Alone, la recensione del cinecomic sci-fi su Prime Video

Adattamento del fumetto franco-belga Seuls, il film di David Moreau vede protagonisti cinque ragazzini alla prese con un mistero inspiegabile.

recensione Alone, la recensione del cinecomic sci-fi su Prime Video
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La sedicenne Leila sta vivendo un'adolescenza difficile, con il fratello che si trova in uno stato di coma vegetativo e una situazione scolastica dove rimane spesso coinvolta nelle risse con le bulle. Una sera decide di trascorrere qualche ora di relax al luna park, ignara di cosa la attenderà il giorno dopo.
Il mattino successivo, al risveglio, scopre infatti che la città è completamente deserta e anche i suoi genitori sono svaniti nel nulla, con il sistema di comunicazione che è andato in black-out. Mentre girovaga alla ricerca di sopravvissuti, Leila si imbatte in altri ragazzi, coetanei o poco più giovani di lei: Dodji, Yvan, Camille e Terry.
L'inedito gruppetto cercherà di comprendere cosa sia accaduto al resto della popolazione, dovendo fare i conti sia con un inquietante individuo mascherato che dà loro la caccia che con una misteriosa nebbia che circonda l'intera zona urbana. La ricerca di risposte porterà a una verità del tutto imprevedibile.

Anime perse

Adattamento del fumetto franco-belga Seuls, scritto da Fabien Vehlmann e disegnato da Bruno Gazzotti, Alone cerca di ibridare al suo interno diverse influenze del cinema teen di moderna generazione, con un netto approccio fantastico che si collega al sottotesto tipico del coming-of-age del nuovo millennio.
Ed eccoci così alle prese con personaggi più o meno problematici che si trovano ad affrontare una situazione al di fuori di ogni logica, facendo affidamento sulla loro determinazione e sulla crescente amicizia che li lega.
L'ambientazione dal taglio post-apocalittico, con strade deserte nelle quali i Nostri vagano alla ricerca di qualcuno o qualcosa ma, soprattutto, di un perché, offre campo libero a varie supposizioni da parte dello spettatore.
A quattro anni dalla regia della commedia romantica 20 anni di meno (2013), David Moreau torna dietro la macchina da presa e usa ancora una volta in carriera il mondo dei teenager come centro nevralgico: se nel cult horror Them (2006) questi erano utilizzati nello spiazzante cliffhanger, qui sono l'intero alpha e omega dell'insieme, vittime di un ignoto sempre più inquietante.

Tutti per uno, uno per tutti

La tematica dell'emarginazione sociale è incarnata da due delle figure principali, immigrati di seconda o terza generazione che si trovano alle prese con un passato-presente tormentato, e la presenza di un altro personaggio figlio di un miliardario permette invece ai ragazzi di disporre di mezzi altrimenti impensabili.
Il cuore del racconto è giocato per la maggior parte sull'approccio mystery e anche i potenziali riflessi di un Nocturama (2016) in salsa cinecomic, che fanno sussulto in particolare nello spezzone centrale ambientato in albergo, risultano poi inespressi, in favore di una narrazione più lineare e indirizzata al target di riferimento.
Nel corso dei novanta minuti di visione il film paga questa parziale leggerezza narrativa che impedisce alla storia di emergere con tocchi più incisivi e lo stesso epilogo, aperto a un secondo capitolo, non convince al cento per cento, lasciando più interrogativi che risposte chiare.

Distribuito da Draka Distribution e reso disponibile nel catalogo di Amazon Prime Video, Alone pone diversi spunti in una messa in scena discreta dal punto di vista stilistico, minimale nella sua forma base e con sporadici effetti speciali di buona qualità, ma a tratti si ha l'impressione di trovarsi di fronte a una materia grezza che avrebbe meritato un maggior impegno per risultare totalmente accattivante.

Alone Un gruppetto di adolescenti e una città deserta, dove non solo gli adulti ma anche il resto della popolazione sembrano improvvisamente svaniti nel nulla. E cosa si cela dietro la fitta nebbia che circonda l'intera area? Alone è l'adattamento del fumetto franco-belga Seuls e, come sottolinea l'epilogo, si pone come primo episodio di un potenziale franchise. L'ora e mezza di visione offre discreti spunti e il bel colpo di scena finale giustifica il tempo speso per arrivarci, ma a mancare è una certa solidità di fondo, con alcuni passaggi che vanno evidentemente a vuoto e una parziale ingenuità nella gestione dei vari protagonisti. Il risultato è un cinecomic dal taglio sci-fi/post-apocalittico di discreta fattura, capace - nonostante tutti i suoi limiti - di mantenere l'interesse su livelli accettabili grazie soprattutto ai toni mystery che si moltiplicano nel procedere degli eventi.

6

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