuovo film di Pierluigi Di Lallo

recensione Ambo
Articolo a cura di

Lo scenario d'ambientazione di Ambo, lungometraggio d'esordio di Pierluigi Di Lallo (attore, tra l'altro, nel drammatico Teste rasate di Claudio Fragasso e della commedia Una cella in due di Nicola Barnaba) è Atessa, in provincia di Chieti, in Abruzzo, facente parte della Comunità montana Valsangro.
Un comune in cui risiede quello che, almeno in apparenza, sembrerebbe un nucleo familiare felice, costituito dal papà Giulio, con le fattezze di Adriano Giannini, la mamma Veronica, ovvero Serena Autieri, e il piccolo Marzio, di cinque anni, cui concede anima e corpo l'esordiente Marzio Falcione.
Sembrerebbe, giusto, perché non solo la coppia desidera tanto avere un altro figlio che, però, a quanto pare stenta ad arrivare, ma, avvertito un problema ai testicoli, Giulio comincia anche a dubitare del fatto che Marzio sia veramente suo genito dopo aver scoperto di essere da sempre sterile.
Situazione che, affiancato dall'amico Cesareo alias Riccardo Graziosi, lo porta inevitabilmente ad iniziare una tanto frenetica quanto grottesca ricerca finalizzata ad individuare chi possa essere l'uomo con il quale Veronica si è dedicata al tradimento rimanendo addirittura incinta.

Una culla in due?

E, mentre quest'ultima, avvertito l'improvviso, evidente cambiamento di umore del marito, viene aiutata dalla sorella Lucrezia, incarnata dalla Sara Putignano de Il grande sogno, è il simpatico barbiere Nando, nei cui panni troviamo Maurizio Mattioli, a pensare al bambino.
Un Mattioli che, grande come di consueto, provvede a strappare risate fin dalla sua entrata in scena tramite un dialogo con un tizio completamente calvo; per poi, però, essere inspiegabilmente sfruttato pochissimo quando, in realtà, sarebbe stato non poco utile a risollevare le sorti di un'operazione che non tarda a rivelarsi fiacca in maniera incredibile.
Infatti, man mano che, al di là del figlio d'arte Rudy Smaila, abbiamo in scena, tra gli altri, il veterano Armando De Razza nel ruolo di un notaio e il presentatore televisivo Enrico Papi in quello di un sacerdote che finisce coinvolto nella celebrazione di un falso funerale (!!!), in mezzo alle inspiegabili incomprensioni tra i due protagonisti ed alla serie di equivoci e sospetti infondati prendono forma circa ottantasette minuti di visione (neppure tanti, quindi) del tutto incapaci di risultare coinvolgenti.
Tanto che la sensazione di noia comincia a farsi viva già al ventesimo, senza più permettere allo spettatore, poi, di ricredersi.

Ambo Le canzoni di Noemi accompagnano l’esordio registico dell’attore abruzzese Pierluigi Di Lallo, Ambo, mix di dramma sentimentale e commedia al cui centro troviamo una famiglia costituita da Adriano Giannini, Serena Autieri e il piccolo Marzio Falcone. Il risultato, però, finalizzato a ribadire che, al di là di ogni incomprensione e sospetto, ciò che veramente è importante è soltanto la famiglia, nonostante la curata confezione tecnica non riesce in alcun modo a generare coinvolgimento; fallendo sia sul lato drammatico che, soprattutto, su quello maggiormente volto a strappare sorrisi.

5

Che voto dai a: Ambo

Media Voto Utenti
Voti: 3
4.3
nd